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Presidente a distanza: vantaggio o svantaggio?

Presidente a distanza: vantaggio o svantaggio?

CC - alobos Life (Flickr)
CC – alobos Life (Flickr)

Nella serata di ieri, l’ allenatore del Real Madrid, Carlo Ancellotti, è stato ospite del programma tv Sky sport 24. Tanti i temi toccati e le domande a cui ha risposto l’ ex allenatore del Paris Saint-Germain. In particolare ad una domanda riguardante la possibilità che un club sia acquistato da un presidente straniero, dunque se sia un bene che quest’ ultimo, non stia fisicamente vicino alla propria squadra, il tecnico ha risposto: “E’ un bene, anzi è il segreto di Ferguson e dei suoi 24 anni a Manchester, se il presidente lo avesse avuto sempre li, non sarebbe durato tanto“.

Il presidente tifoso, è un personaggio tipico del mondo calcistico italiano. Tanti i nomi che si possono fare a partire da Moratti per finire con Zamparini, ma la loro vicinanza alla squadra, a volta eccessiva, fa bene o fa male?. Una risposta in termini assoluti, non credo possa darsi, troppe le motivazioni a supporto  dell’ una o dell’altra tesi. L’ opinione di Ancellotti appare, agli occhi di chi scrive, più legata al suo ruolo di allenatore che ad una realtà consolidata. Qualcuno potrebbe dire: “Ha ragione Carletto, il presidente faccia il presidente, il calcio è un business“, ma la passione, le emozioni, non possono essere domate a tavolino.  Per un tifoso nulla è posto a garanzia della propria fede come l’ affetto e la vicinanza , che un presidente, può nutrire per la propria società.

In Italia non ci resta che stare a guardare; l’ arrivo di Pallotta alla Roma e Thohir all’Inter ci darà modo di valutare. Sperando per tutto il calcio italiano che la lontananza, alla lunga, non porti i nuovi vertici societari a trascurare i propri investimenti.

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Gianmarco Blasi

Giornalista, giurista, appassionato di calcio e ciclismo, lucano al 100%.