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TEMPO DI BILANCI – Roma, prima fase positiva. Ora a caccia del salto di qualità

TEMPO DI BILANCI – Roma, prima fase positiva. Ora a caccia del salto di qualità

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Dopo 12 giornate di Serie A e nel bel mezzo della seconda pausa per le nazionali, è arrivato il momento ti tirare le somme per quanto riguarda la prima parte della stagione. E’ il turno della Roma di Rudi Garcia – attualmente in terza posizione -, che verrà analizzata nel dettaglio.

PIU’ SI CHE NO – Partendo dalla fase antecedente all’avvio delle competizioni, la società giallorossa aveva già dato un segnale forte e chiaro quanto tutti erano ancora sotto il sole, portando  a termine una sessione di trasferimenti dispendiosa e carica di ambizioni. Operazioni di mercato che si sono rivelate in parte ottime, e – nonostante qualcuna lo sia un po’ meno – il bilancio pende sicuramente verso il lato positivo. Dzeko è la punta che mancava a Roma da tanto tempo, Salah una freccia scatenata sulla fascia e la spinta di Lucas Digne ha garantito dinamismo e qualità assicurandogli un posto tra i tre migliori acquisti estivi di Pallotta. Dopodiché ci sono Iago Falque (utilizzato principalmente nelle prime gare), oltre a Szczesny e Rudiger che devono trovare continuità. Gli arrivi di Vainqueur  e Gyomber, seppur abbastanza marginali, rendono la rosa necessariamente più profonda. Al termine di questo primo step della stagione, gli uomini di Garcia hanno reso su per giù secondo le aspettative: il terzo posto a quota 26 punti – dietro a Inter e Fiorentna – e i 5 punti nel girone di Champions League (con Barcellona, Bate Borisov e Bayer Leverkusen) rappresentano un’ ottima base dalla quale costruire qualcosa di importante, con la consapevolezza che il lavoro da portare avanti è comunque massiccio.

BLINDARE LA PORTA – Le note più liete arrivano senza dubbio dal fatturato offensivo, che con 27 gol in Italia e 10 in Europa è uno dei più prolifici. L’aspetto che stupisce è però la semplicità con cui la Roma riesce a trovare queste soluzioni partendo dal centrocampo e trasformando – a tratti splendidamente – la fluidità di gioco in pericolo per gli avversari, che sia 4-3-3 o 4-2-3-1 poco cambia. L’altra faccia della medaglia è la lacunosa fase difensiva, la cui insicurezza ha arrecato alcuni pesanti danni a tutto il resto della squadra in termini di gol ma soprattutto di punti lasciati per strada. Il dato che racchiude al meglio questo concetto è che i giallorossi hanno concluso dall’inizio della stagione soltanto due gare senza subire nemmeno una rete: in trasferta a Frosinone e nel recentissimo derby vinto per 2-0 con la Lazio. Lo stesso identico problema è la causa della situazione non particolarmente splendente nel girone di Champions, e anche in funzione di questo prestigiosissimo torneo gran parte del lavoro da fare sopracitato andrà incentrata sui meccanismi arretrati. E’ appunto il miglioramento difensivo ciò che i tifosi chiedono a Garcia (a lungo criticato e messo in discussione, ora abbastanza stabile), oltre all’arduo compito di una più soddisfacente gestione delle risorse tra una competizione e l’altra.

L’ANNO BUONO – Vista la situazione che si sta delineando questa è davvero la stagione giusta per provare a centrare il tanto agognato Scudetto e l’obiettivo minimo in Europa (gli ottavi) dal tecnico francese e dal club, pena una possibile chiusura del rapporto tra i due soggetti a fine stagione. La partenza balbettante della Juventus – negli anni precedenti sempre tiranno del campionato – e il grande equilibrio della competizione sono la traduzione di un’occasione più unica che rara per la Roma; la classifica per il momento è ancor più sorridente per Inter e Fiorentina a quota 27, ma considerata la distanza minima (1 punto) e il quasi ineguagliabile valore della rosa capitolina è doveroso da parte dei giallorossi proporre quel qualcosina in più per arrivare fino in fondo. Mantenendo inalterata la produzione di reti e gioco, a patto che il sistema difensivo compia il salto di qualità che tutti si aspettano da una grande squadra, già a partire dalla ormai imminente trasferta di Bologna di domani sera.

TOP E FLOP – Il migliore: PJANIC. Pescare da una macchina da gol il giocatore più importante non è semplice, ma tra gli scatti di Salah e Gervinho, la spinta di Florenzi e i gol di Dzeko, colui che emerge è Miralem Pjanic, letteralmente l’uomo in più della Roma. 5 gol, 5 assist, punizioni e magie condite da una cucitura di gioco propria del leader assoluto. Il peggiore: ITURBE. Per individuare il meno influente, invece, è sufficiente analizzare l’impatto realizzativo dei giocatori offensivi. Juan Iturbe, con un appena un gol – nel finale a Frosinone -, non ha ancora ripagato gli investimenti della dirigenza giallorossa, che l’ha strappato dal Verona due estati fa. Ora, nella sfortuna di Salah (infortunato, ne avrà per un po’), risiede la sua opportunità per dimostrare definitivamente quel valore ancora fatalmente inespresso.

 

 

 

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Andrea Rossetti

Studente 18enne (Amministrazione, finanza e marketing) e grande appassionato di calcio, in particolare internazionale e giovanile, ma soprattutto dello sport in generale. Tifoso della Juventus, interessato anche all'ambiente della Sampdoria.