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FOCUS – Il ritorno della temutissima Suicide Squad

FOCUS – Il ritorno della temutissima Suicide Squad

Tempo fa abbiamo parlato della storia in Inghilterra degli Hooligans ed oggi vogliamo entrare nel dettaglio di una delle più temute tifoserie del calcio d’oltremanica e approfittiamo del ritorno in Premier League del Burnley per parlare della Suicide Sqaud.

BURNLEY E LA SUA STORIA – Il periodo della rivoluzione industriale portò oltremanica una ventata di innovazione in vari settori come agricoltura, industrie, trasporti e tanti altri e la piccola cittadina di Burnley ha tratto parecchi benefici da essa; situata nel centro del Lancashire nella meta del 1700 vide nascere parecchie miniere di carbone, fonderie, strade, dando a Burnley l’immagine di essere una città sviluppata ed al passo con il resto del mondo. Ai giorni nostri di quella prosperità rimane purtroppo per la città soltanto un bellissimo ricordo; nonostante Burnley nel 2013 ricevette il premio come la città più intraprendente del Regno Unito, ora nel 2014 anch’essa sente il “peso” della crisi che sta coinvolgendo il mondo intero. Nonostante la città stia vivendo questo periodo buio (la disoccupazione giovanile è altissima) l’unica nota positiva al momento è il gran ritorno in Premier League della squadra di Sean Dyche che ha trovato dopo 4 anni di Championship la promozione diretta nella massima serie inglese.

LA SUICIDE SQUAD – Se da un lato la piccola cittadina fa festa per la sua squadra dall’altro lato il resto dell’Inghilterra trema per la paura di dover affrontare uno sgraditissimo ritorno; il riferimento non è per i Clarets ma bensì per la loro tifoseria, considerata da tutti come una delle più pericolose del calcio del Regno Unito. La Suicide Squad (nome degli hooligans del Burnley) è nata nel 1983 e prende nome dagli attentati suicidi dei kamikaze contro le ambasciate e caserme statunitensi che si trovavano in quel periodo nel Libano. Andrew Porter, fondatore della SS, è stato radiato a vita dagli stadi e accanto al suo comodino conserva con amore i ritagli di giornale che parlano delle gesta della sua armata; ora Porter ha un pub che è diventata anche la sede della temutissima firm dei Clarets. Negli anni ’80 e ’90 la Suicide Squad ebbe il suo apice “sportivo” diventando una delle firm più temute nel Regno Unito, difendendo il proprio territorio e la propria squadra con una terribile violenza fisica contro chiunque trovassero in mezzo al loro cammino. Sebbene dopo la strage di Hillsborough la premier Margareth Thatcher adottò una serie di misure contro gli Holligans, la SS non si fermò e continuò nel proprio operato; nel 2002 la Suicide Squad fu ritenuta colpevole della morte di un giovane tifoso di 17 anni del Nottingham Forrest (di Andrew McNee fu la mano assassina) e nel 2009 dopo il derby contro il Blackburn ed il successivo scontro tra tifoserie la polizia inglese ribattezzò la scena come un sequel del film Bravehart (15 mesi dopo furono arrestati ben 12 membri). Ora la SS sembra essersi calmata ma la paura di un suo ritorno è sempre nelle menti di tutti gli amanti del bel calcio inglese, le acque nella piccola cittadina sono appunto calme, si respira un’aria tranquilla ed il Burnley si giocherà le sue chance salvezza in Premier nella speranza che i propri tifosi restino accanto alla squadra in maniera tranquilla e pacifica.

LE TESTIMONIANZE – Simon, “storico” membro della Suicide Squad (anch’esso ormai radiato a vita) ricorda gli anni del suo “operato” con le seguenti parole: “Negli anni ’80 e ’90 quello che facevamo era meglio del sesso, tra una bella bionda e una rissa avrei scelto subito la seconda. Il nostro obiettivo principale era fare gruppo, prendere a pugni e calci chi non ci rispettava e difendere il nostro amato territorio.”
Il piccolo Sam, figlio di Andrew Porter (il fondatore) alla domanda su cosa volesse fare da grande ha risposto che vorrebbe ricalcare le orme del padre e diventare un famoso hooligans. Andrew  Porter ha inoltre scritto un libro (Suicide Squad: the Inside Story of a Football Firm) dove si “vanta” di aver sfidato tutte le firm del Regno Unito.

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Antonio Cinus

Nato a Cagliari il 21/02/1992, giornalista pubblicista e laureato in Economia e Gestione Aziendale presso la facoltà di Cagliari. Il calcio fa parte della mia vita sin da bambino, ho iniziato a giocare nel lontano 1997. La mia filosofia di vita? Crederci, sempre e comunque, perché se lo si vuole qualsiasi sogno potrà diventare realtà