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SAMPDORIA – Zenga te o con te, la vita doriana va avanti

SAMPDORIA – Zenga te o con te, la vita doriana va avanti

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Un po’ qua e un po’ là, Walter Zenga ha perso la fiducia dell’ambiente doriano, nel tempo, tanto che oggi è arrivato lo scossone definitivo: via l’ex Uomo Ragno, quasi ufficiale, arriva l’Aeroplanino per tornare a volare.

ZENGA

FORMA, PUNTI E GIOCO LASCIATI PER STRADA – La Sampdoria ha cominciato la stagione col piede sbagliato: 0-4 in casa col Vojvodina e tanti saluti ad una Europa conquistata a suon di ricorsi e sfottò, poi ritorti contro, a danno dei cugini rossoblu. I blucerchiati comunque sembravano essersi assestati con l’inizio del campionato (ben sette punti nelle prime tre partite). Vero è che poi il cammino ha disegnato scenari orribili lontano dal Ferraris: ogni trasferta è stata l’occasione per porre sul banco degli imputati sia la squadra e soprattutto l’allenatore. A Genova invece il fortino sembrava inespugnabile fino a ieri sera quando una bellissima Fiorentina, spumeggiante e a tratti innovativa, ha portato a galla tutti i difetti di una squadra trascinata dalle giocate di Eder e sorretta dalla diga Fernando-Barreto-Silvestre.

CHI HA UCCISO L’UOMO RAGNO? – Un difetto marcato di Walter Zenga è che, quasi mai, ha saputo trasformare la squadra a partita in corso, mostrando poca attitudine alla lettura dei match. La preparazione, soprattutto tattica, all’avversario è sempre stata perfetta tanto che la Samp, anche quando non è riuscita a fare proprio il risultato, ha sempre avuto buone occasioni per arrivare al gol. La squadra però rimaneva spesso legata all’espisodio dopo il quale, come per magia, spariva (il palo a Frosinone, il ‘gollonzo’ subito con l’Inter, l’autogol di Bergamo o ancora il rigore non dato a Torino sono alcuni esempi); crollava mentalmente perdendo la fiducia nei propri mezzi, fatto più volte ripetutosi.
L’ex Uomo Ragno, inoltre, non ha stretto buoni legami con larga parte degli organi di stampa: in una piazza ristretta, come è quella genovese, il ‘parere del giornalista’ (purtroppo o per fortuna) conta ancora parecchio. Da buon ragazzo della ‘Curva Nord’ milanese, non ha mai amato il rapporto falso che talvolta intercorre tra allenatore e scrittore: ha creato una corazza superficiale di parole e smorfie, che ha finito per distruggerlo anzichè proteggerlo.

VOLEREI DA TE: DA GENOVA A DUBAI PASSANDO PER FIRENZE – In mattinata, i vertici doriani si sono riuniti per indirizzare il futuro della squadra e dunque di Zenga. L’allenatore, che domani pomeriggio dovrebbe riprendere le redini della truppa a Bogliasco, era a Dubai per trascorrere qualche ora di relax mentre la società riunitasi decideva di separare le strade.
Tanti i nomi sulla lista ed un unico vero desiderio: Vincenzo Montella. L’Aeroplanino, dati i trascorsi sul campo, ha ancora fantastici rapporti con la tifoseria e sarebbe l’unico nome davvero gradito alla Gradinata Sud. Nell’elenco figurano anche Prandelli, Guidolin (forse l’usato più sicuro al quale affidare un progetto), poi DelNeri, Corini e infine un Ballardini che saprebbe molto di ‘traghettatore’.
Tra società ed ex attaccante vi è già un’intesa di massima per un anno e mezzo ma il nodo dovrà scioglierlo la Fiorentina con la quale, Montella, ha ancora una clausola rescissoria da più di quattro milioni.
Ancora i viola nel destino di questi infernali giorni genovesi.

In fin dei conti, Zenga non lascia un fotogramma disastroso: probabilmente, con un altro allenatore, la situazione sarebbe stata la medesima, punto più punto meno. E’ partito male e, man mano, ha perso la forma dapprima, poi i punti, con due ‘X’ e tre sconfitte in trasferta, e da tre partite anche il gioco è sembrato latitare. La soluzione non è un traghettatore che lo possa sostituire: a quel punto sarebbe più opportuno continuare con Zenga fino a fine stagione (dato il contratto annuale). La figura ideale sarebbe Francesco Guidolin: esperto, abile coi giovani e capace di ottime imprese. I tifosi chiamano a gran voce Vincenzo Montella, il presidente Ferrero ‘retweetta’ le loro richieste e allora hanno ragione loro, se non altro per rivedere un Ferraris completamente blu…cerchiato di blu.

 

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Alberto Ponte

Studio giurisprudenza a Genova e mi piace collezionare...passioni. Amo viaggiare, mangiare e leggere. Inoltre sono un tifoso dello sport, dei suoi annedoti e delle sue storie. "Lo sport è cultura, speriamo continui ad esserlo" [Livio Berruti]