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PALERMO – Gli errori di Zamparini, la puzza di Serie B: ma i rosanero hanno ancora una chance

PALERMO – Gli errori di Zamparini, la puzza di Serie B: ma i rosanero hanno ancora una chance

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A poche ore dalla sfida con l’Atalanta, divenuta decisiva per il prosieguo della stagione e non solo, dubbi e paure assalgono la mente di ogni tifoso del Palermo. Lo spettro della Serie B si avvicina ogni giorno di più, l’Udinese è lontana e le dirette pretendenti sembrano attraversare un periodo di forma troppo migliore.
Il pensiero va dritto a Maurizio Zamparini, dai più tacciato di essere il principale responsabile di questa debacle. Ma lui se ne rende conto? E se sì, da quanto – e in che misura?

La verità è che fino a sabato scorso Zamparini non aveva mai preso concretamente in considerazione l’ipotesi di retrocedere. Certo, il numero uno rosanero si era accorto che la classifica si era gradualmente complicata, ma pensava – per sua stessa ammissione – di riuscire ad avere la meglio di Carpi e Frosinone solo in virtù del gap a suo dire esistente tra la rosa da lui messa a disposizione degli innumerevoli allenatori che si sono succeduti sulla sua panchina e quelle delle due simpatiche matricole al primo ballo nella massima serie.
Errore madornale. Il dislivello, complice il malumore che serpeggia ormai da mesi nello spogliatoio siciliano, è stato colmato di partita in partita dalla voglia dei ragazzi a disposizione di Castori e Stellone. La salvezza è una guerra di nervi, non una gara di danza: i colpi di tacco di Vazquez saranno anche belli da vedere, ma non servono a tenere la palla lontana dall’area di rigore nel momento di difficoltà o a rilanciare un contropiede dopo interi minuti di strenua resistenza. Chi non è costruito per lottare per questo obiettivo e finisce per impantanarsi nella folle corsa al quartultimo posto il più delle volte ci lascia le penne: il Palermo lo aveva già sperimentato tre stagioni fa, quando alla sua guida si erano alternati Sannino, Malesani e Gasperini, ma a quanto pare non ha imparato la lezione come invece fece la Sampdoria dei Garrone quando scivolò in cadetteria al termine di una stagione iniziata con un tiratissimo preliminare di Champions League perso crudelmente contro il Werder  Brema.

La principale colpa del presidentissimo rosanero è quella di aver scherzato col fuoco senza accorgersi del pericolo, intrappolato com’era nel suo personaggio accentatore e protagonista sempre alla ricerca di uno scossone che non arriva e forse neanche può arrivare. Gli illogici cambi di guida tecnica culminati nel tentativo di ingaggiare Schelotto benchè sprovvisto di patentino nella speranza probabilmente di eludere qualsiasi controllo e nella pirandelliana seconda chiamata a Ballardini  evidenziano uno stato confusionale ben più radicato di quel che ci si vuole fare credere, l’esonero di Novellino – arrivato per venire cacciato – ci lascia pensare che se non fosse stato ingaggiato a metà stagione dal Livorno a quest’ora Zamparini avrebbe già contattato, messo sotto contratto e sollevato dall’incarico anche Bortolo Mutti, allo stato attuale unico mister non allontanato dall’ex patron del Venezia, solo per il gusto di battere anche questo ‘record’.
Preso dalla sua smania il presidente del Palermo ha cestinato tutto d’un tratto lo splendido lavoro effettuato nella scorsa stagione, vanificando masochisticamente come già gli era capitato in passato mesi di spese e di vittorie. L’obiettivo dovrebbe adesso essere quello di restituire credibilità all’ambiente, scegliendo in estate un valido tecnico per la prossima stagione da affrontare a testa alta in qualunque categoria. I tifosi sono stanchi, i giocatori demotivati. La palla, però, è sempre in gioco e – purtroppo o per fortuna – nei piedi di Zamparini, uno che qualche ‘gol’ in carriera lo ha pure messo a segno…

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Andonio Gonde

Profilo ironico sull'ex allenatore del Bari Antonio Conte. Non c'è alcun intento di dileggio della persona, è solo satira calcistica.