E’ la Vuelta di Aru. La prima vittoria nella corsa a tappe consacra il Ciclista. “Il campione si vede nelle 3 settimane, i giri sono lunghi“. Ogni appassionato delle 2 ruote lo sa. Fabio Aru, oggi, lo ha dimostrato al mondo. La sua Astana si è ritrovata nel momento decisivo. Un azione bene orchestrata gli ha consegnato il suo primo timbro sulla mappa delle corse vere. Una Vuelta strana, contraddistinta da fughe da lontano e dalla tenace grinta di un grande Dumoulin. Sono gli avversari a dare prestigio ad un successo, l’olandese ha reso questa vittoria strepitosa. Incerta fino a ieri, oggi il cielo di Spagna si è tinto di un incantevole tricolore. In un giorno glorioso per lo sport italiano (questa sera la finale allo Us Open vedrà contro due pugliesi, la Vinci e la Pennetta) il ciclismo batte un colpo.
Fabio il conquistadores ha matato la corsa, lo ha fatto con la stoffa di un predestinato. Ha diretto la sua squadra con mirabile regia, almeno nella tappa odierna. Adesso il suo nome è negli annali. Adesso, ed è quello che più conta, il nostro ciclismo ha un “nuovo”, grande: Fabio Aru, per dirla alla Magrini: il cavaliere dei quattro mori che ha fatto sua la terra del sol. Avvisate i grandi della bici, da oggi c’è un giovane sardo pronto a dargli filo da torcere.









