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TOUR DE FRANCE 2016, 8ª tappa: ecco Froome

TOUR DE FRANCE 2016, 8ª tappa: ecco Froome

Chris Froome si aggiudica il primo dei tapponi pirenaici (Pau-Bagnères-de-Luchon di 184 km) al Tour de France 2016, 8ª tappa della Grande Boucle, dopo una bella azione nella discesa del Col de Peyresourde. Poco da fare per gli altri big, con Daniel Martin e Joaquim Rodríguez in seconda e terza posizione. Il britannico guadagna così 23” su tutti i migliori.

La frazione odierna mette i corridori di fronte alla sfida dei Pirenei. Sita nei pressi della catena montuosa che separa la Francia dalla Spagna, la cittadina di Pau è stata spesso sede di partenza o d’arrivo al Tour de France, tanto che per ben 67 volte la città ha ospitato la Grande Boucle. Il traguardo è invece posto a Bagnères-de-Luchon, la più celebre località idrotermale dei Pirenei francesi, con acque particolarmente indicate per la cura delle vie respiratorie e dei reumatismi. La prima metà di gara non presenta particolari asperità e solo in località Luz-Saint-Sauveur, ai piedi del Col de Tourmalet, la tappa inizia a farsi difficile. Nella passata edizione il Col de Tourmalet era stato scalato nel corso dell’11ª tappa (vinta da Rafał Majka), quest’anno invece viene affrontato dall’altro versante, quello occidentale, per un totale di 16,8 km d’ascesa al 7,7% di pendenza media con punte al 11,6% nei tratti più aspri. Dopo la lunga discesa è la volta dell’Hourquette d’Ancizan, una salita di 22 km al 4% di pendenza media che presenta però punte al 12,2% e che per la prima volta al Tour de France viene affrontata dal versante occidentale. Si scalano poi il Col de Val Louron-Azet (7,4 km all’8,3% con punte al 13%), già scalato nel corso dell’edizione 2014 nel corso della 17ª tappa, vinta anch’essa dal polacco Majka, e l’altro gigante di giornata, il Col de Peyresourde (18 km al 4,9% con punte all’11,7%), dalla cui cima mancheranno 14,5 km al traguardo. La discesa, particolarmente tecnica, potrebbe fare selezione.

La prima ora di gara si corre a grande velocità e dopo 60 km la fuga non è ancora andata in porto, tanto che al traguardo volante di Esquièze-Sère, vinto da Michael Matthews (Orica-BikeExchange), un gruppo di 13 atleti che precedentemente si era leggermente avvantaggiato viene riassorbito dal gruppo. Poco prima dell’inizio del Col de Tourmalet tentano la sorte Thibaut Pinot (FDJ) e Rafał Majka (Tinkoff), che guadagnano 30” su Arnold Jeannesson (Cofidis) e Tony Martin (Etixx-Quick Step), 50” sul gruppo di Chris Froome (Team Sky), 1’15” sul gruppo di Vincenzo Nibali (Astana Pro Team) e 2’05” sul gruppo della maglia gialla. Nel corso della scalata Martin riesce a rientrare sulla coppia al comando, dimostrando una fantastica condizione in un terreno a lui sfavorevole, mentre il vantaggio sul gruppo principale lievita a poco a poco, con il Team Sky che si preoccupa di fare l’andatura. Mollano invece Julian Alaphilippe (Etixx-Quick Step) e Vincenzo Nibali, oggi con il numero rosso dopo la fuga della scorsa giornata. Il terzetto al comando prosegue compatto fino alla vetta del Tourmalet, quando Pinot e Majka accelerano per giocarsi la vittoria del GPM: è il francese a conquistare i 25 punti in palio sull’Hors Catégorie, mentre alle loro spalle Alejandro Valverde (Movistar Team) si mette in testa al gruppo per qualche centinaia di metri, confermando la teoria che lo vuole totalmente a servizio di Nairo Quintana. Nel corso della discesa del Tourmalet Martin rientra sugli altri due compagni d’avventura, ma il gruppo, complice la presenza di Pinot, non concede più di 2’41” ai corridori in testa alla corsa.

Sull’Hourquette d’Ancizan il lavoro impeccabile di Mikel Landa (Team Sky) prosegue con efficacia, tanto che gli uomini al comando conservano appena 1’31” di vantaggio sul gruppo dei migliori. Ancora una volta è Thibaut Pinot a conquistare il primo posto sulla vetta: il francese consolida così la sua virtuale leadership nella classifica scalatori, ma il gruppo si avvicina sempre di più agli attaccanti tanto che ai piedi del Col de Val Louron-Azet i tre al comando conservano solo 47” di vantaggio. Majka si gioca così il tutto per tutto e continua tutto solo, Pinot e Martin invece si rialzano subito facendosi riassorbire dal gruppo, ma anche il tentativo del polacco ha breve vita. A gruppo compatto sono gli uomini del Movistar Team a prendere il comando delle operazioni, imprimendo un ritmo costante ma sostenuto e che rende la vita dura a molti dei corridori che compongono il gruppetto ora in testa alla corsa. Sulla cima un curioso siparietto ha per protagonisti Froome e Majka, con il britannico che impedisce al polacco di sprintare al GPM, mentre in discesa è protagonista di una caduta Wilco Kelderman (Team LottoNL-Jumbo), che comunque non riporta gravi conseguenze.

Sul Peyresourde è nuovamente il Team Sky a fare l’andatura: questa volta tocca all’altro basco della formazione britannica, Mikel Nieve, a dare tutto, poi è il compagno di squadra Sergio Henao ad alzare ancora l’andatura: è il prologo per lo scatto di Chris Froome, che ai-17 rompe gli indugi e testa la gamba dei suoi avversari. A farne le spese è il dolorante Alberto Contador, che paga ancora le ferite riportate il primo giorno di Tour de France. A 1000 metri dalla vetta ci prova Romain Bardet (AG2R La Mondiale) seguito da Quintana, poi è ancora Froome a rendersi protagonista attaccando in discesa. Ai -10 dall’arrivo il britannico ha 12” di vantaggio sui più immediati inseguitori, che diventano 23” ai -5 dal traguardo. All’ultimo chilometro Fabio Aru prende il coraggio in mano e scatta cercando un disperato tentativo di rimonta su Froome, ormai involato verso il successo.

Grazie alla vittoria di tappa Froome indossa anche la sua prima maglia gialla in questo Tour de France e mette in chiaro che strappargli il numero 1 dalla schiena sarà durissima.

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Stefano Nouvion