Siamo nel lontano 2001, quando “Ocean’s Eleven” sbaragliò i box office cinematografici italiani. Steven Soderbergh, regista di tale capolavoro, non avrebbe mai immaginato che le parole di Danny Ocean, interpretato dal grande George Clooney, potessero avere un impatto così forte ed immediato nella memoria collettiva del pubblico. Non a caso, sedici anni dopo, la celeberrima situazione si addice in maniera inequivocabile ad un’Eurolega, definita spesso dagli addetti ai lavori, “spezzatino“, vuoi per esigenze televisive o più semplicemente per rendere maggiormente avvincente e complessa una manifestazione capace di tenere col fiato sospeso milioni di appassionati. Tuttavia la suddivisione delle gare, programmate in giorni e orari diversi tra loro, non sembra aver mai distratto le varie compagini dal target, attualmente, condiviso: la qualificazione ai playoff. Tutte le formazioni hanno, indipendentemente dagli altri risultati, sempre messo sul parquet grinta e determinazione, curandosi solamente della propria prestazione, sintomo di una mentalità professionale e vincente. Dopotutto, cosa si può fare? Come direbbe il croupier di fronte a Danny Ocean: “Rien en va plus, les jeux sont faits“.
DARUSSAFAKA-FENERBAHCE
Ennesimo derby turco, ennesima sfida ad Istanbul. La capitale del Bosforo, storico crocevia tra oriente e occidente, nasconde un’ anima, sportivamente parlando, bollente. Tuttavia, rispetto all’acerrima rivalità sentita nei confronti del Galatasaray, il Darussafaka è una società che non ha mai avuto screzi rilevanti col Fenerbahce. Lo scontro si prospetta però interessante, perchè mette di fronte due mostri sacri della pallacanestro europea: David Blatt e Zelimir Obradovic, i quali esprimono un gioco totalmente diverso l’uno dall’altra. Le due squadre stanno avendo un percorso radicalmente diverso. Il “Fener”, infatti, è saldamente al quarto posto, col fiato sul collo del CSKA Mosca e dell’Olympiakos, mentre Il Darussafaka, anche a causa di numerose partite perse malamente, come quella di Milano, naviga in un mare di anonimità, nonostante una rapida impennata, potrebbe farla salire sul treno. Gli uomini di David Blatt sono reduci da tre sconfitte di fila, Luigi Datome e compagni, invece, provengono da quattro vittorie consecutive, migliorando il piazzamento e portandosi sul (14-7). Il Darussafaka può contare sull’apporto offensivo di Brad Wanamaker (15.2 punti di media a partita) e Adrien Moerman (9.7 punti di media a partita), due soluzioni fondamentali per l’attacco biancoverde, in grado così di alternare penetrazioni al tiro perimetrali. Dal canto del Fenerbahce, quando si tratta di aggredire il ferro, la truppa di Zelimir Obradovic può millantare un repertorio notevole, partendo da Ekpe Udoh (12.4 punti di media a partita), passando per Jan Vesely (11.1 punti di media a partita) e arrivando a Bobby Dixon (10.8 punti di media a partita).
OLYMPIACOS-ZALGIRIS KAUNAS
Sfida d’altri tempi quella che andrà in scena al Pireo, tra due canotte storiche della pallacanestro europea, che in bacheca possono mostrare fieramente il trofeo per il quale stanno ora concorrendo. Tuttavia i tempi sono cambiati ed i lituani, nel corso degli, non sono riusciti a dare continuità ad un progetto ambizioso, ritrovandosi, attualmente, alle spalle del Darussafaka. L’Olympiacos, contrariamente, è nelle zone nobili della classifica, ma per loro non sarà facile affrontare una squadra comunque organizzata e valida come lo Zalgiris, campioni di Lituania in carica. Proprio quest’ultimi presentano un roster esperto, in cui figurano giocatori importanti, in grado di cambiare le sorti della partita. Il principale terminale offensivo ospite è Paulus Jankunas (12.7 punti di media a partita), seguito da Brock Motum (11.4 punti di media a partita), proponendo una tattica estremamente legata alla scuola baltica, caratterizzata da rapide conclusione perimetrali. I biancorossi, come ormai tutte le difese europee conoscono, trovano in Vassilis Spanoulis (12.4 punti di media a partita) e in Georgios Printezis (12.8 punti di media a partita) i cecchini più prolifici. L’esito del match sarà deciso in base alla capacità degli ateniesi di opporsi ad una pallacanestro equilibrata come quella costruita da Saronas Jasikivecius.
BARCELLONA-GALATASARAY
Dulcis in fundo a chiudere il programma della 22^ giornata la sfida che al “Palau Blaugrana” mette contro due deluse di questa stagione, entrambe partite con grandi speranze e sicurezze, che, durante il percorso, sono crollate miseramente. Tuttavia sarebbe assolutamente sbagliato pensare che possa essere una gara poco avvincente, perchè le due compagini devono dare risposte importanti, da sottoporre al severo giudizio dei tifosi, scontenti e delusi dai risultati finora ottenuti. I catalani hanno in serbo però un roster di primo livello composto da giocatori del calibro di Ante Tomic (12.5 punti di media a partita), il “Re” Juan Carlos Navarro (9.8 punti di media a partita) e l’ex Virtus Bologna Petteri Koponen (9.8 punti di media a partita). Ergin Atan può fare riferimento ad Alex Tyus (10 punti di media a partita), visto anche a Cantù con Andrea Trinchieri e all’esperto Vladimir Micov (10.1 punti di media a partita). L’osservato speciale della sfida, sarà la stella blaugrana Tyrese Rice (14.6 punti di media a partita), a cui verrà applicato in fase difensiva il venerando Sinan Guler.









