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NAPOLI – La sconfitta di Reggio Emilia, i limiti di Sarri: ma c’è tempo per migliorare

NAPOLI – La sconfitta di Reggio Emilia, i limiti di Sarri: ma c’è tempo per migliorare

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Quando il tempo dei “provincialismi dell’estero e dei grandi tecnici” [Aurelio De Laurentiis] è terminato e Maurizio Sarri si è seduto per la prima volta sulla panchina del Napoli, molti suoi fan della prima ora lo avevano detto: “Lasciategli tempo, perdonategli i tre punti nelle prime quattro partite. Saprà sorprendervi. Sa il fatto suo“. Dopo un precampionato non certo esaltante e la prima sconfitta in campionato in rimonta all’esordio in casa del collaudatissimo Sassuolo di Eusebio Di Francesco, tuttavia, sono in molti a nutrire delle perplessità sulle abilità dell’ex tecnico dell’Empoli, a detta dei suoi accusatori inadatto a guidare una big in una fase di transizione come quella che sta attraversando il Napoli o troppo focalizzato sui suoi schemi di gioco per valorizzare al meglio l’organico messogli a disposizione dalla società partenopea. Cosa c’è di vero in queste critiche? Quante responsabilità ha Sarri nel brusco avvio della sua squadra? Quanto l’immagine del tecnico old style con la tuta aperta e la sigaretta in bocca può aver mascherato agli occhi dei romantici innamorati del gioco del pallone alcuni suoi deficit tattici? Analizziamo insieme la situazione.

Nel corso degli anni, complici anche i carichi di lavoro del periodo estivo e gli schemi ancora da collaudare, le squadre di Maurizio Sarri hanno sempre faticato in avvio di stagione. Circa dodici mesi fa, il tanto acclamato Empoli del tecnico campano iniziò una delle annate più brillanti della sua storia con una sconfitta per 2-0 sul campo dell’Udinese di Andrea Stramaccioni, alla seconda giornata perse per 0-1 in casa contro la Roma di Rudi Garcia e alla terza si vide costretto a una straordinaria rimonta per strappare un punto in casa del Cesena di Pierpaolo Bisoli. Il ritardo di condizione evidenziato da molti calciatori del Napoli in occasione della sfida di domenica sera può dunque infastidire – perdere punti non fa mai piacere -, ma non preoccupare.

Quello che invece può preoccupare è la gestione da parte dello stesso Sarri di alcuni giocatori di grande qualità che questi si è di fatto ritrovato in organico. Dopo le schermaglie con l’agente di Gabbiadini per i fatti legati all’amichevole di Nizza di inizio agosto, infatti, in molti hanno iniziato ad evidenziare come l’allenatore scelto da Aurelio De Laurentiis per portare avanti il progetto tecnico iniziato da Rafa Benitez – che fa grande affidamento sugli esterni d’attacco e sui loro inserimenti – sembri invece volerlo sovvertire, sottovalutando le possibilità delle numerose frecce nella sua faretra e provando a sviluppare gioco solo a partire dalla zona centrale del campo, le cui chiavi sarebbero state affidate al custode di fiducia Valdifiori. Sarà vero? E se sì, sarà una buona idea? Di certo il fatto che la società partenopea abbia probabilmente discusso con altri club – su tutti l’Inter – la cessioni di alcuni dei suoi centravanti – Callejon, Mertens, lo stesso Gabbiadini – ha infastidito non poco i tifosi, anche perchè questi giocatori costituiscono la principale fonte di rifornimento di palloni giocabili per la punta di diamante della squadra Gonzalo Higuain, che rimane altrimenti isolato dal resto dei compagni e lontano da qualsiasi sfera giocabile.

Vi è poi una questione sollevata da un minor numero di scettici riguardo le forse troppo numerose scuse addotte da Sarri per motivare la sconfitta di Reggio Emilia. Al termine dell’incontro perso con il Sassuolo, il tecnico partenopeo ha attribuito parte della sconfitta alle pessime condizioni del terreno di gioco, e ha oggettivamente “messo le mani avanti” spiegando come, nel prossimo mese, non avrà molto tempo per mettere a punto i propri meccanismi considerata la lunga pausa per le partite delle Nazionali che terrà i suoi migliori giocatori lontani da Castelvolturno. Di possibilità di fare meglio, comunque, l’ex tecnico dell’Empoli ne avrà a iosa. Sperando non si metta a anche piovere…

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Andonio Gonde

Profilo ironico sull'ex allenatore del Bari Antonio Conte. Non c'è alcun intento di dileggio della persona, è solo satira calcistica.