“Dove eravamo rimasti?”
La celeberrima citazione del grande Enzo Tortora, pronunciata in una puntata di “Portobello” nel 1987, dopo la sua tanto agognata assoluzione, in seguito ad un caso orribile di malagiustizia, richiama perfettamente l’immagine di un’Olimpia Milano troppo incostante in questa stagione. Una squadra che, nonostante l’ottima figura in campo europeo, non è in grado di dare continuità ad una pallacanestro funzionale espressa nelle ultime uscite. Merito di una Scandone Avellino coriacea e pragmatica. Gli uomini di Pino Sacripanti, infatti, hanno eseguito, fin dalle battute embrionali, il piano partita alla perfezione, incanalando la trama della sfida sui binari irpini, grazie ad una prestazione tattica veramente da incorniciare. Ecco, quindi, che sopra la “Madonnina” torna a spirare un vento malsano, carico di critiche, rivolte specialmente al coach Jasmin Repesa, che, per l’ennesima volta, diventa un elemento minatorio delle certezze meneghine.
PRIMO TEMPO
Milano smarrisce immediatamente le chiavi del match, pagando, nel primo quarto, il pessimo approccio alla partita, concedendo, ai “Lupi“, 30 punti ed un 79% dal campo, numeri irreali, che fanno intuire da subito le difficoltà dei biancorossi. I padroni di casa giocano con grande aggressività, sfruttando l’imponente mole di Kyrylo Fesenko (6/7 nel primo tempo), il quale sotto le plance cattura ogni rimbalzo. I tiri dal perimetro di Joe Ragland e Levi Randolph, addizionati ai numerosi errori dei suoi uomini, costringono Jasmin Repesa, sul 21-9, a chiamare un time-out. Al rientro in campo la compagine del presidente Giorgio Armani trova 6 punti consecutivi con Miroslav Raduljica, ma è solo un fuoco di paglia, perché, la Scandone continua a macinare punti pesanti, fissando il risultato del primo parziale sul 30-15.
Il secondo quarto vede un’Olimpia Milano presentarsi sul parquet con un approccio mentale totalmente diverso. Davide Pascolo e Mantas Kalnietis provano a ricucire lo strappo subito, innescando due contropiedi fulminei per Simone Fontecchio, la discrepanza viene ridotta a 10 lunghezze. Pino Sacripanti decide di parlarci sopra, richiedendo un minuto di sospensione, in modo da rompere gli indugi e l’inerzia di gioco. L’Olimpia ha la seria opportunità di rientrare in partita. Tuttavia non riesce a capitalizzare al meglio due palloni rubati, ci pensa allora Joe Ragland a tamponare le velleità ospiti, realizzando una tripla dall’angolo di vitale importanza. Jamel McLean non ci sta e reagisce inchiodando una clamorosa schiacciata su Kyrylo Fesenko, portando la truppa meneghina sul 38-33. La salita comincia proprio allora, quando, stranamente, sale in cattedra il solito Joe Ragland. La “Mano Armata”, proveniente da Springfield, ripone per due volte consecutive l’arancia nel cesto, dapprima con un terzo tempo in cui batte Zoran Dragic, poi con un canestro sulla sirena che vale 47-36 in favore dei campani.
SECONDO TEMPO
La ripresa delle ostilità è targata biancorosso, vanno a segno Milan Macvan e Kruno Simon, ma Avellino, senza alcuna sudditanza psicologica, risponde con tre tiri dall’arco, che schiantano Milano sul a -15 sul 56-41. l’Olimpia, in un attimo, precipita a -17, grazie ad una rubata di Retin Obasohan, finalizzata con una fragorosa inchiodata. Un movimento spalle a canestro di Miroslav Raduljica ed una bomba di Awudu Abass firmano un parziale di 0-5 che riporta la truppa di Jasmin Repesa sul -12, alla fine della terza frazione di gioco il risultato è di 63-51 ancora a favore dei “Lupi”.
Paradossalmente, è nell’ultimo quarto che l’Olimpia esprime la pallacanestro migliore, aiutata anche da una leggera flessione offensiva dei padroni di casa, i quali non trovano più il canestro con facilità. In una manciata di minuti i lombardi producono un nuovo parziale di 0-5 siglato da Rakim Sanders e Jamel McLean. Sembrava definitivamente rientrata a contatto con i biancoverdi, Milano, quando una tripla di Marques Green rispedisce il tutto al mittente. Mantas Kalnietis segna un canestro veloce, ma è solo un fuoco di paglia, dato che Marteen Leunen realizza l’ennesima bomba per i campani. Il risultato finale è 80-68.
L’MVP DI LO SPORT24
La gara è stata decisa dalla supremazia a rimbalzo, che Avellino ha mantenuto costantemente per tutta la durata dell’incontro. Artefice di tale dominio incontrastato è il centro ucraino Kyrylo Fesenko, il quale mette a referto 20 punti (8/9 dal campo), conditi da 11 falli subiti ed 11 rimbalzi arpionati, per una valutazione complessiva di 36. Fondamentale per il successo dei Lupi, anche i 18 punti di Joe Ragland. Sulla sponda milanese, degna di nota la prestazione di Jamel McLean, per lui 15 punti e 2 assist.
SIDIGAS AVELLINO: Zerini 3, Ragland 18, Green 4, Esposito M. ne. Esposito L. ne. Leunen 3, Severini, Randolph 7, Obasohan 14, Fesenko 20, Thomas 11, Parlato ne. All. Sacripanti.
EMPORIO ARMANI MILANO: McLean 15, Fontecchio 2, Kalnietis 9, Raduljica 11, Dragic, Macvan 5, Pascolo 9, Giardini ne. Cinciarini 6, Sanders 3, Abass 3, Simon 5. All Repesa.









