Milan, missione compiuta: Frosinone battuto 2-0, ma che sofferenza! E adesso Gattuso tifa Juve..

da San Siro, Simone Dell’Uomo

Altri tre punti pesantissimi e terza vittoria consecutiva per il Milan di Gattuso, che a San Siro rispetta i pronostici e batte 2-0 il Frosinone. Ma quanta sofferenza! Una squadra giovane, si sa, ma rossoneri a due volti: primo tempo deludente, ripresa importante, anche se da brividi. Brividi perché da gran portiere Donnarumma ha respinto un rigore a Ciano, intervento che poi ha permesso al Milan di sbloccare la gara e incanalarla sui binari giusti. Si sblocca Piatek, raddoppia su punizione la star più tecnica, quel Suso finalmente tornato ai vecchi fasti. Alla fine Gattuso ottiene ciò che contava di più, quei 3 punti fondamentali per continuare ad inseguire l’Atalanta e metter pressione ai bergamaschi. Un sogno Champions da cullare fino alla fine, malgrado i soli 5 punti raccolti in 7 partite in primavera. D’altronde la gioventù paga e la gioventù toglie: i rossoneri non hanno saputo gestire la pressione quando dovevano controllare la pressione atalantina. Ciò che più conta è che adesso il Milan chiuderà la stagione a Ferrara col vento in poppa: 3 punti pesanti e necessari, perfetti per salutare Abate nel modo giusto.

CRONACA

3 PUNTI OBBLIGATORI Milan in piena corsa Champions, dopo due vittorie che hanno riproiettato i rossoneri alle spalle dell’Atalanta. 3 punti di distacco ma scontro diretto a favore: se stasera la Juventus dovesse compiere il suo dovere e rispettare i fattori tecnici il Milan sarebbe padrone del suo destino. Già, sarebbe, a patto che infatti l’undici di Gattuso rispetti i pronostici e con la nuova maglia 19/20 batta un Frosinone già retrocesso. Grande affluenza per l’ultima rossonera a San Siro: omaggio e cori tutti per Ignazio Abate, uno che ha sempre regalato ogni goccia di sudore al suo club, club che lascerà a fine stagione. Dall’altra parte il team di Baroni sogna l’ultima soddisfazione prima di tornare in B: stupire l’Italia e uscire indenni da San Siro rappresenta certamente una gran motivazione. Per questo l’ex tecnico del Lanciano disegna un 3-5-2 compatto che esalti le qualità in ripartenza di Camillo Ciano e Marcello Trotta. Gattuso abbina invece fisicità a tecnica: Bakayoko-Kessiè sì, ma affiancati da Calhanoglu che per l’occasione scala mezzala sinistra. Sarà quindi Borini a comporre il tridente offensivo coi soliti Suso e Piatek.

STERILE MONOLOGO ROSSONERO Il Milan sembra partire bene, senz’altro padrone del campo. Baroni difende a 5 e lascia ai rossoneri il pallino del gioco. Suso è tornato ai vecchi fasti, Calhanoglu palleggia e taglia il campo: i due duettano, Abate spinge e Kessiè attacca lo spazio. Dall’altra parte il nulla cosmico: Borini l’ombra di se stesso, Rodríguez non spinge mai. Ed è così che a parte un classico tentativo a giro di Suso e un diagonale volante di Bakayoko il primo tempo si chiude senza grosse palle gol. Anzi, ad andare vicino al vantaggio proprio il Frosinone: Kessiè rischia in disimpegno, Trotta gli strappa il pallone ma conclude troppo precipitosamente. Al duplice fischio di Manganiello San Siro non si nasconde e manifesta tutto il suo disappunto.

RIPRESA PAZZESCA Entra in campo un altro Milan. Deve essere un altro Milan. Piglio giusto, varco giusto e Borini a tu per tu col portiere: palla clamorosamente alta, a San Siro tutti con le mani tra i capelli. Milan più offensivo e per forza di cose più scoperto: varco dalla parte opposta, spinta in area, calcio di rigore. Ma dal dischetto Gigio Donnarumma ipnotizza Ciano e scoppia l’ovazione! Entra Cutrone per Bakayoko: è 4-4-2, Gattuso col piede sull’acceleratore e San Siro apprezza. Il Milan spinge con le sue armi: squadra giovane, veemenza e irruenza ma poca esperienza e precisione. Traversone troppo lungo, Borino controlla e si coordina, tiro cross e deviazione vincente di Piatek: si sblocca il Pistolero, Milan in vantaggio, che sliding door! Il Milan continua a spingere: una squadra giovane che non sempre quest’anno ha saputo gestire, meglio non correr rischi e trovare il raddoppio. E raddoppio fu: punizione cristallina di Suso, bacino alla traversa e palla in fondo al sacco. Pressione scrollata, Milan sul velluto. A destra questa squadra palleggia bene, dialoga, Suso ispira e crossa cercando le punte, Bardi si salva come può. Dionisi prova a riaprire la partita ma non riesce: trova il varco giusto ma non centra la porta. Il Milan porta dunque a casa il risultato e può partire la festa di Abate: la Sud riconosce, premia e omaggia un milanista vero che in questi anni ha sempre regalato tutto per questi colori.