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MILAN – Presentazione nuovi acquisti. Galliani: “Non so cosa ci succede, ma Inzaghi non è in discussione”

MILAN – Presentazione nuovi acquisti. Galliani: “Non so cosa ci succede, ma Inzaghi non è in discussione”

milan baresi montella

Il Milan riparte da qui, o meglio, riparte da loro. Destro, Bocchetti, Suso, Paletta, Antonelli, questi i cinque nuovi acquisti presentati tutti insieme oggi a Milanello. Accanto a loro Galliani, che ha parlato del momento difficile della squadra rossonera e delle new entry: “Dopo 29 anni di Milan continuo a non capire questa squadra” ha affermato. “Dopo il Real (amichevole vinta nelle vacanze natalizie ndr.) pensavamo di essere in grande crescita. Non capisco cosa sia successo a gennaio. Arriviamo a dicembre senza infortunati, battiamo il Napoli e siamo a -2 dal terzo posto: poi succede quello che succede. A Torino contro la Juve avremo 10-11 infortunati e 2 squalificati. La campagna acquisti massiccia si spiega così“. E qual è adesso l’obiettivo del Milan? “Non parlerei di Europa League, non sappiamo dove può arrivare questa squadra: questa storia dell’organico non la condivido. Facciamo punti con le grandi e non con le piccole, hanno inciso gli infortuni. Poi certo, ogni volta che abbiamo parlato dell’aggancio al terzo posto l’abbiamo fallito. Meglio ascoltare Dan Peterson che mi manda messaggini: testa bassa e pedalare” ha continuato Galliani. Nessun obiettivo stabilito quindi, e meno pressione per Inzaghi: “Nessuno di noi ha mai detto o pensato che se Inzaghi non va in Europa non resterà l’anno prossimo. Intanto Inzaghi ha un contratto per l’anno prossimo, non è in discussione. Non c’è nessun aut-aut“.

Dopo le parole sulla condizione del Milan, arriva finalmente il momento di parlare dei nuovi arrivati in casa rossonera: “Questi 5 giocatori erano fortemente voluti sia dalla società che dall’allenatore e non è un caso che ci siano tanti italiani, lo ha voluto Berlusconi” ha spiegato Galliani.  “Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi: qualche giocatore lo seguivamo da tempo, per altri si è trattata di un’idea dell’ultimo momento. La citofonata a casa Destro? Dà l’idea di quanto lo volessimo. Ho avuto l’intuizione che se non fossi andato a Roma, la trattativa non si sarebbe conclusa. Un attaccante va misurato a gol: Destro a Roma ha segnato 18 gol in 36 partite, lo volevamo già quest’estate. A chi somiglia? A nessuno: cercavamo un centravanti, una prima punta per rinforzare le nostre capacità offensive. Quando è stato ammonito con il Parma, al primo fallo, non ho bestemmiato perché non lo faccio mai, ma un turpiloquio c’è stato“. Infine una dichiarazione anche sul progetto del nuovo stadio a Portello: “Sono reduce da una riunione di tre ore con Barbara. Sarebbe fantastico avere uno stadio tutto rossonero“.

Infine la parola passa ai nuovi acquisti:

Destro — “Il Milan è il Milan e non c’era bisogno d’altro per convincermi – ribadisce – Ho voglia di dimostrare il mio valore e questa è la squadra perfetta per farlo. Quando mi hanno detto che Galliani sarebbe venuto a Roma per me ero incredulo: è stata una grande soddisfazione, il suo gesto è quello che ha contato più di ogni altra cosa, mi ha reso molto orgoglioso. Ora voglio dare tutto per questa maglia: fare la metà di quanto hanno fatto i grandi attaccanti che hanno vestito questa maglia, a partire da Inzaghi, sarebbe una grande cosa” ha affermato.

Bocchetti— “Mi sono sentito subito in una grande famiglia: mi hanno permesso subito di fare bene contro il Parma. L’esperienza allo Spartak non è stata negativa: purtroppo mi sono infortunato, ma ora penso solo al Milan“.
Antonelli — “Milanello è il centro sportivo più bello del mondo, con Inzaghi ho avuto la fortuna di giocare una partita in Primavera e gli ho fatto un assist per il gol. E’ un allenatore preparato e daremo il cento per cento per lui. Vincere lo scudetto della seconda stella (il papà ha vinto quello della prima, n.d.r.) sarebbe il sogno di una vita“.
Paletta — “Non ho un modello da seguire, guardo tutti i difensori e cerco di prendere il meglio da ognuno. Dobbiamo migliorare sui calci piazzati, io sicuramente devo imparare i movimenti difensivi che vuole il mister. La Juve? Abbiamo un organico forte per affrontarla degnamente“
Suso — “In Italia il calcio è più tattico e anche un po’ più tecnico. In Inghilterra si lavora un po’ di più dal punto di vista fisico, ma alla fine il calcio è un linguaggio universale“.

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Federica Sala

21 anni, studentessa di Linguaggi dei Media all'Università Cattolica di Milano. Esperta e amante di calcio, mi occupo del settore giovanile e dei social network.