Scuffet Udinese: conosciamo meglio il portiere friulano
Lorenzo Di Iorio e Alex Brunner, i due preparatori dei portieri dell’Udinese, non hanno più dubbi: Simone Scuffet diventerà uno dei più grandi portieri italiani. Già vedendolo agli allenamenti e nelle partitelle era evidente una certa stoffa da campione, ma dopo averlo visto esordire il primo febbraio di quest’anno da titolare in Serie A, i dubbi sono evaporati come neve al sole. Ha dimostrato padronanza del ruolo, sempre reattivo e attento a ciò che accadeva in campo, ma la cosa che ha impressionato di più è stata la personalità con cui ha richiamato i compagni di reparto. Tutto questo a soli 17 anni: è nato il 31 maggio del 1996.
Simone è di Udine, ha iniziato a giocare nelle giovanili dell’Udinese, è passato a giocare nella Primavera dell’Udinese, ora veste la maglia bianconera numero 22 della prima squadra. Della Juventus? No, ovviamente dell’Udinese. La squadra di Pozzo, famosa per scovare giovani talenti prevalentemente all’estero, farli crescere e poi rivenderli a peso d’oro, questa volta l’oro se lo è ritrovato in tasca. Simone è il primo friulano a indossare con orgoglio la maglia dell’Udinese, passata ormai una decade da quando lo fece un altro friulano doc. Stiamo parlando di Fabio Rossitto, che ritiratosi dal calcio giocato nel 2007, oggi allena la Triestina.
Ripartiamo da quel 1 febbraio 2014. E’ un sabato, tardo pomeriggio e fuori è già buio. Lo stadio Dall’Ara si sta riempiendo per assistere a questo anticipo di campionato. Simone è tranquillo, anche oggi c’è la panchina ad attenderlo. Non ha fretta. E’ giovane e le partite da titolare le gioca già con la Primavera, in una annata da incorniciare. Gli altri, i grandi, i titolari si stanno preparando per affrontare il Bologna in un match delicato per entrambe le squadre. Nel riscaldamento, il portiere fino ad oggi titolare e di dieci anni più “anziano”, Zeliko Brkic, fa un movimento strano, sente un dolore e si blocca. Simone continua a stare tranquillo, le cuffie sulle orecchie con la musica che gli piace tanto. C’è il secondo portiere, Kelava, che viene prima di lui. Ma Mister Guidolin gli si avvicina e parla a Simone che non capisce per colpa della musica. Allora Guidolin muovendo in maniera esagerata le labbra ha scandito con gli occhi sgranati: “A L Z A I L S E D E R E E P R E P A R A T I: G I O C H I T U!”
Simone capisce e il mondo sembra fermarsi intorno a lui. La prima reazione sarebbe quella di svenire, ma un ragazzone alto un metro e ottantasette che pesa ben ottantacinque chili non può certo permetterselo. Con le ginocchia tremanti, si alza e lancia lontano le cuffie, si toglie la tuta e finalmente vede realizzarsi il sogno di una vita.
Da quel Bologna – Udinese, vinta per due a zero, Scuffet, convinti tecnico, tifosi e addetti ai lavori, non si muove più dai pali. Gioca da titolare e per tutti e novanta i minuti contro Chievo, Atalanta e Milan davanti ai suoi tifosi in casa e Genoa, Cagliari e Roma in trasferta. Oltre alla doppia sfida di Coppa Italia contro la Fiorentina.
Simone ha più volte dichiarato che uno dei suoi modelli è Samir Handanovic, definendo il portierone dell’Inter il migliore al mondo in questo momento. I due sono stati compagni di squadra all’Udinese e la sola vicinanza ha permesso al piccolo portiere di crescere tanto. Orgoglioso di sentirsi parte di un progetto friulano, è certo che farà bene perché vede, vive e si nutre dell’affetto della sua gente.
Simone ama il suo Friuli e ama l’Italia, non può quindi che essere estasiato da Gianluigi Buffon, uno che ha scritto la storia, ma stima anche altri illustri colleghi come Marchetti, Bardi e Leali, confermando che la scuola italiana si fonda su solide basi e una lunga tradizione.
Il valore di mercato oggi si aggira sui due milioni e mezzo di euro, l’Udinese ha davanti ancora qualche mese per far ulteriormente crescere il talento di Simone che ha la stoffa del campione e lo sta pienamente dimostrando.
Anche il capitolo Nazionale è positivo, in particolare l’esperienza fatta nell’Under-17 di Mister Zoratto con cui ha partecipato al mondiale 2013. L’Italia è arrivata fino alla finalissima, perdendola , con il Messico per due a zero. Simone dal canto suo è stato definito il miglior giocatore della selezione azzurra.
Sempre in chiave nazionale, ma questa volta maggiore, il ragazzo ha avuto l’onore di poter partecipare nel mese di marzo a uno stage con Cesare Prandelli, organizzato allo scopo di visionare giovani giocatori in vista del Mondiale brasiliano 2014.
La strada quindi è tracciata, ora c’è da lavorare duro e crederci sempre di più.
“Olà, Simone, que caminho seguir para o Brasil?”









