Il tweet di Claudio Marchisio durante il ritorno della semifinale di Coppa italia ha decisamente sollevato un polverone. Poi sono arrivate le scuse del giocatore, ma ce n’era davvero bisogno?
IL TWEET INCRIMINATO
Ammonizione zaza…. Dicono che ha scalciato.
Telecronaca fatta da un non vedente!!!!😎😎😎— Claudio Marchisio (@ClaMarchisio8) 2 marzo 2016
Marchisio ha seguito i suoi compagni impegnati nella semifinale di Coppa Italia dal divano di casa sua a causa di un infortunio. A seguito di un’ammonizione per il compagno Simone Zaza, il principino ha voluto affidare la propria opinione al social network Twitter. In questa sede non si vuole discutere della veridicità delle affermazioni del centrocampista della Juventus, ma capire se effettivamente il contenuto della dichiarazione potesse risultare offensivo per qualcuno.
LA RISPOSTA DI PARIS
Non è mancata la risposta al veleno della Rai. Il direttore di Rai Sport Carlo Paris è intervenuto in difesa dei suoi: ” Quello di Marchisio è proprio uno scivolone e mi dispiace anche perché è un giocatore della Nazionale. Tra l’altro, ha scritto una cosa decisamente non bella nei confronti dei non vedenti.” Invocando il rispetto che i giornalisti Rai riservano nei propri commenti ai calciatori, Paris ha sottolineato come il commento di Marchisio sia risultato fuori luogo. Ma siamo sicuri che sia così?
— Claudio Marchisio (@ClaMarchisio8) 3 marzo 2016
Quelle soprariportate sono le scuse del principino, più rivolte ai non vedenti che ai giornalisti Rai in questione.
CHI HA RAGIONE?
Il buonismo che circonda il mondo del calcio è ben noto a chiunque possegga un briciolo di spirito critico. Posto che Marchisio ha, come chiunque altro, il diritto di esprimere la propria opinione in merito a una partita e alle persone che la commentano, resta da decidere se abbia mancato di rispetto a qualcuno. Se è sotto gli occhi di tutti il fatto che l’affermazione “telecronaca fatta da un non vedente” sia un modo come un altro – più o meno dotato di efficace ironia – per indicare una svista e un’opinione non condivisa, si può altresì ritenere che la dichiarazione non leda in alcun modo la comunità dei non vedenti. Che i ciechi non vedano, è cosa limpida anche al direttore Carlo Paris: quando mai Marchisio si sarebbe sognato di utilizzare l’affermazione per offendere l’intera comunità? Si tratta di un’analogia utile alla comprensione immediata e diretta: normalmente utilizzata sui Social. Tutta questa ipocrisia appare – per lo meno agli occhi di chi scrive – decisamente eccessiva.









