Il 99° Giro d’Italia arriva in Friuli con la 13.a tappa, 170 km da Palmanova a Cividale. Per gli appassionati non è un ‘buongiorno’ date le grandi polemiche per i continui ritiri dei velocisti dalla Corsa Rosa: dopo Kittel, anche l’altro re tedesco degli sprint ha abdicato. Andrè Greipel ieri ha firmato il tris poi ha annunciato il ritiro e con lui anche il secondo posizionato di ieri Caleb Ewan (tanto per aggiungere benzina sul fuoco). L’unica nota positiva, per gli appassionati italiani, è che d’ufficio la maglia rossa è finita sulle spalle di Giacomo Nizzolo, eterno piazzato.
Chiuso il capitolo polemico, oggi la Corsa Rosa affronta il primo tappone di montagna dell’edizione e sono ben quattro le ascese protagoniste di giornata. Dopo i primi 50 km senza particolari difficoltà, il plotone affronterà il Montemaggiore: 8,3 km di salita con picchi del 15%. Una discesa impegnativa prima di attaccare l’ascesa del Crai (8,8 km, 6,4% di pendenza media) e successivamente la scalata alla cima Porzus (8,8 km e 16% pendenza massima) e l’ultima difficoltà, di seconda categoria, è la Cima Valle che termina a 14 km dall’arrivo.
Pochi sussulti nei primi chilometri, provano a staccarsi in sei: Busato (Southeast), DeMarchi e Quinziato (BMC), Mohoric (Lampre), Kadri (AG2R) e Tjallingii (Lotto Jumbo) ma il loro tentativo viene presto ricucito dal gruppo. L’azione coraggiosa è quella di Stefan Denifl (IAM) che imbrocca l’iniziativa giusta intorno al 50° chilometro: l’austriaco taglia in testa il primo GPM (di 1° categoria) con 1′ di vantaggio sui 24 inseguitori e quasi due dal gruppo della maglia rosa, riproponendosi per la maglia azzurra. Sul Matajur, in occasione dello sprint, avviene un piccolo incidente: Cunego, che possiede ancora la casacca, attacca assieme a Visconti in vista del traguardo posto in curva. Davanti agli atleti, compaiono i massaggiatori di Tinkoff e Trek, il veronese è così costretto ad allargarsi e involontariamente tocca il torinese che cade a terra. L’atleta Movistar comunque riesce a guadagnare i 18 punti, 12 per Cunego, e riparte poco dopo: una situazione sfortunata che, con un po’ di accortezza degli addetti ai lavori, poteva essere evitata.
E’ la tappa adatta per vedere le prime schermaglie tra i grandi protagonisti della Corsa. L’Astana piazza Malacarne e Zeits nella fuga, la Movistar ne mette ben quattro: Betancour, Visconti, Sutterlin e Rojas. La Etixx interpreta al meglio la tattica difensiva prefissata e rimane compatta attorno alla Maglia Rosa, Bob Jungels. Intanto in testa, Denifl è fluido quando va in salita ma in discesa (non è il suo forte) rischia tantissimo e perde tanti secondi; nonostante tutto l’austriaco si prende anche il secondo GPM, con Cunego e Visconti ad invertirsi le posizioni rispetto al primo. Il ragazzo di Innsbruck viene poi ripreso al 93° km e davanti si forma un gruppone di 24 atleti che prende secondi su quello della Maglia Rosa, composto da una sessantina di corridori (sorpassando i 3′ di vantaggio); ai -50 Diego Ulissi sarebbe il leader virtuale della graduatoria. Mentre più indietro va segnalata la caduta di Aleksey Rybalkin (Gazprom) ma, immediatamente assistito, può riprendere il percorso.
Battaglin anticipa Ulissi sul traguardo volante, il distacco degli attaccanti dagli inseguitori comincia ad accorciarsi con i team che lavorano per i grandi nomi. Alle pendici della Cima Porzus si stacca Mohoric (Lampre), dopo una tappa spesa controvento ed a servizio della squadra, mentre davanti allunga Moser subito raggiunto da Nieve (Sky) e Dombrovski (Cannondale). Sono questi ultimi due a provare l’azione in salita, con l’iberico che stacca l’americano dopo poco. Il gruppo di testa si sgretola ed all’inseguimento della coppia si lancia Giovanni Visconti e, qualche metro più indietro, Henao (Sky), Moser (Cannondale), Foliforov (Gazprom) e Cunego (Nippo). La grande scalata premia lo spagnolo che scollina con mezzo minuto di vantaggio sul torinese e sullo statunitense poi Cunego, con Montaguti e Foliforov e poco dietro il redivivo Denifl.
In discesa parte un disinvolto Amador ma Nibali non lo lascia scappare ed il gruppo, intanto, assorbe Ulissi. Davanti Montaguti è scatenato: allo scollinamento aveva 25″ di ritardo da Visconti e Dombrovski, poi scende a rotta di collo e stacca proprio la coppia inseguitrice di una trentina di metri. In definitiva, alle spalle di Nieve si forma un bel terzetto.
Sulla salita di Valle (ai -17), Bob Jungels rimane piantato mentre l’Astana controlla in testa: Valverde lancia il primo segnale, Nibali risponde con veemenza. In questa doppia azione, il vero perdente appare il lussemburghese che pedala con regolarità ma accusa del ritardo, così come Amador. In vista del GPM, lo ‘Squalo’ testa ulteriormente i riflessi degli avversari: con un bello strappo riprende Foliforov e si avvicina a Cunego. Valverde, Majka, Chaves e Uran (i grandi rivali, insomma) però non mollano un centimetro. Davanti è rimasto il solo Visconti all’inseguimento di Nieve che intanto si è preso anche il suo secondo GPM di giornata. Il tre volte campione italiano accusa quasi un minuto di ritardo ed altrettanto è il vantaggio nei confronti di Montaguti e Dombrovski.
Dopo l’ultimo GPM, Jungels si lancia all’inseguimento del ‘gruppo Nibali’ e prova a difendere la Maglia con le unghie. Intanto Amador, con una splendida discesa, riprende il drappello del messinese e momentaneamente va in Rosa.
Davanti Nieve corona una giornata stratosferica che rivaluta il Giro del Team Sky, dopo le depressioni post-abbandono di Viviani e Landa, ed arriva in solitaria con 40″ di vantaggio su un grande Visconti. Dietro Dombrovski e Montaguti vengano ripresi nel finale e lo sprint premia Vincenzo Nibali che giunge terzo e si prende i 4″ di abbuono. Ma c’è un altro colpo di scena, Amador arriva col gruppo del Squalo e Jungels, troppo attardato, consegna la Maglia Rosa all’uomo della Movistar. E’ il primo costaricense della storia ad indossarla, l’atleta della Etixx ora è secondo in Generale a 26″, con Nibali terzo a 41″ e 2″ di vantaggio su Valverde.











