Seconda pausa per le Nazionali ed è già tempo di bilanci per le squadre di Serie A Tim: l’Atalanta di Reja arriva alla sosta occupando un’insospettabile ottava posizione dall’alto dei 18 punti già conquistati nelle prime 12 giornate, poco meno della metà della quota salvezza fissata a 40 punti.
IL FATTORE CASA RIMANE UNA SICUREZZA – Un assioma ben noto nel calcio di provincia è che le salvezze si conquistino prevalentemente tra le mura amiche: non può fare eccezione la compagine bergamasca che allo stadio Atleti Azzurri d’Italia ha mancato l’appuntamento con i tre punti soltanto contro l’Hellas Verona di Mandorlini, salvati peraltro solo dal gol al 97′ realizzato da Eros Pisano. Sono invece capitolate davanti al pubblico nerazzurro sia dirette concorrenti per la salvezza, come il Carpi, sia squadre in cerca di un piazzamento europeo come la Lazio di Stefano Pioli; in trasferta i risultati sembrano procedere a un ritmo più zoppicante, ma a saper leggere dietro le statistiche si intravedono elementi interessanti. Per esempio, soltanto il baby prodigio Donnarumma ha impedito che l’Atalanta battesse a domicilio il timido Milan di Mihajlovic e, sempre a San Siro, la squadra di Reja ha capitolato contro l’Inter dopo un gioiello di Jovetic a tempo quasi scaduto; se non ha scusanti il brutto K.O. subito al Dall’Ara di Bologna, anche lo 0-3 di Firenze va interpretato come partita a sé, visto che dopo 6′ i bergamaschi erano già in svantaggio e in inferiorità numerica.
UNA SQUADRA SOLIDA, UN TECNICO PRAGMATICO – Finito il bel ciclo targato Colantuono, il vecchio saggio Reja ha preso le redini dell’Atalanta plasmando la squadra secondo il suo credo calcistico fatto di pochi fronzoli e tanta praticità: alchimie tattiche ridotte al minimo, giocatori utilizzati in modo congeniale alle proprie caratteristiche e coraggio nel lanciare i giovani sono il marchio di fabbrica dei nerazzurri nel 2015/16.
Davanti al confermatissimo Sportiello, il reparto arretrato è stato rinnovato con gli acquisti di Paletta e Toloi e può contare su puntelli di sicuro affidamento come il jolly Masiello e l’avvocato Stendardo; la formula giusta è stata trovata e infatti la porta atalantina è stata perforata soltanto tre volte nelle sfide casalinghe.
Se Baselli si sta ergendo a protagonista in granata, a Bergamo nessuno sembra disperarsi più di tanto perché i pretoriani Carmona e Cigarini restano giocatori di categoria in grado di garantire il giusto mix di corsa e impostazione del gioco; Migliaccio ormai è più un uomo spogliatoio che una pedina utile sul rettangolo verde, ma stanno invece crescendo De Roon e Grassi. L’olandese ha impressionato l’ambiente già dal precampionato ritagliandosi un minutaggio di primo piano, mentre il baby centrocampista ha messo in mostra carattere da vendere dopo i pochi spiccioli di partita disputati nella scorsa stagione.
In attacco arrivano altre note liete grazie ai due folletti argentini Gomez e Maxi Moralez che hanno finora messo in croce tutti i terzini che li hanno fronteggiati. Desta invece più preoccupazione il ruolo di punta centrale: il titolare Pinilla ha colpi da fuoriclasse ma anche un carattere difficilmente gestibile, da cui discendono i 7 cartellini (6 gialli e un rosso) ricevuti finora: statistiche che dovrebbero far riflettere, nonostante i tre gol realizzati.









