Senza parole, con lo sguardo perso ed il morale sotto i tacchi. Così il CT Davide Cassani ha trovato Vincenzo Nibali sul marciapiede di quella maledetta discesa. Il sogno di conquistare una medaglia, probabilmente anche la più preziosa, vista la forma straripante del messinese, è svanito lì, in quella curva a destra. L’Olimpiade si è rivelata nuovamente stregata per lo Squalo, ma stavolta la disillusione fa ancora più male. E lascia anche una duplice frattura alla clavicola, dolorosa nel fisico e nel morale.
Purtroppo @vincenzonibali ha una clavicola rotta. La prima cosa che mi ha detto: "mi dispiace per i ragazzi". Una squadra vera la nostra
— Davide Cassani (@davidecassani) August 6, 2016
L’Italia era stata perfetta. Aveva disputato una gara da incorniciare. Si era infilata nelle varie fughe, aveva tenuto al coperto il proprio capitano. E all’inizio dell’ultimo passaggio ha sorpreso tutti con un’azione straordinaria. Il doppio attacco con Nibali ed Aru in discesa, accompagnati poi da uno straordinario Caruso, è stato da manuale. Cassani ha dimostrato di saper leggere bene la gara e di essere un ottimo stratega. Nelle ultime esibizioni della squadra azzurra, non si era mai visto un gruppo così compatto ed unito. Si è rivista un’Italia in pieno controllo della situazione e nettamente superiore alle altre formazioni per componenti e per iniziative. Purtroppo il Commissario Tecnico non ha considerato lo sbaglio umano e l’intervento della Sfortuna. Una scivolata in discesa e un infortunio, che, purtroppo, pregiudica la corsa olimpica ed il resto della stagione dello Squalo. Un errore che somiglia a quello commesso da Steve Kruijswijk, quando, nel tentativo di difendere la Maglia Rosa, scivolò in discesa verso Risoul, compromettendo le sue chance di vittoria.
Un atleta fa enormi sacrifici per partecipare ad un’Olimpiade. Vincenzo ha impostato l’intera stagione per due obiettivi: il Giro d’Italia e la gara dei cinque cerchi. Ha conquistato la corsa rosa più con la testa e l’orgoglio che con le gambe. Ha rinunciato a disputare un Tour de France da protagonista per lavorare sull’ultimo obiettivo stagionale. Una piccola imprecisione, unita alla mala sorte, gli ha giocato un brutto scherzo e non gli ha lasciato nemmeno la possibilità di avere una seconda chance, un altro obiettivo per rimediare a questa gara dall’esito infausto. La stagione dello Squalo verosimilmente non comprenderà la Vuelta. Il messinese classe 1985 potrebbe rifarsi al Giro di Lombardia per difendere il titolo conquistato l’anno scorso. E magari per scacciare parzialmente l’amarezza di una giornata, che, ad undici chilometri dal traguardo, sembrava una favola a tinte azzurre.









