Partiamo dal presupposto che il Cesena la salvezza la ha già praticamente abbandonata, infatti nonostante il pareggio di ieri contro la Juventus, il 17° posto si è allontanato a causa della bella vittoria del Chievo sulla Sampdoria. Ma ciò che ha regalato ieri la squadra di Di Carlo è stata una grande prestazione giocata con il cuore contro la squadra regina d’Italia, senza paura e con spavalderia, insomma una sorta di Davide contro Golia che esalta puntualmente questo tipo di squadre, le così dette provinciali.
Bisognerebbe infatti spiegare a Lotito che squadre di provincia come il Cesena, il Sassuolo e l’Empoli, non sono squadre arrivate per caso nella massima serie del campionato italiano e che se la Juve ha pareggiato su due di questi tre campi e ha sofferto tantissimo sul terzo, un motivo ci sarà; la riduzione a 18 squadre è un altro discorso, forse auspicabile, ma in qualunque caso la provincia in Serie A, che sia Carpi, Frosinone o Trapani si giocherà le proprie carte.
Nel corso degli ultimi anni tantissime squadre sono salite in A tra lo scetticismo generale, pur con un passato glorioso alle spalle che magari il Carpi non ha, per poi sorprendere clamorosamente o magari fare un gigantesco buco nell’acqua. Dissapori territoriali a parte infatti, chi non era rimasto catturato dal primo Bari di Ventura? Una squadra bella da vedere e concreta nei risultati la cui maggior parte degli interpreti aveva raccolto poco più di una manciata di presenze in Serie A. Basti pensare che buona parte di quella rosa fu riproposta da Ventura nella scorsa stagione al Toro e con l’aggiunta del duo Cerci-Immobile centrò l’Europa.
Il Sassuolo invece? Questa sì una vera squadra “a cui nessuno avrebbe comprato i diritti”, che a dicembre dello scorso anno sembrava letteralmente condannata al ritorno in Serie B, ma grazie a un mercato da grande è riuscita a risollevarsi e a continuare il sogno. Anche in estate sono stati acquistati giocatori di assoluto valore, basti pensare che Vrsaljko è arrivato nonostante il corteggiamento del Milan, tanto che la squadra simbolo della provincia quest’anno ha raccolto risultati utili contro Juventus, Roma, Inter e Milan.
Certo, non sempre la favola funziona, come è accaduto a Novara e Pescara, ma anche i piemontesi ad esempio si sono tolti la soddisfazione di battere due volte l’Inter (era la stagione 2011/2012); chi però nel vedere giocare Novara, Pescara o più in passato Treviso, Ascoli o Reggina non ha mai simpatizzato per una di queste realtà? Squadre che hanno dato l’anima per fare sognare una piazza, anche se a volte non ci sono riuscite.
Insomma, caro Lotito, se il Carpi dovesse salire in Serie A i diritti verrebbero comprati, stia tranquillo. Lo stesso Parma, nonostante le problematiche societarie di adesso e degli anni 2000, è stato uno dei club simbolo dell’Italia calcistica degli anni ’90, forse la miglior espressione del calcio nostrano. I ducali sono saliti in A per la prima volta nella loro storia nel ’91 e fino al 2005 non sono mai scesi sotto il 10° posto. Ecco, Parma e Carpi sono molto vicine, non è che rischiamo di trovarci i biancorossi in Serie A per i prossimi 15 anni? La cosa sicura però è che se davvero il Carpi dovesse centrare questa storica promozione, pur continuando ad avere 70.000 abitanti, avrebbe quanto meno qualche migliaia di tifosi in più.
LEGGI ANCHE:PARMA – O si paga domani o scatta la messa in mora
LEGGI ANCHE: NEXT GENERATION – Viareggio Cup: l’Inter è campione









