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ESCLUSIVA – Nicola Amoruso: “Porto Samp e Juve nel cuore. Per il futuro occhio a Bonazzoli”

ESCLUSIVA – Nicola Amoruso: “Porto Samp e Juve nel cuore. Per il futuro occhio a Bonazzoli”

La redazione de LoSport24.com ha avuto il piacere di intervistare in esclusiva Nicola Amoruso, dirigente sportivo ed ex attaccante, tra le altre, di SampdoriaJuventus, Napoli e Reggina. Con i bianconeri ha conquistato 3 campionati, 1 Supercoppa Italiana, 1 Coppa Intercontinentale ed 1 Supercoppa Europea. Detiene il record di giocatore che ha militato in più compagini diverse in Serie A (13) ed è quello che è andato in gol per più squadre (12).

Iniziamo dalla tua ultima esperienza come DS del Palermo:
“E’ stata un’esperienza breve ma comunque interessante. Ho avuto la possibilità di relazionarmi con persone come il presidente Zamparini e Perinetti che mi hanno permesso di incrementare la mia formazione professionale. Dopo la rescissione sono rimasto fermo un anno ed ora ho in ballo 2/3 proposte da procuratori importanti. Sto riflettendo e valutando attentamente quale possa essere la soluzione a me più congeniale”.

Tra queste c’è anche la possibilità di un ritorno alla Reggina?:
“No, anche se mi lega un grande rapporto ai colori amaranto devo dire che i miei rapporti attuali con il presidente Foti sono un pò deteriorati per delle controversie economiche. Quindi nonostante il forte legame con la città mi sento di escludere questa possibilità”.

Da ex juventino avrai seguito la grande stagione della Juventus culminata con la sconfitta nella finale di Champions League. Secondo te cosa è mancato ai bianconeri per poter competere fino in fondo contro il Barcellona?:
“Devo dire che il percorso della Juve è stato lungo e di qualità. In pochi se lo aspettavano ma, nonostante in ambito nazionale non abbia rivali, per lottare con i top club europei manca ancora qualcosa. Credo che pian piano i bianconeri possano arrivare anche a questo, magari aggiungendo ogni anno tasselli importanti, ma per farlo ci vogliono anche investimenti di un certo livello.  Al momento questa disponibilità economica manca però un pò a tutte le squadre italiane, e per tornare ad essere competitivi credo sia un passo imprescindibile da fare oltre ad una riforma generale del calcio nostrano”.

Hai parlato del dominio bianconero entro i confini italiani. Nonostante il mercato sia ancora agli albori, secondo te chi può essere indicata come vera antagonista per il prossimo anno?:
“In questa stagione mi aspettavo di più dalla Roma. La qualità della rosa era elevata, ma è mancato qualcosa per fare il salto di qualità e colmare il gap dalla Juventus. Detto questo, al momento, non vedo però formazioni che possano dar fastidio ai bianconeri”.

Nel panorama calcistico italiano ci sono molti giovani attaccanti promettenti. C’è un giocatore in particolare nel quale ti rivedi?:
“Innanzitutto spero che si possa investire sempre di più nei settori giovanili nostrani. Il giocatore che più mi entusiasma, anche se non vedo una vera e propria somiglianza con il sottoscritto, è Bonazzoli dell’Inter. E’ un classe ’97 ma ha i numeri per poter far bene, combina tecnica e forza fisica, e credo che possa diventare il futuro attaccante della Nazionale italiana”.

Nella tua carriera sei stato un “giramondo”, detieni infatti il record di giocatore che ha militato in più compagini diverse in Serie A (13) e sei anche quello che è andato in gol per più squadre (12). Tra tutte queste esperienze qual’è quella che porti maggiormente nel tuo cuore?:
“Sono più di una: la Sampdoria è quella che mi ha dato la possibilità di crescere anche a livello professionale, ed è stata un’esperienza bellissima. Crescere in quel settore giovanile e poi esordire è stata una soddisfazione indescrivibile. Poi c’è sicuramente la Juventus, che in quattro anni e mezzo mi ha dato la possibilità di affacciarmi nel grande calcio che conta vincendo anche in campo internazionale (Coppa Intercontinentale ndr). Infine c’è la Reggina che mi ha regalato grandi emozioni nei tre anni e mezzo di permanenza, soprattutto nel campionato in cui siamo riusciti a salvarci partendo da -15 portando a termine una grande impresa. E’ stato come vincere un campionato”.

Sei particolarmente legato anche al Napoli, avendo indossato la maglia azzurra nella stagione 2000/01. Come vedi l’arrivo di Sarri sulla panchina partenopea?
“Credo sia una bella scommessa. Potrebbe però rivelarsi anche un’arma a doppio taglio, in quanto è un’allenatore che ha idee ma che ha anche bisogno di tempo per poter trasmette la propria filosofia. Avrà bisogno di tempo per costruire la sua squadra, ed in una realtà come Napoli, che pretende risultati, non è facile affermarsi sin da subito. Dovrà essere bravo a conquistare la piazza”.

In chiusura, hai qualche rimpianto nella tua lunga carriera calcistica? Magari il non aver mai indossato la maglia della Nazionale?
“Sicuramente è un qualcosa che mi è dispiaciuto. In alcuni momenti della mia carriera l’avrei meritato, e vedendo che adesso l’avvicinamento e le convocazioni in Nazionale risultano essere in qualche modo più semplici, un pò di rammarico c’è. Bisogna considerare però che erano anche altri tempi e la competizione tecnica era anche più agguerrita. Inoltre, all’epoca, quando seppi di una mia pre-convocazione ebbi anche la sfortuna di farmi male, dovendo così ricominciare tutto dall’inizio”.

La redazione de LoSport24.com ringrazia la disponibilità e la simpatia di Nicola Amoruso per la realizzazione di questa esclusiva. Da parte mia un ringraziamento personale per la straordinaria cortesia dimostrata nel corso della stessa. La riproduzione, anche solo parziale di questi contenuti, deve avvenire previa citazione della fonte.

 

 

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Riccardo Catapano