Home » – »
FOCUS INTER – Da Guarin a Giaguaro, la metamorfosi del numero 13 nerazzurro

FOCUS INTER – Da Guarin a Giaguaro, la metamorfosi del numero 13 nerazzurro

Ad agosto lo avevamo lasciato così, pensieroso di fronte a una gigantografia di una sua esultanza. Ai tempi di quella foto portava ancora il numero 14 (che ora è di Campagnaro) ed era considerato uno dei – pochi – pilastri della squadra di Stramaccioni, il primo allenatore a utilizzarlo dopo il suo arrivo da infortunato. Ai tempi di questa foto era tutt’altro: un giocatore in esubero, il giocatore in esubero, che alla fine non è stato venduto e ha probabilmente impedito l’arrivo di un quarto attaccante.

Qualche giorno dopo la conclusione del mercato, un Mazzarri più diplomatico che convinto affermava che Guarin sarebbe stato la quarta punta che non era stata acquistata. Un ruolo abbastanza marginale per un giocatore che ha un valore di circa 15 milioni di euro e che avrebbe dovuto portare all’Inter il tesoretto necessario per un grande acquisto in attacco. Ma pur sempre un ruolo.

Poi il Sassuolo, e alla goleada partecipa anche Fredy, inserito dall’allenatore a 20′ dalla fine e protagonista con un assist e un gol in meno di cinque minuti. L’altruismo con cui serve Osvaldo sulla rete del 6-0 è un segnale chiaro, la marcatura e la conseguente esultanza per il 7-0 definitivo sono prove. Guarin vuole riprendersi l’Inter e il suo posto da titolare, e togliersi soddisfazioni importanti. Mazzarri lo ha capito e decide di dargli fiducia.

 

Così, si arriva a quest’altra occasione. Dnipro-Inter, esordio in Europa League. Il tecnico toscano lascia a riposo capitan Ranocchia e tra i titolari c’è anche Guarin, che viene addirittura scelto come erede momentaneo del numero 23 e indossa la fascia da capitano. La fiducia del mister gli dà la carica e la voglia di fare bene, anche se la sua prestazione, seppur sufficiente, non è delle migliori, complice una prestazione generale della squadra abbastanza scialba. L’impegno, ciononostante, viene premiato. Guarin si presenta da titolare anche nella trasferta palermitana. Ed è qui che avviene la metamorfosi. Fredy sente la responsibilità sulle proprie spalle e sfodera un’ottima prestazione, specie nel secondo tempo. In un’occasione sfiora il gol dalla distanza, in un’altra salta l’uomo nella zona laterale dell’area e si rende pericoloso. Tanti i palloni recuperati e difesi, con quel fisico che gli permette di sovrastare gli avversari e proteggere la sfera come pochi altri. Il risultato beffa l’Inter, che – nonsotante i rischi – il 2-1 regolare l’aveva segnato. E beffa anche Fredy, che in campo ha sudato e corso per la maglia, oltre che per dimostrare il suo vero valore. Il Giaguaro pare essere tornato a tutti gli effetti. Ed è successo all’improvviso – come il suo gol contro il Parma – perchè meno di un mese fa il colombiano guardava la sua gigantografia, dubbioso, mentre ora ha chance importanti da giocarsi, e una trasformazione da mantenere, evitando che la mezzanotte lo riporti al suo stato iniziale. Perchè resti il Giaguaro nerazzurro, che abbiamo ammirato in passato e speriamo di rivedere in ogni partita ufficiale.

Picture of Matteo Rasile

Matteo Rasile

Studente di Ingegneria Gestionale al Polimi Interista con la passione per le parole, per le parole sull'Inter e per le parole sul calcio (non solo). Da bambino si sognava calciatore, ora si sogna giornalista. Ci prova.