Se l’obiettivo del nuovo regolamento era livellare le prestazioni di moto e piloti, la Dorna può dirsi soddisfatta a metà. Già perché al comando della seconda giornata di test in Australia c’è il volto giovane di Maverick Vinales, ventenne spagnolo della Suzuki che per tutta la giornata di prove è stato costantemente al pari dei migliori. Il divario tra i primi quattro e gli altri è però piuttosto elevato: Marquez, Lorenzo e Rossi sono tutti racchiusi in poco più di due decimi, mentre per arrivare al 5°, Cal Crutchlow, il distacco sale oltre il mezzo secondo.
Lo spagnolo di Suzuki chiude la seconda giornata di test con il tempo di 1’29”131 – il record della pista risale al 2013 di Marc Marquez in 1’28”108-, ma ciò che più sorprende è la costanza messa in mostra dal pilota numero 25. Dieci giri sotto il minuto e trenta, come a ribadire che la pista australiana porta bene sia alla Suzuki sia a Vinales stesso. Del resto nel 2015 fu proprio in Australia che Vinales ottenne il miglior risultato di stagione – sesto posto ndr – . La vera chiave di volta della giornata sono sicuramente le novità portate dalla casa di Hammamatsu: alcuni dettagli di motore, ma sopratutto il seamless in scalata che rende la moto in uscita più stabile fornendo migliore velocità. Maverick sembra aver gradito, chissà che la MotoGp abbia trovato un nuovo protagonista.
In seconda posizione troviamo Marc Marquez. L’alfiere Honda ha completato 79 giri di cui il migliore al penultimo passaggio in 1’29”292 e nove giri sotto il muro dell’ 1’30. Osservando con attenzione il passo sembra però che lo spagnolo abbia avuto qualche difficoltà in più a trovare la costanza. Escludendo il giro veloce tutti gli altri sono attorno all’ 1’29”8/9. Le difficoltà riscontrate dalla Honda in questo inizio di stagione vengono ribadite anche dal compagno di squadra Dani Pedrosa – 8° a +0.786 – lontano sia sul giro secco, ma sopratutto sul passo. Sembra comunque che Marquez abbia perlomeno trovato il bandolo della matassa e che sia nella scia dei migliori.
A completare il podio virtuale troviamo in terza posizione Jorge Lorenzo. Il maiorchino ferma il cronometro a +0.226 rispetto a Vinales, ma mette a referto ben dieci giri sotto il minuto e trenta e un passo con una forbice tra l’1’29 e 4 e l’1’29”9, con il miglior giro in 1’29’357. La vera notizia però non è tanto il terzo posto del campione del mondo, ma le sue dichiarazioni riguardo al rinnovo contrattuale. In Yamaha dal 2008, Lorenzo ha dichiarato ai microfoni di gpone.com che la priorità è siglare il nuovo contratto il più presto possibile, meglio se in Qatar, alla prima gara. Se sia una dichiarazione frutto del reale interesse a firmare con la casa di Iwata o più semplicemente per alzare la posta in gioco – ogni riferimento a Ducati non è casuale – non è dato sapere. Di sicuro Jorge sarà il pezzo più pregiato di questo mercato 2016.
Tornando alla giornata odierna, Lorenzo si è dichiarato piuttosto soddisfatto anche se il feeling con la moto può migliorare e che comunque nel taschino ha ancora mezzosecondo se non un secondo tondo. Non è difficile credergli anche se di sicuro domani gli altri piloti tenteranno di limare i loro cronologici.
Quarto troviamo invece Valentino Rossi. Il neo 37 enne ha completato 71 giri, il migliore dei quali in 1’29”404. Anche lui per dieci volte sotto il muro dell’1 e 30, ha tenuto un passo che va dall’1’29 e 4 all’ 1’29 e 8. Probabilmente è quello che è stato più costante nella giornata di oggi e, come se ci fosse bisogno di una conferma, ha ribadito lo stato di grazia della Yamaha. Rossi sembra aver preferito nuovamente la M1 versione 2015, anche se le prove comparative con la nuovo moto non hanno potuto avere luogo perchè a circa quindici minuti dalla bandiera a scacchi è stata esposta la bandiera rossa per via di una scivolata di Yonny Hernandez.
Se del 5° posto di Cal Crutchlow abbiamo già detto, è sesto un ottimo Hector Barbera con la Ducati 14.2. Settima la prima Ducati ufficiale di Andrea Iannone che però è ruscito a scendere una sola volta sotto il muro dell’1’30. Ottavo Dani Pedrosa, autore di una innocua scivolata alla curva 4, 9° Scott Redding con la Ducati Pramac a precedere Bradley Smith in decima posizione. Undicesimo un ottimo Loris Baz che sembra aver smaltito la paura di Sepang, quando la sua gomma Michelin è esplosa sul lungo rettilineo a circa 260km/h. Dodicesimo troviamo l’altra Ducati ufficiale di Andrea Dovisioso con un ritardo superiore al secondo. Quattordicesimo il mattatore della giornata di ieri Danilo Petrucci.
Domani le moto saranno nuovamente in pista per l’ultima giornata di prove. Il meteo dovrebbe essere bello e, Michelin permettendo, dovrebbero vedersi dei long run che daranno una visione un po’ più completa a questi test australiani.









