Arrivano sviluppi importanti sulla questione stadio San Siro. Inter e Milan avrebbero deciso di fermarsi e di sospendere le relazioni con il Comune di Milano a tempo indeterminato sul futuro del Meazza. Fino alla conclusione della campagna elettorale accetteranno di partecipare solo a incontri tecnici per verificare lo stato di avanzamento dei lavori in corso per la finale Champions 2016, ma non più con la mobilitazione dei propri dirigenti di primo livello. I due club chiamano un timeout su San Siro, infastiditi, se non addirittura irritati, dalle ultime ‘fughe in avanti’ dei componenti della Giunta Pisapia: di quello che sarà il Meazza se ne riparlerà, se sarà il caso, quando a maggio o giugno verrà eletto il prossimo sindaco di Milano. Nelle ultime settimane nelle sedi dei club è filtrata puzza di bruciato, e si è preferito stoppare sul nascere qualunque tentativo di trasformare San Siro (strategico nei piani industriali dei club) in un argomento da ring elettorale. Un vicolo cieco nel quale Inter e Milan non vogliono farsi tirare.
Nessuna contesa politica cittadina, dunque. Ma un’irritazione che nasce dalle continue uscite pubbliche: dalle bacchettate al Milan per la questione Portello all’idea lanciata nelle ultime ore di concedere il diritto di superficie dell’impianto alle due società. Ecco perché ieri mattina Inter e Milan hanno annullato l’appuntamento in Comune, saltato per la seconda volta in 6 giorni (il primo era previsto il 16), e a questo punto non si può più considerare un caso. L’Inter scommette su un futuro a San Siro con il Milan (non c’è un piano nerazzurro per farsi un proprio stadio), e nel frattempo deve sostituire Fassone nel Cda di M-I-Stadio (è in pole Michael Williamson). Resta sul tavolo un nodo: individuare un nuovo modello di gestione per aumentare la redditività del Meazza. Toccherà alla prossima Amministrazione affrontare il tema e scongelarlo.









