La stagione 2016 della MotoGp ha appena aperto i battenti e già si comincia a parlare dell’anno venturo. Come un fulmine a ciel sereno nel sabato del Qatar è giunta la notizia del rinnovo di Valentino Rossi per altri due anni con la Yamaha ufficiale; notizia che era nell’aria a dir la verità, ma la decisione della casa di Iwata di offrire il contratto ai due piloti del team interno già alla vigilia della prima gara è qualcosa di anomalo anche se più che giustificato.
YAMAHA BRUCIA I TEMPI. C’è da considerare però che Rossi ha trentasette anni, se dovesse onorare il proprio contratto terminerebbe la carriera alla soglia dei quarant’anni, età piuttosto avanzata se si pensa che nella classe regina stanno correndo piloti di sedici anni in meno rispetto al nove volte campione del mondo. Come però dimostrato dall’antico rivale Max Biaggi l’età conta relativamente – anche se il livello della SBK è decisamente inferiore rispetto alla MotoGp – ma ciò che risulta e risulterà essere importante per Rossi è il confronto con il compagno di squadra Jorge Lorenzo. Il “martillo” appare quasi imbattibile al momento e pensare ad un Rossi che per altri tre anni dovrà cercare di limitare i danni appare come una situazione che può diventare insostenibile anche per un Fenomeno come il 46. Ecco quindi che non è da scartare l’ipotesi di un Rossi che possa svincolarsi dal contratto in qualunque momento per poter diventare uomo immagine di Yamaha.
Dall’altro lato abbiamo un Jorge Lorenzo che è nella posizione di poter temporeggiare. Per bocca di Lin Jarvis – managing director Yamaha ndr – al campione del mondo è stato offerto il miglior contratto della carriera, ma la calma di quest’ultimo è dettata dalla consapevolezza della propria forza in sede contrattuale. Con Honda, ma sopratutto Ducati alla finestra, il maiorchino può permettersi di giocare al rialzo e aspettare quattro-cinque gare per veder delinearsi i valori in campo delle moto e attorno al Mugello chiudere la trattativa o, come si faceva fino ad un paio di anni fa, chiudere a Brno, verso la fine dell’estate.
HONDA IN FASE DI STALLO. Dalle parti di Tokyo hanno altri problemi a cui pensare al momento. Se Dani Pedrosa domenica scorsa ha faticato – guardando lo storico è però una pista sulla quale Dani non è mai andato molto bene – Marc Marquez ha mostrato nuovamente di essere uno dei due piloti più veloci. L’ex campione del mondo ha più volte dichiarato di voler legare la propria carriera ad Honda, ma se questa dovesse diventare la terza casa in termini di risultati, il pilota di Cervera potrebbe guardare altrove. Con la possibilità Yamaha preclusa per la presenza di Valentino Rossi, Ducati risulta la pista più attendibile, anche se è difficilmente immaginabile che la casa dell’ala possa lasciarsi scappare il loro pilota di punta.
Situazione in stand by per Dani Pedrosa. Il fantino di Sabadell è l’uomo giusto per i vertici di Honda: pilota mai sopra le righe, sempre ligio al dovere, ottimo “secondo” e nemmeno troppo costoso. A meno di rivoluzioni è difficile pensare di Pedrosa lontano dalla casa di Tokyo.
DUCATI TERRA PROMESSA. L’appeal di Ducati sui migliori piloti è incredibilmente aumentato. Se Casey Stoner ha aperto le danze, non possiamo fare altro che aspettarci dei colpi di scena quando il momento si farà propizio. La stima tra Gigi dall’Igna e Jorge ( Giorgio come lo chiama l’ingegnere veneto) Lorenzo è reciproca e con solide basi già dai tempi del binomio con Aprilia – stagioni 2006/2007. I messaggi di corteggiamento ci sono stati da entrambi le parti, bisogna vedere se il matrimonio si farà oppure no. Da non sottovalutare la strada che porta a Marquez o Vinales.
Che uno dell’ A-Team possa fare le valigie è comunque una realtà anche se non una certezza. Dovizioso è da quattro anni in Ducati e non ha ottenuto risultati eccellenti, anche se è sempre stato il pilota di riferimento e quello che ha ottenuto più podi di tutti dai tempi di Casey Stoner; Iannone invece appare ancora un po’ immaturo, ma da l’impressione di avere “i colpi” per poter conquistare il risultato importante. Cos’è certo è che quest’anno Ducati sembra avere una moto molto ben bilanciata ed estremamente veloce, c’è da mettere la mano sul fuoco che ne vedremo delle belle.
SUZUKI IN MOVIMENTO. Il secondo colpo in vista del 2017 lo ha messo a segno Suzuki. La casa di Hammamatsu si è assicurata il campione del mondo 2015 Moto2 Johann Zarco, ufficialmente solo per qualche test, ma c’è da scommetterci che se il francese dovesse essere veloce, potremmo vederlo in griglia nella massima cilindrata già dal prossimo anno. Se questa sia una mossa fatta per cautelarsi o rafforzarsi è da vedere nelle prossime settimane, certo è che Maverick Vinales è un pilota ambito da tutti i top team. Quello che ha fatto vedere nei test e nella prima gara del Qatar ha fatto drizzare le antenne a tutti e se Yamaha pensa a lui per sostituire Lorenzo, si dice che Honda sia interessata sia per sostituire un’ eventuale partenza di Marquez sia per sostituire Pedrosa qualora la casa di Tokyo volesse dargli il benservito. Più lontana al momento la pista Ducati, ma le prestazioni in pista del pilota spagnolo saranno una vera e propria mina vagante non solo per i colleghi ma anche per i team manager.
Aleix Espargaro al momento sembra essere in una posizione piuttosto debole. In tutto l’inverno non ha mai brillato e nella prima gara è stato annientato dal compagno di squadra. Al momento sembra che sia lui l’indiziato a lasciare il posto a Zarco, ma le sue possibilità di rimanere sono legate non solo ai risultati, ma al compagno Vinales.
APRILIA WORK IN PROGRESS. La nuova moto a detta dei piloti è migliore rispetto alla precedente, ma i risultati al momento non sono particolarmente confortanti. Il responsabile di Aprilia Racing, Romano Albesiano chiede tempo e aspetta ad esprimere i primi giudizi almeno fino alla gara di Jerez. Bradl e Bautista sono sicuramente due buoni piloti anche se mancano del guizzo per poter far scalare posizioni alla casa di Noale. L’ingaggio per alcuni test di Sam Lowes al contrario di quanto fatto da Suzuki con Zarco non ha nulla di programmazione per il futuro perché l’inglese vuole vincere prima in Moto2 e poi pensare successivamente alla MotoGp. Di sicuro Aprilia deve mostrare di sapere far quel passo in avanti che la già citata casa di Hammamatsu ha mostrato essere possibile.
Per quanto riguarda i team privati tutto ancora tace. L’unico ad avere bruciato i tempi è stato Bradley Smith che dal prossimo anno abbandonerà il Team Tech 3 Yamaha di Hervè Poncharal per approdare in KTM. Per l’inglese una nuova sfida è all’orizzonte, sicuramente non sarà il solo e nei prossimi mesi tutti i tasselli cominceranno a muoversi all’interno del mosaico.









