Condizioni perfette in questa domenica di sci alpino, con le prime tre della classifica generale che si sono date battaglia fino all’ultima porta, con Tina Maze che riesce finalmente a fare meglio della Fenninger grazie alla velocità trovata nelle ultime porte.
Una discesa perfetta da parte sia della slovena che dell’austriaca, ma non è bastato a nessuna delle due per vincere la gara di Garmisch, con Lindsey Vonn che ha fatto meglio delle due rivali, passando in testa anche alla classifica del Super-G.
Dietro ai tre fenomeni, a più di un secondo dalla vincitrice, conquista un’altra posizione prestigiosa l’austriaca Cornelia Huetter, molto brava nel tratto dell’Inferno, mentre al sesto posto, dietro Lara Gut, troviamo Federica Brignone che ha trovato il ritmo ideale nella seconda parte del tracciato e ha saputo sfruttare al meglio un pettorale basso.
Le azzurre completano un’ottima prestazione di squadra, piazzando altre 6 atlete tra l’12esima di Elena Fanchini e la 23esima posizione di Johanna Schnarf. Solo 18esima Tina Weirather, vincitrice della discesa di ieri e amante della Kandahar.
Tra gli uomini viene fissato il primo sigillo della stagione, con Kjetil Jansrud che ritrova il successo in Super-G dopo quello in Val Gardena nello scorso 20 dicembre, e conquista la Coppa di Specialità con la sola gara di Meribel da disputare e più di 100 punti di vantaggio su Dominik Paris, suo diretto inseguitore.
L’azzurro perde la possibilità di portare a casa una Coppa di disciplina, ma può comunque essere soddisfatto per un quarto posto che regala fiducia per una degna conclusione anche perché c’è stata un’ottima reazione sul ripido finale e perché il podio è mancato per soli 15 centesimi.
Per l’Austria steccano Mayer e Reichelt, entrambi fuori, ma si mette in mostra il giovane Kriechmayr al primo podio in carriera, bravissimo lungo tutto il tracciato e sempre in spinta fin sul traguardo. Per Jansrud non è stata un gara semplice, con la vittoria che sembrava sfumata dopo l’ultimo intermedio. Poi è arrivata la zampata del norvegese, che ha lasciato scorrere gli sci nel modo migliore, beffando sia l’austriaco Kriechmayr che il canadese Cook, autore del miglior tempo all’ultimo riferimento.
Settimo e ottavo posto per gli svizzeri Janka e Kueng, partiti in controllo ma arrivati a grande velocità, strategia che non è bastata per stare davanti a Baumann, vicino al podio per più di metà tracciato, e all’americano Weibrecht.
La pista dal disegno molto complesso ha messo fuori gioco parecchi atleti, compresi gli azzurri Heel, Fill e Marsaglia, ed ha premiato chi è giunto fino al traguardo, come Mattia Casse che può festeggiare una buona 19esima posizione che può aiutarlo a guadagnare un pettorale più basso nel Super-G di Meribel.
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