Colpi di scena a ripetizione all’Olimpiade. Una straordinaria Anna Van Der Breggen vince la prova in linea di ciclismo femminile. Seconda l’ottima svedese Emma Johansson, terza l’italiana Elisa Longo Borghini, che regala la medaglia di bronzo alla nazionale azzurra.
Il percorso dell’Olimpiade di Rio 2016 è piuttosto complesso e richiede una grande resistenza fisica, oltre che una certa predisposizione a reggere ritmi elevati in salita ed uno sprint pungente nel caso di arrivo in gruppo. I punti cruciali del tracciato sono tre: la prima parte del circuito con la salita di Grumary molto movimentata, il settore in pavè, lungo 3 km, e l’ascesa Koà, posta nelle vicinanze del traguardo.
La corsa olimpica regala il primo colpo di scena dopo pochi chilometri: la campionessa del mondo, la contestata Lizze Armitstead accusa un problema meccanico che la costringe a faticare per rientrare nel gruppo con le migliori. La Germania imprime subito un ritmo molto elevato alla gara per evitare tentativi di fuga. L’unico attacco in questa prima fase è della belga Lotte Kopecky, che riesce ad evadere dal gruppo principale e mantiene un minuto di vantaggio. Il vento scombina i pronostici e crea diversi buchi nel plotone con le favorite. Si prova a muovere l’italiana Cecchini, ma il vero tentativo di aggancio sulla leader è della tedesca Kasper.
L’approdo sul pavè cambia ancora una volta gli scenari della gara. L’Olanda fa la selezione e riprende la contrattaccante. Subito dopo attacca la Van Dijk, seguita come un’ombra dall’azzurra Bronzini. Alle due atlete si uniscono anche la polacca Plichta, l’australiana Garfoot e più tardi l’americana Armstrong. La Gran Bretagna decide di entrare in azione e riduce il gap sulla testa della corsa e sulle inseguitrici. Sulla salita di Grumary avviene il ricongiungimento. In testa si forma un gruppo composto da 23 elementi. Tenta la sortita la francese Cordino ai meno 50, ma la sua azione si esaurisce poco dopo. La formazione tedesca prova a creare un gap, approfittando del continuo vento, ma senza ottenere grandi risultati.
La corsa subisce una nuova svolta con l’attacco di Elena Cecchini, seguita da Vos (Olanda), Ferrand-Prévot (Francia), Jasinska (Polonia), Elvin (Australia), Vekemans (Belgio) e Worrack (Germania). L’offensiva pare aver successo per qualche chilometro, ma le inseguitrici, trascinate da una grande Armstrong riescono a rientrare ai meno 22. L’andatura resta molto elevata. Anche la Guderzo prova a rientrare sul gruppo di testa, mentre si stacca dalle prime la generosa Cecchini. Stessa sorte tocca, a sorpresa, alla Vos, che dà l’addio al sogno olimpico. Cede anche la Armitstead. Ai meno 20 si crea un quartetto con Abbott (Stati Uniti), Longo Borghini (Italia), Van Vleuten e Van Der Breggen (Olanda). Tre chilometri dopo attacca la Van Vleuten nel tratto più duro dell’ultima ascesa e stacca la connazionale e l’azzurra, sulle quali rientra la Johansson. A 14 chilometri dal traguardo inizia a piovere. Poco dopo si consuma il dramma dell’olandese,che cade rovinosamente in discesa e lascia via libera alla Abbott verso il trionfo. Le sue condizioni sono apparse piuttosto gravi e seguiranno aggiornamenti. Il terzetto di inseguitrici fatica a rientrare e deve guardarsi alle spalle dal rientro di un drappello con la Armitstead. Sembra fatta per l’americana, ma il margine si assottiglia chilometro dopo chilometro. Il terzetto rientra ai meno 50 sulla Abbott stremata. La volata viene vinta dall’olandese Van Der Breggen, davanti alla Johansson. Terza un’ottima Longo Borghini.









