Dopo Elena Fanchini che è tornata a vincere dopo 10 anni, oggi c’è stato un altro grande ritorno al successo, uno che aveva regalato tante gioie ai propri sostenitori. E come poteva far meglio, se non proprio sulla pista di casa e davanti al suo pubblico?
Carlo Janka si riprende quel primo posto che aveva abbandonato da 4 anni, quando a Kranjska Gora vinse il suo ultimo gigante. Dopo Zurbriggen e Accola, è riuscito a riportare la Coppa del Mondo in Svizzera nel 2010, anno in cui aveva trionfato anche a Wengen in discesa.
Ed è stato proprio sulla Lauberhorn dove si è costruito la vittoria odierna, partendo per ultimo e con enorme vantaggio nello slalom, in cui gli è bastato controllare per tornare ad alzare le braccia al cielo.
Dietro di lui un francese, ma non il solito Pinturault che in supercombinata a Wengen ha vinto due anni fa e dove la scorsa stagione ha chiuso in seconda posizione, bensì il transalpino Muffat-Jeandet autore di una stupenda gara nello slalom che gli ha permesso di risalire dalla 28esima posizione.
Terzo un’altra vecchia conoscenza, il plurivincitore della supercombinata Ivica Kostelic, che per un attimo è sembrato tornare indietro di tre anni, quando vinse la seconda volta a Wengen e conquistò, a fine stagione, la coppa di specialità. Quarto un felice Matthias Mayer, secondo davanti a Jansrud nella manche di discesa, mentre al quinto posto si piazza il vincitore dello scorso anno, l’americano Ligety. Al sesto posto il croato Zrncic-Dim, anch’egli specializzato in supercombinate e sul podio nell’ultima stagione a Wengen.
Solo decimo Pinturault che ha compromesso tutto con la discesa a più di 3 secondi da Janka, mentre non sono pervenuti gli azzurri, con Innerhofer primo dei suoi al 19esimo posto, Marsaglia 21esimo e Paris 25esimo.
Fill, nono dopo la discesa, non è riuscito a completare lo slalom.
Fra tutti questi ritorni, fa notizia un Bode Miller che non gareggia a Wengen, ma fa da apripista a fine combinata, e uno Svindal che torna a mettere gli sci sulla neve, dopo l’infortunio al tendine di Achille che gli ha compromesso la prima parte di stagione.









