Nella giornata di oggi, nel cosiddetto Kobe Day, vi riportiamo la lettera di questo tifoso, Jonathan Jacobson, appassionato del mondo della palla a spicchi, ma tifoso non dei Los Angeles Lakers, la squadra a cui Kobe Bryant ha dedicato tutta la sua carriera, ma bensì dei rivali di sempre Boston Celtics. La lettera è risalente ai giorni successivi l’annuncio del ritiro di Bryant nel dicembre 2015. Noi di LoSport24 non possiamo fare a meno di diffonderla, perchè forse non c’è riconoscimento più raro e toccante per uno sportivo di quello che viene direttamente da un rivale.
Caro Kobe Bryant,
TI ODIO!
e come puoi biasimarmi?! Da tifoso di Boston ho tifato contro di te per due decenni, ho goduto della tua agonia quando i miei Celtics ti hanno battuto nelle finali del 2008, Paul Pierce se lo meritava molto più di te! Al tempo avevi già tre titoli NBA in bacheca, che ovviamente per uno come te non erano abbastanza, infatti hai avuto la tua vendetta due anni dopo, nel 2010, e hai vinto il tuo quinto anello facendomi scoppiare il cuore.
Oggi ho letto la tua lettera sul players’s tribune e ne sono rimasto..scioccato! Non tanto per la notizia stessa del tuo ritiro, quello lo sapevamo già tutti..ma per come quella lettera mi ha fatto sentire. Sei il giocatore che noi fans di Boston odiamo di più, ma allo stesso tempo, non riusciamo a fare a meno di te, perchè ti rispettiamo. Hai sempre giocato nella maniera giusta, con passione, orgoglio, professionalità. Sei stato un vero studente del gioco e sei diventato quello che sei lavorando sempre più degli altri. Sei diventato una vera icona di questo sport, accettando ogni sfida, mostrandoti sempre pronto a dare tutto te stesso per la maglia; hai sempre rispettato il tuo sport, il tuo mestiere e la tua rivalità con Boston. Il 30 dicembre sarà l’ultima volta che giocherai a Boston, e sarà l’ultima opportunità per noi fans dei Celtics di spronare la nostra squadra a vincere contro quello che probabilmente è stato il giocatore più rilevante nella rivalità tra Celtics e Lakers, insieme a Larry Bird. Con te se ne va tutto ciò che è rimasto della grande rivalità che una volta dominava la NBA. Magari un giorno verrà riaccesa da nuove facce, o forse no. Perciò quando verrai a giocare al TD Garden spero che la folla ti faccia passare le pene dell’inferno, spero che ti infastidiremo e sommergeremo di fischi più di quanto avessimo mai fatto. Spero che non dimenticherai mai cosa voglia dire essere circondato da 17000 tifosi che sanguinano biancoverde e sperano di vederti fallire e perdere. E quando saremo sopra di 20 punti nel 4/4 e verrai richiamato in panca penso..che accadrà qualcosa di bellissimo: ogni singola persona al Garden, smetterà di fischiarti, si alzerà in piedi, e ti mostrerà rispetto! Con la più grande delle standing ovation che tu abbia mai ricevuto fuori da Los Angeles. Canteremo il tuo nome, ci asciugheremo le lacrime, ti daremo il nostro agrodolce addio. Dicono che non ci si rende mai del tutto conto del valore delle cose che abbiamo fin quando non le abbiamo più. Perciò prima che tu te ne vada, voglio ringraziarti, e dirti che tu non sei stato solo un fuoriclasse della pallacanestro. Per un’intera generazione di appassionati dell’NBA, tu sei LA pallacanestro.
Mi mancherai davvero tanto Kobe, non pensavo che te lo avrei mai detto.
Con amore, odio e rispetto
un tifoso che non ti ha mai apprezzato abbastanza,
Jonathan Jacobson
Kobe Bryant, 37 anni, nella vittoria dei suoi Lakers contro Utah ha registrato la sua quinta miglior prestazione della sua straordinaria carriera, con 60 punti messi a segno. Persino il fatto che i Golden State abbiano battuto il record stagionale di vittorie dei Chicago Bulls del 1995/1996 è passato in secondo piano. Un’ ultima partita degna di una vera e propria leggenda.










