“Signori, fate il vostro gioco.”
I playoff, com’è noto, all’interno di una stagione lunga ed interminabile, rappresentano un campionato a sé stante, caratterizzato da imprevedibili colpi di scena e snervanti imprevisti. La fortuna, in tal caso, sulle orme della roulette russa possiede ampia voce in capitolo, costituendo, assieme alla qualità del lavoro invernale, un binomio a doppio taglio in grado di proiettare le singole compagini in situazioni difficili e controverse tra loro. Dopotutto la pallacanestro è uno sport spurio, dove, in alcuni sprazzi temporali, l’obiettivo pare essere a portata di mano, ripiombando definitivamente, invece, sul tanto temuto orlo del baratro.
MILANO-TRENTO
Il 2 ottobre quasi nessuno, in seguito alla sconfitta subita a Brindisi, avrebbe pronosticato il percorso incantato di Trento, che dopo un girone d’andata formato da più bassi che alti, è stata in grado di ripartire con quella grinta e determinazione sportiva che, in Italia, solo un giovane coach come Maurizio Buscaglia può avere. Il risultato? Altra qualificazione alla post-season, domando, non senza fatica, una Dinamo Sassari fortemente intenzionata ad accedere alle semifinali. L’Aquila può contare sul perpetuo cambio di ritmo da parte di Aaron Craft, regista statunitense, capace di alternare furia irrazionale ad ordine e metodologia tattica, innescando esterni validi come Beto Gomes e Diego Flaccadori, abili sia nell’attaccare il ferro in transizione che nel colpire, letalmente dall’arco. Sotto le plance i bianconeri fanno leva su Dustin Hogue, centro atipico, dotato, però, di un atletismo clamoroso, condito da un repertorio tecnico allucinante. Milano, dal canto suo, è obiettivamente la formazione maggiormente forte e coesa del campionato. Tuttavia, Capo d’Orlando docet, la truppa di Jasmin Repesa non è imbattibile, palesando alcune pericolose devianze psicologiche non ancora del tutto appianate. Rakim Sanders, nel mirino del Fenerbahce, è forse l’uomo che ha espresso più continuità e verve, in grado di coprire quasi ogni ruolo sul rettangolo di gioco, coadiuvato da Davide Pascolo, atleta efficace e propositivo in entrambi i lati del campo, il quale dovrà sfruttare al meglio questa vetrina nella speranza di poter strappare una maglia in vista del prossimo EuroBasket. Tutto è possibile, nulla è scontato.
VENEZIA-AVELLINO
Sfida inedita nel campo dei playoff, Venezia è al primo posto in graduatoria per percentuale nei tiri da tre e in quella per conclusioni realizzate dalla lunga distanza, peccando, lievemente, nel pitturato, dove l’apporto di Hrvoje Peric ed Esteban Batista è, qualitativamente, altalenante. Walter De Raffaele appare tranquillo, puntando maggiormente sull’estro offensivo di Marquez Haynes, secondo per punti realizzati nella post season dopo Pietro Aradori, seguito dal tiro perimetrale di Michael Bramos, nonché dall’atletismo di Jeff Viggiano e dall’intensità di Tyrus McGee, intelligente e razionale. I “Lupi” cercheranno di azzannare la Reyer specialmente in area, zona in cui potranno far valere la stazza monumentale di Kyrylo Fesenko, dominante con 8.7 rimbalzi di media catturati, mentre David Logan e Joe Ragland (rientrato in Italia a seguito di un pesante lutto famigliare), proveranno a dare quel pizzico di follia in più che ha sempre giovato alle fortune irpine. Mettetevi comodi, lo spettacolo sta per iniziare.









