Turno infrasettimanale di Serie A che è entrato nel vivo con le partite del mercoledì sera, e che si chiuderà oggi al Castellani con Empoli – Atalanta alle 20.45. Le sfide di ieri però hanno riservato veramente tante sorprese, come il pari del Frosinone a Torino ed il crollo giallorosso a Genova, ed hanno lanciato Inter e Fiorentina in testa alla classifica, e domenica sera a San Siro proprio Nerazzurri e Viola si incroceranno nel posticipo. Tre domande per analizzare in breve quanto accaduto ieri:
Partiamo proprio dagli uomini di Mancini: sono definitivamente da scudetto?
Difficile dirlo e terrei per ora il discorso ancora in sospeso. Quel che è certo rimane il fatto che i Nerazzurri di sicuro non facciano del gioco la loro arma migliore. Detto ciò bisogna riflettere su questo punto: esiste ad oggi una squadra che gioca meglio dell’Inter? Nessuna ha convinto fino in fondo. I campionati si vincono con un gol in più dell’avversario e ancor di più con difese blindate. Handanovic ha raccolto il pallone in fondo al sacco solo a Carpi in 450 minuti, a dimostrazione del fatto che il primato non è affatto immeritato.
Chievo e Sassuolo, sorprese o fuoco di paglia?
Due squadre costruite veramente bene e che corrono molto. Il Chievo con innesti mirati e con un allenatore veramente preparato come Maran vola e farà di sicuro un gran campionato, e questo lo avevo già notato ad Agosto in sede di mercato. Discorso analogo per la truppa di Di Francesco: gruppo solido mantenuto rispetto a quello dello scorso anno e rinforzato con alcuni ottimi giocatori come Politano e Defrel, quest’ultimo a rimpiazzare Zaza. Il gioco poi è molto collaudato e divertente. Gli emiliani quest’anno posso di sicuro puntare a piazzarsi anche nella colonna di sinistra (ed intanto non perdono da 10 partite).
Napoli: ci siamo illusi dopo la Lazio?
Assolutamente no. La squadra crea tantissimo e da un paio di partite a questa parte subisce poco o nulla. La sfida del San Paolo con la Juve (mai così chiamata nella sua storia a risollevarsi) il prossimo weekend sarà però cruciale per le reali ambizioni dei partenopei.









