Giocatori campionato turco Mondiali 2014: l’analisi completa
Seguire questo Mondiale in Turchia non dev’essere stato affatto semplice. L’esclusione della Nazionale dalle 32 finaliste ha lasciato l’amaro in bocca ad un intero paese: così, il tifo si è concentrato in base ai protagonisti della Super Lig in campo. In finale, però, il rimpianto e la tristezza hanno fatto spazio ad un’inattesa sorpresa…
RABBIA MONDIALE – L’arrivo di Fatih Terim sulla panchina della Nazionale turca non ha portato nessun miracolo: a novembre la Turchia era addirittura fuori dagli spareggi, sorpassata dalla Romania. Lo spirito di programmazione del nuovo tecnico ha però restituito ottimismo alla nazione, determinata a farsi notare a livello continentale. Con la testa a Euro 2016, insomma, la kermesse che ospiterà ben 24 nazionali.
Eppure le sirene in arrivo dal Brasile hanno fatto davvero male ai turchi, in questo mese. E i rimpianti sono ulteriormenti cresciuti osservando la Nazionale all’opera nelle amichevoli di maggio. Il netto 2-0 sull’Honduras – che ai Mondiali c’era, eccome – e la combattuta sconfitta per 2-1 contro gli ottimi USA non hanno fatto altro che riaprire la ferita. Questa Turchia avrebbe dovuto esserci, è il pensiero più ricorrente, mentre la fase a gironi scorre inesorabile sugli schermi delle televisioni di tutto il mondo.
I PROTAGONISTI – Così i turchi si dividono: i fan di Galatasaray e Fenerbahçe si ritrovano clamorosamente uniti a tifare Olanda, con Sneijder e Kuyt autori di un’ottima rassegna mondiale. Discorso diverso per la Grecia di Tziolis (Kayserispor) e Gekas (Konyaspor), autori di un mondiale da dimenticare.
Ma la Super Lig non ha portato soltanto i due Oranje e i “vicini” greci in Brasile: le Nazionali africane erano ricche di talenti che si sono messi in mostra nella massima serie turca. Dal Camerun, in cui Webo (Fenerbahçe), Enoh (Antalyaspor), Chedjou (Galatasaray) e Nounkeu (Galatasaray, in prestito al Besiktas) non hanno fatto una grande impressione. Molto meglio il portiere Charles Itandje (Konyaspor), che non ha evitato il clamoroso tracollo della sua Nazionale ma almeno si è conquistato la simpatia del web, a causa della sua somiglianza con un membro dell’A-Team.
Decisamente meglio i nigeriani, tra cui spicca Emenike, attaccante del Fenerbahçe, che ha fatto impazzire la difesa della Bosnia nel girone, per poi ammutolire la Francia con un gol, annullato pochi secondi dopo per fuorigioco. Nella Nigeria anche Oboabona (Rizespor) e Yobo (di proprietà del Fenerbahçe), che hanno gestito la fase difensiva delle Super Aquile fino agli ottavi di finale.
CONTINENTE NERO – L’Africa ha diversi giocatori in Super Lig, fenomeno non certo casuale. La religione islamica ha forse favorito la presenza di diversi calciatori particolarmente devoti, ma non è l’unica ragione. L’ospitalità dei turchi non guarda in faccia a nessuno e la Super Lig, nonostante il tetto agli stranieri, continua ad offrire opportunità a tantissimi talenti africani. Il Kayseri Erciyesspor sta provando a tesserare John Boye, difensore del Ghana protagonista nella Coppa del Mondo. Per non parlare del lavoro a fari spenti del Besiktas, pronto a fare carte false per avere Demba Ba.
Intanto il colpo grosso lo ha messo a segno il Trabzonspor, con Halilhodzic, ormai ex allenatore dell’Algeria, desiderato da mezza Europa dopo la splendida cavalcata delle sue Volpi del deserto eliminate dalla Germania Campione del Mondo.
Anche la Costa d’Avorio era una delle Nazionali più ricche di talenti della Super Lig: Drogba, Gosso e Zokora, reduci dall’addio a Galatasaray, Gençlerbirligi e Trabzonspor, e Viera Diarrasouba, tuttora al Rizespor. La religione musulmana collega la Turchia anche alla Bosnia, che tra Hajrovic (partente dal Galatasaray, direzione Werder Brema), Medunjanin (Gaziantepspor), Ibricic (Kayseri Erciyesspor) e Visca (Istanbul Basaksehir) è diventata ufficialmente la seconda squadra per la maggior parte dei turchi. Il malcontento per il gol (regolare) annullato a Dzeko è un interessante fenomeno: la Turchia si è schierata con i bosniaci, almeno per la fase a gironi.
CAMPIONI DEL MONDO – Dal sentimento di rabbia, alla sorpresa finale. Nonostante i rimpianti e la rabbia popolare, esiste un turco che ha sollevato la Coppa del Mondo. Si tratta di Mesut Ozil, figlio di una famiglia di turchi emigrati in Germania. Il talentuoso Mesut ha scelto – non senza rancore – di rappresentare la nazione che lo ha accolto fin da piccolo.
Stamattina Ozil ha fatto commuovere un intero paese. Non la Germania, per loro è bastato il trionfo di ieri. Si tratta della Turchia, a cui il fantasista dell’Arsenal ha dedicato una foto su instagram: una bandiera tedesca, con la mezzaluna e la stella turca al centro.
Un ibrido che rappresenta la vita di Ozil, e di milioni di emigranti nella sua situazione. I turchi ora si sentono un po’ Campioni del Mondo. Soprattutto quelli del piccolo villaggio di Hışıroğlu, nella provincia di Zonguldak. Paese di origine della famiglia Ozil, qui la gente ha festeggiato tutta la notte.
Un po’ come quattro anni fa, quando lo stesso Mesut ha visitato il piccolo paese sperduto vicino al mar Nero. Per l’occasione gli abitanti gli hanno dedicato una via, che ora lancia un messaggio: chiunque può farcela, anche un qualsiasi figlio di emigranti dal villaggio di Hışıroğlu. Ora Mesut è Campione del Mondo ed ogni bambino del posto sogna di diventare come lui.
La Turchia ha vinto questo Mondiale, e a pensarci bene, non è poi così male.









