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Euroleague Basketball: Milano, rimonta leggendaria, battuto il Darussafaka 89-87

Euroleague Basketball: Milano, rimonta leggendaria, battuto il Darussafaka 89-87

“Nascondi chi sono, aiutami a trovare la maschera più adatta alle mie intenzioni.” (W. Shakespeare)

Chissà se il celeberrimo poeta di Stratford-upon-Avon, componendo “La dodicesima notte“, avesse mai immaginato che, in un remoto futuro, la citazione maggiormente famosa della sua commedia, sarebbe diventata un’immagine condensata di una partita di pallacanestro. Un’Olimpia Milano, restando in tema letterario, pirandelliana ed indecifrabile, capace nell’arco dei quaranta minuti di cambiare, all’interno della sfida, maschera e ruolo in continuazione. Una cosa è certa: anche Sigmund Freud avrebbe avuto un caso clinico complesso da studiare.

Tuttavia, nel momento in cui le ambizioni meneghine di vittoria rasentavano lo zero periodico, gli uomini di Jasmin Repesa hanno sfoderato una prova di carattere inaudita, riuscendo, grazie alle ottime prestazioni degli azzurri Davide Pascolo e Simone Fontecchio, a ricucire uno strappo, almeno in apparenza incolmabile. Il Darussafaka del grande David Blatt, troppo incostante in questa Eurolega, non deve far altro che recitare il “Mea Culpa” per aver, letteralmente, gettato alle ortiche un vantaggio massimo di 25 punti, maturato a metà della terza frazione di gioco.

PRIMO TEMPO

Pronti, partenza e Milano si trova avanti subito 5-0, a Simone Fontecchio, autore di una tripla, replica Andrea Cinciarini, il quale trova il fondo del secchiello con un comodo tiro all’interno dell’area. Il Darussafaka reagisce, riuscendo a realizzare canestri facili, grazie al dominio fisico sotto le plance di Ante Zizic. Nonostante l’ingresso di Ricky Hickman (7 punti nel primo quarto), i padroni di casa, faticano tremendamente a mantenere il contatto con i biancoverdi, palesando, inoltre, un sistema difensivo in difficoltà. Alla fine del primo quarto il risultato è 20-24 in favore degli ospiti.

Al rientro in campo, è Rakim Sanders ad aprire le danze, grazie ad una bomba che accorcia la discrepanza a 1 punto, ma i biancorossi sono totalmente disattenti in entrambi  i fronti del campo. Infatti, Adrien Moerman sigla un parziale di 0-5 che induce Jasmin Repesa a richiedere immediatamente un minuto di sospensione. I padroni di casa, dopo una sonora strigliata, reagisce con due contropiedi, finalizzati rispettivamente da Jamel McLean e Milan Macvan. Le parti si invertono, ora è David Blatt a chiamare un time-out, nella speranza di ottenere saldamente il pallino del gioco, ancora privo di un vero padrone. Tale scelta, si rivela azzeccata, tant’è che Will Clyburn, realizzando una tripla, ripristina un vantaggio di 6 punti. Il Darussafaka, incoraggiata anche dal fallo tecnico fischiato a Jasmin Repesa, allunga maggiormente, prima con un tiro da tre di  Dairis Bertans e poi con un’entrata di Brad Wanamaker (33-44). Jamel McLean (8 punti nel primo tempo) si carica sulle spalle la squadra, ma non basta, dato che James Anderson punisce Milano con una tiro dall’arco sulla sirena. Alla pausa lunga il risultato è 38-51 per i viaggianti.

SECONDO TEMPO

La ripresa delle ostilità è una tragedia per la compagine del patron Giorgio Armani. Adrien Moerman, totalmente smarcato, mette a referto due triple consecutive in un amen, siglando un parziale di 0-6 che vale il + 19 (57-38), Jasmin Repesa corre ai ripari, chiamando un timeout obbligato. L’Olimpia si affida a delle iniziative individuali, ma la difesa viene continuamente battuta con estrema facilità, toccando così uno svantaggio di 25 punti. Lo staff tecnico milanese, tuttavia, non perde la calma, compiendo una scelta  tattica tanto rischiosa, quanto efficace. Infatti, i lunghi biancorossi, come evidenzierà anche Jasmin Repesa a fine gara, hanno faticato notevolmente ad entrare in partita, soffrendo in maniera impressionante il pick and roll imbastito dal Darussfaka. Si decide allora di optare per un quintetto piuttosto basso, con tre ali e due guardie, ma decisamente più reattivo, in tal modo l’EA 7, grazie ai punti di un magnifico Davide Pascolo e ai canestri pesanti di Kruno Simon e Mantas Kalnietis, riduce al 30′ lo svantaggio a 12 punti, portando il risultato sul 61-73.

L’ultimo quarto è semplicemente perfetto per i padroni di casa, l’aria al Forum di Assago è elettrica, nonostante qualcuno abbia deciso di abbandonare la partita anzitempo, perdendosi uno spettacolo sportivo incredibile. Sta di fatto che l’Olimpia si sveglia definitivamente dal torpore, guidata dalla premiata ditta Pascolo-Simon, dapprima arriva a -5 e poi impatta sul 78 pari. David Blatt rompe gli indugi ed ottiene un minuto di sospensione, nella speranza di fermare la caduta libera della sua squadra. Milano è sempre pronta, Davide Pascolo ad 90″ dalla fine segna un canestro fondamentale: il sorpasso è completato. Inizia poi un lunga ed estenuante lotteria di falli sistematici, che consentono ad entrambe le squadre di presentarsi in lunetta. Il Darussafaka paga a caro prezzo l’errore di Dairis Bertas, mentre Ricky Hickman fa 2/2, spendendo sul +3 un fallo ai danni di Brad Wanamaker, il quale fallisce il secondo libero, sulla sfera si avventa Rakim Sanders, il rimbalzo è suo. Milano ottiene la settima vittoria in campo europeo.

MVP DI LO SPORT24

La palma del migliore in campo va consegnata, senza dubbio, a Davide Pascolo (15 pt.), giocatore spesso ai margini e criticato per la meccanica di tiro non proprio pulita. Tuttavia, molti sottovalutano una sua peculiarità importante: sa giocare a pallacanestro. Veramente devastante il modo con cui usa il piede perno, sulle orme del grande Dejan Bodiroga. Cuore e grinta per questo ragazzo, che sta dimostrando di poter stare anche in Eurolega. Tutto il resto è noia.

EMPORIO ARMANI MILANO: McLean 8, Fontecchio 8, Hickman 8, Kalnietis 9, Raduljica 1, Dragic 2, Macvan 10, Pascolo 15, Cinciarini 2, Sanders 10, Abass ne, Simon 15. All. Jasmin Repesa.

DARUSSAFAKA SPOR KULUBU: Arslan, Batuk, Wanamaker 20, Clyburn 7, Ulubay ne, Moerman 12, Aldemir ne, Savas, Anderson 8, Zizic 17, Bertans 18, Harangody 5. All. David Blatt.

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Alessio Sigalini

Giovane cronista, amante delle notti nebbiose bagnate dal vino, intende lo sport come una questione di rabbia e amore. Ama picchiare duro, soprattutto il grana sulla carbonara. Anche questa è vita.