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MONDIALI – La nostra FLOP 11 della rassegna russa

MONDIALI – La nostra FLOP 11 della rassegna russa

Terminati i Mondiali russi è tempo di riflessioni. Qualcuno si è fatto scappare l’occasione e si è messo in cattiva mostra. Ecco la nostra FLOP 11 della rassegna: uscirà da qui il ‘Bidone dell’anno’?

PORTIERE

WILFREDO CABALLERO (Argentina) Lo Special One lo aveva detto scherzandolo:’ Non fidatevi di lui’. Beh, Mou qualcosa saprà sul calcio… e così Wilfredo, contro la Croazia, perde il posto dopo una bella paperona.

DIFESA

AHMED HEGAZY (Egitto)  Non ci aspettavamo che i Faraoni portassero a casa il trofeo ma almeno una vittoria sì. I campioni d’Africa in carica non ne azzeccano una e dietro ballano. Condanniamo il leader della difesa.

GERARD PIQUE’ (Spagna)  Se il capro espiatorio si chiama Lopetegui, comunque qualcuno è sceso in campo. Il centrale del Barca è insufficiente fin dal match contro il Marocco ma è di fronte alla Russia che dipinge un vero disastro: prima regala un rigore poi alla lotteria dal dischetto, sbaglia. Altro che Piqueton, è un Piqueflop.

JAVIER MASCHERANO (Argentina)  In patria è il simbolo della disfatta, ‘el Jefe’ (Capo) pare abbia preso il comando dello spogliatoio che evidentemente lo ha seguito nella disfatta. E quando arrivano le sconfitte, i capi devono pagare…

CENTROCAMPO

MESUT OZIL (Germania) Sparito. Non appare nulla del suo Mondiale vinto, delle sue esperienze al Real Madrid e all’Arsenal. Nulla. E la Germania affonda con lui.

SERGEJ MILINKOVIC SAVIC (Serbia)  Delle 11 delusioni, è il flop minore. Ma si è presentato in Russia con un cartellino da oltre 100 milioni e abbiamo visto pochino. La Serbia, poi, illude nella prima partita ma cede e non riesce ad accedere agli ottavi. Era la prima grande rassegna per Milinkovic, si rifarà.

KLAGENFURT, AUSTRIA – JUNE 02: Mesut Oezil of Germany look on during the international friendly match between Austria and Germany at Woerthersee Stadion on June 2, 2018 in Klagenfurt, Austria. (Photo by TF-Images/Getty Images)

PIOTR ZIELINSKI (Polonia) Con lui, puniamo tutti i polacchi. Abbiamo visto troppo poco da una squadra che ha buone individualità. Si accontentano di una vittoriuzza col Giappone per non prendere il ‘Cucchiaio di Legno’ ma i polacchi non producono gioco e isolano ‘Lewa’, divorato dalle difese avversarie.

JOAO MARIO (Portogallo) Dopo la sua stagione grigia penerete: condannare JM è come ‘sparare sulla Croce Rossa’. Può essere. Ma ricordiamoci che il Portogallo è Campione d’Europa e oltre CR7 abbiamo visto il nulla più totale. E il numero 10, soltanto due stagioni fa dopo l’ottimo Europeo, aveva fatto schizzare la sua valutazione ad oltre 40 milioni. Delusione!

ATTACCO

TIMO WERNER (Germania) Sbattersi, si sbatte… e alla grande. Ma la Germania ha abituato gli spettatori dei Mondiali a centravanti del calibro di Muller o Klose e vedere la punta titolare ferma a 0 goal è una profonda delusione.

ROBERT LEWANDOSKI (Polonia) – Avrà tutte le attenuanti del caso: isolato, mal servito e aggiungete voi il resto. Ma dal miglior centravanti del pianeta ci si aspettava decisamente di più. Zero gol per lui: che tristezza!

NIKOLA KALINIC (Croazia)  Ma un professionista può permettersi certe scene e rifiutare le decisioni di un allenatore? Se la Croazia manca l’ultimo gradino è anche colpa sua: verso la fine del cammino, Mandzukic è apparso stanco e Kalinic avrebbe certamente potuto dire la sua. CLAP CLAP, COMPLIMENTI.

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Alberto Ponte

Studio giurisprudenza a Genova e mi piace collezionare...passioni. Amo viaggiare, mangiare e leggere. Inoltre sono un tifoso dello sport, dei suoi annedoti e delle sue storie. "Lo sport è cultura, speriamo continui ad esserlo" [Livio Berruti]