“Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco” è una delle massime più celebri di Giovanni Trapattoni e, come dimostrato dalla sessione di calciomercato che si è conclusa alle 23.00 di ieri sera, corrisponde esattamente alla realtà tanto che devono aver pensato allo stesso modo coloro che già intravedevano Soriano con la maglia azzurra del Napoli e De Gea tra i pali del Bernabeu.
Così non è andata e i due giocatore, a causa di ritardi nella consegna dei documenti, rimarranno nelle squadre di appartenenza.
Ma questi non sono gli unici casi nella storia del calciomercato. Tantissimi altri giocatori sembravano ad un passo da trasferimenti importanti, salvo poi intoppi dell’ultimo minuto.
IL CASO SORIANO – Nel pomeriggio di ieri era stata intavolata la trattativa tra Napoli e Sampdoria per l’arrivo di Roberto Soriano alla corte di mister Sarri. Alle 19.00 circa era arrivato l’abbraccio liberatorio tra il d.s. del Napoli Giuntoli e il presidente dei doriani Ferrero per la conclusione dell’accordo. Le due società hanno così iniziato a scambiarsi i documenti ma la chiusura dell’affare si è protratta per troppo tempo dal momento che, improvvisamente, è spuntato fuori un intoppo dovuto ai diritti d’immagine. Risolto questo problema, le firme sono arrivate poco dopo le 21.00 ma non è bastato. Nella scrittura dei contratti, che oltre al trasferimento di Soriano al Napoli prevedeva il passaggio di Zuniga alla Sampdoria, vi era un errore formale. A quel punto i dirigenti di entrambe le società hanno dovuto ricominciare la scrittura di una parte dei documenti necessari per la trattativa in quella che poi si è rivelata un’inutile corsa contro il tempo. Le società, infatti, sono riuscite a completare i contratti solo alle 23.04, ovvero quattro minuti dopo il termine perentorio delle 23.00 della chiusura del mercato.
L’unica speranza alla quale si sono aggrappati partenopei e doriani era legata alla posta elettronica. Infatti, nel caso in cui i documenti fossero stati inviati attraverso email certificata nei tempi giusti, l’ufficio tesseramenti della Figc avrebbe ancora potuto accettare l’operazione. Ma l’invio di questa mail non è stato confermato dai club.
INTOPPO SPAGNOLO – Non solo Napoli, ma anche Real Madrid. Sì perché, esattamente allo stesso modo di Soriano è saltato anche l’affare De Gea-Real Madrid.
L’accordo tra Manchester United e Real Madrid era stato raggiunto nel tardo pomeriggio e prevedeva il passaggio del portiere del Red Devils al club blanco in cambio di Keylor Navas e un conguaglio di 10 milioni di euro.
Il contratto, però, non è stato depositato entro il tempo stabilito nella sede della LFP.
I giornali spagnoli si sono scatenati contro il Real definendolo “Ridicolo!” e attribuendo gran parte delle colpe al presidente Perez, mentre in Inghilterra sono stati svelati da Sky Sports dei clamorosi retroscena: “La Liga ha dichiarato fuori tempo massimo di 28 minuti la consegna dei contratti, ma a quanto ci risulta, da fonti interne alla Federazione, non è stato ricevuto alcun documento in merito a David de Gea. Né in tempo, né in ritardo, niente di niente”.
NON SOLO SORIANO E DE GEA – Il mondo del calcio ci mette sempre di fronte al fatto che non esistono certezze, almeno fin quando non c’è la firma sul contratto. E, talvolta, non basta neppure quella. I motivi per cui una trattativa che sembra ormai chiusa può saltare sono i più disparati. Possono esserci ragioni di cuore e non nel senso sentimentale, ma proprio a livello fisico. Fu un problema cardiaco, infatti, a bloccare il trasferimento di Thuram dal Barcellona al PSG.
Per quanto riguarda i problemi fisici possiamo ricordare anche l’intoppo relativo a Cissokho, in arrivo al Milan dopo un’estenuante trattativa con il Porto. In seguito alle visite mediche venne evidenziato che il giocatore aveva i denti storti e questo fu il motivo che fece saltare un affare da 15 milioni.
Nel 1979 l’Inter di Fraizzoli aveva in mano un giovane francese, Michel Platini, al quale aveva fatto firmare un precontratto in attesa dell’apertura delle frontiere agli stranieri. L’apertura tardò di un anno e nel frattempo i nerazzurri ci ripensano e considerano Platini troppo “fragile”. Nonostante il francese avesse già un piede a Milano, la Juventus subentrò nella trattativa portando a Torino quello che sarebbe diventato “Le Roi”.
Caso particolare fu quello di Luis Figo che nel 1995 aveva firmato un contratto diventando a tutti gli effetti un giocatore del Parma. Ma il fantasista portoghese era riuscito a firmare anche un contratto con la Juventus, trovandosi così davanti a due contratti firmati con due società diverse. Intervenne così la Lega, annullando entrambi i contratti e facendo sanzionare il giocatore dall’Uefa che gli proibì di trasferirsi in Italia per almeno 2 anni. Fu a questo punto che si fece avanti il Barcellona.
Impossibile poi dimenticare il caso di Ronaldo: ad un soffio dalla Lazio di Cragnotti, intervenne nella trattativa Massimo Moratti imponendosi sopra ogni offerta mettendo sul piatto 48 miliardi di lire.









