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JUVENTUS – La difesa a tutto campo: elogio tattico ad Allegri. Non ce ne voglia Sacchi

JUVENTUS – La difesa a tutto campo: elogio tattico ad Allegri. Non ce ne voglia Sacchi

juventus stadium

La Juventus di Allegri non prende gol da 10 giornate: il merito è certamente del portierone Gigi Buffon, a 3 minuti dal record di imbattibilità di Sebastiano Rossi, e della linea di difesa invalicabile composta da Barzagli, Bonucci, Chiellini (più i bravi e pronti soliti sostituti); ma a ben guardare si nota che è l’atteggiamento di squadra a fare la differenza, improntato a una mentalità instaurata su misura dal tecnico livornese sui suoi giocatori. In fondo, è bravo chi riesca a slegarsi da un’idea di calcio troppo statica per venire incontro alle caratteristiche e alle esigenze dei calciatori a propria disposizione: esattamente come fa Allegri. Ma ad Arrigo Sacchi il gioco della Vecchia Signora non piace. Ecco alcune considerazioni.

SACCHI AL VELENO, ANCORA
Col suo consueto fare pacato, ma non senza malizia, Arrigo Sacchi ha speso ancora una volta parole non esattamente di ammirazione per la Juventus di Allegri. “Il suo limite (della Juve, ndr) sono i verbi. Noi al Milan ne coniugavamo tre: vincere, convincere, divertire. La Juventus ne coniuga uno, vincere. […] Si dirà ‘ma in Italia continua a vincere’, e io dirò: anche il Rosenborg vince sempre lo scudetto in Norvegia, ma cosa conta è la Champions e la Juve in Europa fa fatica”. Solito riferimento al suo Milan che ha vinto tutto e, diciamolo pure, utilizzato per tirarsela un po’, poi critica condita da un confronto impietoso (con tutto il rispetto per il simpatico Rosenborg…).
Se non vogliamo discutere la metafora di dubbia efficacia sulla capacità di coniugare i verbi, si può quanto meno riconoscere una certa soggettività nel concetto di divertimento. Sacchi è liberissimo di affermare che non si diverte nel guardare la Juventus, ma non può imporre questa idea come verità calcistica universale. Punto secondo: asserire che la Juve in Europa fa fatica implica allora che tutte le squadre che hanno partecipato all’ultima Champions, eccetto il Barcellona vincitore, facciano fatica in Europa, dal momento che i bianconeri sono arrivati in finale.
Abbiamo capito quale tipologia di gioco gradisce l’ex allenatore di Milan e Atletico Madrid, ma Allegri non ha disposizione i giocatori per proporsi in campo come Bayern Monaco e Barcellona: per questo è bravo nel sapersi adattare per far rendere al meglio i suoi. Inoltre, non si può dire che la Juve abbia sfigurato nel confronto con i campionissimi di Monaco.

DIFESA A TUTTO CAMPO
La maturità raggiunta per vincere 17 gare su 18 sta soprattutto nella capacità di avere la meglio nelle partite interlocutorie, come quella di ieri contro il Sassuolo, che organizzazione, umiltà e motivazione ti portano ad affrontare con la rabbia agonistica giusta per evitare passi falsi. Se grandi meriti vanno riconosciuti alla linea difensiva più il (quasi)recordman Buffon, si può osservare come in realtà la difesa della Juve cominci dagli attaccanti. In fase di non possesso la Juventus si schiera quasi con un 4-5-1 (uno dei due esterni arretra sempre sulla linea dei difensori) molto alto, con Dybala largo sulla destra e pronto, appena recuperato il pallone, a correre in orizzontale fra le linee per far perdere i propri riferimenti e pungere. Il centrocampo rimane molto alto per recuperare immediatamente il pallone nella metà campo avversaria, con Marchisio leggermente arretrato a schermare la difesa, bravissimo a capire i tempi di gioco e interporsi fra le linee di passaggio avversarie. L’emblema di un meccanismo fatto di attenzione e sacrificio è Mario Mandzukic, che davanti pressa su tutti i portatori di palla inducendoli continuamente all’errore. E’ uno, ma sembrano tre.

Con la rosa a disposizione, Allegri non può difendersi con il metodo prediletto da Sacchi, cioè tenere il pallone col possesso e, una volta perso, recuperarlo aggredendo immediatamente per ricominciare il fraseggio e creare gli spazi. Quello che, per interderci, fanno i già citati Barça e Bayern in Europa, Fiorentina e Napoli in Italia. La Juventus sfrutta gli spazi lasciati liberi dagli avversari, li induce all’errore per colpire. Sacchi non si divertirà, ma vedere una rosa così determinata può comunque regalare spettacolo.

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Riccardo Congiu

21 anni, studente di Lettere moderne alla Statale di Milano.