È Steve Cummings della Dimension Data a trionfare nella 4a tappa della Tirreno-Adriatico 2016, la Montalto di Castro-Foligno di 222 km.
La frazione odierna, la più lunga in programma in questa Tirreno-Adriatico 2016, era anche la prima a presentare salite di un certo spessore, in una sorta di antipasto della tappa regina di domani. Si attraversava tutta la provincia di Viterbo toccando, oltre al capoluogo, anche Tuscania e Bagnaia, località in prossimità delle quali iniziava una serie di salite e discese che rendevano più duro il finale di tappa. Dopo il breve zampellotto di Giove e l’asperità di Amelia i corridori affrontavano, dopo Acquasparta, il primo GPM di giornata, il Valico della Somma (o di Colle Cerquiglie). Al termine della discesa la corsa si immetteva nel lungo circuito finale di 42 km, che prevedeva la prima scalata del GPM di Montefalco, di 5,5 km con pendenze oltre il 12% in alcuni tratti, un passaggio accanto all’arrivo e poi la scalata di Trevi che riportava la corsa sull’ultimo passaggio a Montefalco, preludio della discesa verso il traguardo di Foligno (a titolo di curiosità va ricordato che 50 anni orsono la prima tappa nella storia della Tirreno-Adriatico, vinta dal corridore elvetico Rolf Maurer, terminò proprio nella località umbra). Il finale risultava abbastanza semplice fino a 2 km all’arrivo, dove si affrontavano in rapida successione una curva a sinistra e due a destra che immettevano nel rettilineo d’arrivo interrotto, ai 500 m, da una lieve semicurva.
Come già successo nelle precedenti due giornate, anche oggi ha preso corpo, 20 km dopo il via, una fuga composta da quattro elementi, tre dei quali italiani: oltre ai nostri Francesco Manuel Bongiorno (Bardiani-CSF), Cesare Benedetti (Bora-Argon 18) e Valerio Conti (Lampre-Merida), infatti, è presente anche il portoghese Ricardo Vilela della Caja Rural-Seguros RGA. Il gruppo lascia fare e gli atleti sopracitati guadagnano un vantaggio massimo di 6’55” che si riduce a 4’11” al passaggio sul Valico della Somma.
Giunti sulle rampe di Montefalco la fuga perde pezzi: è il giovane Valerio Conti a movimentare la scalata, tanto che dopo una serie di scatti solo Bongiorno ha le forze per rimanergli a ruota. Il corridore della Bardiani-CSF cede comunque in prossimità della cima, lasciando il laziale della Lampre-Merida solo al comando. Conti insiste nella sua azione personale guadagnando un margine di 30” su Benedetti e Bongiorno.
All’ingresso di Foligno per il primo passaggio nel circuito Jempy Drucker, velocista lussemburghese in forza alla BMC, ha un’incertezza e causa una caduta (senza conseguenze) nella quale rimangono coinvolti anche Vincenzo Nibali, Roman Kreuziger e Valerio Agnoli, prontamente rientrati in gruppo. Ai -35, sul GPM di Trevi, la coraggiosa azione di Conti si esaurisce e l’olandese Pim Ligthart (Lotto-Soudal) prova ad uscire dal gruppo invano a causa del forcing imposto dalla Movistar.
Al secondo passaggio di Montefalco la Trek-Segafredo sfrutta il lavoro di Fabian Cancellara per preparare un possibile attacco di Bauke Mollema, ma in prossimità della cima è Diego Ulissi (Lampre-Merida) ad accendere la miccia, poi in discesa si muovono Giovanni Visconti (Movistar Team) e Matteo Montaguti (AG2R La Mondiale).
Una serie di scatti e controscatti vede il britannico Steve Cummings (Team Dimension Data), ai -3, trasformare la sua azione da quella di stopper a quella di finisseur: il gruppo a ranghi ristretti non reagisce tempestivamente e così Cummings coglie uno splendido successo, lasciando tutti gli altri favoriti con le pive nel sacco. Alle sue spalle si classificano Salvatore Puccio (Team Sky) e Natnael Berhane, compagno di squadra di Cummings, facenti parte del gruppetto in cui si era inserito lo stesso britannico.
Invariata la generale, con Zdeněk Štybar sempre in maglia azzurra.









