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CASO PANTANI – Clamorosa svolta! Il pm di Forlì: “Fermato dalla Camorra”

CASO PANTANI – Clamorosa svolta! Il pm di Forlì: “Fermato dalla Camorra”

“Non so come, ma il pelatino non arriverà a Milano”, con questa confessione fatta da amici stretti all’inizio del Giro 1999, Renato Vallanzasca aveva fatto riaprire il caso Marco Pantani nel 2014 (quando la rivelò pubblicamente con soli 15 ani di ritardo), ipotizzando come dietro allo stop del Pirata dopo la famosa tappa di Madonna di Campiglio non ci fosse stato un illecito sportivo, bensì un complotto molto più esteso di un’organizzazione ancor più grande: la Camorra. Tutto ciò sarebbe stato legato a un grosso giro di scommesse sulle vittorie (praticamente da outsider) degli avversari dello scalatore più forte del mondo.

Dopo numerose testimonianze, la procura di Forlì è arrivata alla medesima conclusione nelle pagine della sua inchiesta. Il famoso ematocrito alto (51,8% contro il 50% limite Uci) che costò a Pantani l’esclusione dal Giro in seguito ad un controllo antidoping, non era il reale risultato dal test. Stando a quanto scrive il pm Sottani “un clan camorristico minacciò un medico per costringerlo ad alterare il test e far risultare Pantani fuori norma”.

La prova principale per la svolta nell’indagine è arrivata direttamente da una testimonianza ambientale, in cui un affiliato a più riprese confessa la falsità del test. Ecco il testo della telefonata, riportato oggi da Premium Sport, tra l’uomo in questione e un suo stretto parente .

Uomo: “Mi hanno interrogato sulla morte di Pantani.”
Parente: “Noooo!!! Va buò, e che c’entri tu?.”
U: “E che c’azzecca. Allora, Vallanzasca ha fatto delle dichiarazioni.”
P: “Noooo.”
U: “All’epoca dei fatti, nel ’99, loro (i Carabinieri, ndr) sono andati a prendere la lista di tutti i napoletani che erano…”
P: “In galera.”
U: “Insieme a Vallanzasca. E mi hanno trovato pure a me. Io gli davo a mangià. Nel senso che, non è che gli davo da mangiare: io gli preparavo da mangiare tutti i giorni perché è una persona che merita. È da tanti anni in galera, mangiavamo assieme, facevamo società insieme.”
P: “E che c’entrava Vallanzasca con sto Pantani?.”
U: “Vallanzasca poche sere fa ha fatto delle dichiarazioni.”
P: “Una dichiarazione…”
U: “Dicendo che un camorrista di grosso calibro gli avrebbe detto: ‘Guarda che il Giro d’Italia non lo vince Pantani, non arriva alla fine. Perché sbanca tutte ‘e cose perché si sono giocati tutti quanti a isso. E quindi praticamente la Camorra ha fatto perdere il Giro a Pantani. Cambiando le provette e facendolo risultare dopato. Questa cosa ci tiene a saperla anche la mamma.”
P: “Ma è vera questa cosa?.”
U: “Sì, sì, sì… sì, sì.”

pantani camorra

E adesso che la verità sta iniziando a venire a galla? I reati sono prescritti e per questo la procura può solo archiviarli, ma sul fronte civile e sportivo è tutto ancora aperto e nelle prossime settimane sicuramente si avranno novità.
La grande tragedia di tutta questa storia non riguarda solamente la carriera sportiva di Pantani, ma anche la vita stessa del Pirata. L’episodio di Campiglio è stato un trauma, Marco non è più stato lo stesso, si è sentito abbandonato e il vortice di depressione in cui è entrato è culminato con la morte del 2003. Se quel giorno alcuni “uomini” non avessero interferito con lo sport, oggi  sarebbe ancora con noi? Domande che non avranno mai una risposta, ma adesso questa storia va portata fino in fondo. Lo dobbiamo a Marco e a tutti i suoi tifosi.

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Pietro Ruffelli

Ho 20 anni e studio scienze politiche. Vivo a Milano da sempre e da sempre amo lo sport in tutte le sue forme. Ma il cricket proprio non lo capisco