Le maglie della Svizzera erano difettose. Se ne sono resi conto tutti coloro che hanno visto il match della squadra elvetica contro la Francia.
Non poteva esser stata solo la grinta e la cattiveria della difesa francese a ridurre le magliette della rossocrociati in brandelli.
Così, alla fine, Puma ha dovuto ammettere l’errore.
STRAPPI DA RICUCIRE – Mehmedi, Dzemaili, Xhaka e Embolo sono stati i protagonisti di questi strappi. Le maglie dei giocatori svizzeri, infatti, sembravano fatte di carta velina e ne sono state strappate addirittura sette nel corso di un solo match. Xhaka è stato il giocatore che più ha subito questa fragilità delle magliette dal momento che ne ha dovute cambiare addirittura tre.
SPIEGAZIONE TECNICA – La “delicatezza” delle divise rossocrociate dipende dalla tecnologia chiamata ACTV Thermo-R Technologie sviluppata dallo sponsor (Puma), che grazie a delle microcapsule permetterebbe ai giocatori in campo di mantenere una temperatura corporea ottimale durante la partita, migliorando in questo modo le prestazioni. Ma, messo alla prova sul campo, questo materiale così innovativo non si è dimostrato all’altezza delle aspettative scatenando l’ironia del web ma anche commenti degli stessi giocatori svizzeri.
Uno su tutti, Xherdan Shaquiri, uscendo dal campo al termine della partita con la Francia ha così dichiarato: “Speriamo che Puma non si metta a fabbricare preservativi“.
Anche l’ex bomber inglese, Gary Lineker, ha commentato l’episodio su Twitter: “Le magliette della Svizzera si rompevano come fossero di carta, il pallone si è sgonfiato, non si può più contare sull’efficienza tedesca”.
Swiss team’s Puma shirts tearing like paper. Adidas ball bursting. You can never rely on German efficiency!
— Gary Lineker (@GaryLineker) 19 giugno 2016
LA RISPOSTA DELLO SPONSOR – Lo sponsor tecnico si è subito affrettato a dichiarare che “un difetto di fabbricazione è stato all’origine delle maglie svizzere strappate“. Più precisamente si sarebbe trattato di un problema nel dosaggio di calore, pressione e tempo di fabbricazione di questo particolare tessuto, che è un mix di elasthane e poliestere, che compongono le maglie anche di altre nazionali come Italia, Austria, Repubblica Ceca e Slovacchia.
ANCHE IL PALLONE – Ma le maglie dei giocatori in campo non sono state le uniche cose a rompersi nel corso del match che ha garantito la qualificazione sia alla squadra di Deschamps sia a quella di Petkovic. La partita ha visto anche lo scoppio del pallone, Beau Jeu, (belgioco) che non ha resistito ai tacchetti di Behrami.
Il problema, però, non è stata l’irruenza dello svizzero, ma un difetto nella struttura della sfera di gioco.
Non è stata, quindi, una buona pubblicità nemmeno per Adidas, fornitore ufficiale dei palloni di Euro 2016.









