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NBA – Memphis espugna Chicago, bene Atlanta e Washington. Datome e Thomas trascinano Boston al successo sugli Heat

NBA – Memphis espugna Chicago, bene Atlanta e Washington. Datome e Thomas trascinano Boston al successo sugli Heat

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8 le gare giocate nella notte NBA. Crollo casalingo di Charlotte, che interrompe la sua striscia vincente di 5 partite cedendo ai Washington Wizards: 95-69 il finale in favore di Gortat (20 e 7 rimbalzi), Wall (15 e 9 assist), Beal (14) e compagni, capaci di dominare con facilità un incontro nel quale gli Hornets hanno tremendamente faticato nel trovare il canestro (32.5% dal campo, 18.2% da 3). Inutili, per gli uomini di Clifford, i 19 (con 7 assist) di Mo Williams, i 14 di Jefferson e i 12 di Stephenson. Vince, facilmente, anche Atlanta, che schianta i Sacramento Kings alla Philips Arena: 130-105 il finale per i ragazzi di Budenholzer, capaci di dominare il primo tempo (76-54) grazie alla verve del duo Carroll-Korver (20 punti a testa, 4-9 e 6-8 da 3) e all’ottima regia di Jeff Teague (18 e 13 assist). 18 per Horford e 13 per MIllsap in casa Hawks, al 50° successo stagionale, mentre ai Kings, al 4° K.O. consecutivo, non sono bastati i 23 di Gay, i 15 di McCallum e i 12 di McLemore e Cousins (14 rimbalzi).

Boston espugna Miami (100-90), rovinando il ritorno (da spettatore) di Chris Bosh all’American Airlines Arena: protagonista assoluto Isiah Thomas, letale per la difesa degli Heat nella ripresa (25 punti) e ben coadiuvato da un grande Gigi Datome, autore di 13 punti e determinante nel mantenimento del vantaggio Celtics all’interno della prima frazione di gioco. Aggrappatasi ai 34 di Wade, con Dragić assente e Whiteside espulso (violenta spinta ad Olynyk), Miami non è tuttavia riuscita a risalire la china, inseguendo inutilmente gli avversari per l’intera durata del match (fatta eccezione per qualche istante del 3° periodo): Boston vince e si candida alla lotta per l’ingresso playoff ad Est. Memphis passa a Chicago (101-91), scappando nel punteggio nella ripresa dopo un primo tempo equilibrato: sfida tra fratelli Gasol vinta, decisamente, da Marc, autore di 23 punti (contro i 13, con 11 rimbalzi, di Pau) ed irrefrenabile per la difesa dei Bulls. 19 per Jeff Green (con 7 rimbalzi) e 16 (con 9 rimbalzi) per Randolph in casa Grizzlies, mentre ai Bulls, al 3° K.O. consecutivo, non sono bastati i 21 di Snell, i 18 (con 12 rimbalzi) di Mirotić e i 15 di Brooks.

Vince anche New Orleans, che resta sulla scia degli Oklahoma City Thunder (1 partita di distanza) espugnando il Bradley Center di Milwaukee: 114-103 il finale in favore di un clamoroso Anthony Davis (43, 10 rimbalzi e 6 assist), Gordon (16) e compagni, bravi nel prendere il controllo del match sin dall’inizio e a tenere costantemente a distanza i padroni di casa. Inutili, per gli uomini di Kidd, i 29 di un grande Antetokounmpo, i 25 (con 7 assist) di Carter-Williams e i 17 di Middleton. Facile successo per Denver, che schianta New York al Pepsi Center (106-78) dominando un match che ha avuto storia nel solo primo quarto di gioco, chiuso in perfetta parità (25-25) prima che Faried (19 e 11 rimbalzi), Chandler (17), Barton (17) e compagni premessero sull’acceleratore per spostare l’inerzia del match, chiudendolo, di fatto, nei 2 quarti centrali. 14, con 6 assist, per Lawson in casa Nuggets; 19 di Shved, 14 di Galloway e 12, con 7 rimbalzi, per Bargnani tra le fila dei Knicks.

Nelle ultime due gare giocate nella notte, successi per Golden State e Los Angeles Clippers: i capoclassifica della Western Conference passano nettamente a Phoenix (98-80) grazie ad un terzo quarto travolgente (30-15) capace di spezzare l’equilibrio della prima frazione di gioco. 36 per Steph Curry e 25 per Klay Thompson in casa Warriors, 19 per Bledsoe e 13 per Knight tra le fila dei Suns. I Clippers, invece, superano 89-76 i Minnesota Timberwolves allo Staples Center: dopo la parità del primo quarto di gioco (25-25), ci hanno pensato Redick (26) e Jordan (20 e 17 rimbalzi), imbeccati da un Paul poco preciso al tiro ma chirurgico nelle assistenze (2 punti e 15 assist), a risolvere il match per gli uomini di Rivers. Inutili, dall’altra parte, i 16 (con 15 rimbalzi) di Payne, i 12 di Peković (con 10 assist) e gli 11 di Wiggins.

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Simone Nobilini

Football and basketball lover since 1990, tra il Mediolanum Forum e molteplici notti insonni per l'NBA. Laureato in Linguaggi dei Media presso l'Università Cattolica di Milano, con un unico desiderio: vivere grazie all'ambito in cui sogno di lavorare, il giornalismo.