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FOCUS – Dylan Tombides, l’uomo che non si arrese mai

FOCUS – Dylan Tombides, l’uomo che non si arrese mai

Dylan Tombides: la storia di un ragazzo che non si arrese mai

“… mentre guardo lassù, sta passando novembre e tu hai vent’anni per sempre…” – il nostro focus di quest’oggi parla di una triste storia che vede come protagonista Dylan Tombides, calciatore del West Ham United deceduto a soli 20 anni a causa di un tumore; nonostante tutto il giovane non si arrese mai fino all’ultimo e noi quest’oggi proveremo a ricordarlo raccontando la sua breve ma intensa storia calcistica ed extra.

UN FUTURO CAMPIONE – Quando un ragazzo ha delle doti da fuoriclasse lo si nota subito dall’inizio, e gli osservatori del West Ham non si fecero certamente sfuggire Dylan Tombides, giovane ragazzo allora 15 enne con un passato in patria nelle file dello Stirling Lions Sc e dell’Hong Kong. Il giovane Tombides fece subito parlare di se, infatti era dotato di un grande fisico e di un’ottima velocità, un mix perfetto per un vero attaccante, doti dimostrate al mondo intero nel 2011 con la nazionale under 17 australiana.

LA SCOPERTA DELLA MALATTIA – Tutto sembrava andare per il verso giusto e per il futuro era pronta una signora carriera in Premier League e nella nazionale maggiore, purtroppo per Tombides qualcosa andò storto. Siamo nel 2011, ci troviamo in Messico e si stanno svolgendo i mondiali under 17, l’Australia fu inserita nel girone F insieme al Brasile, alla Costa d’Avorio e la Danimarca e l’inizio per Dylan fu scoppiettante; il gioiellino degli Hammers segna la rete della vittoria contro gli africani nella giornata d’esordio. Gli australiani passano il girone ed ora affronteranno l’Uzbekistan, sarà proprio alla fine di questo match che la vita di Tombides cambierà del tutto; il giovane australiano fu chiamato per un normale test antidioping, ma in quella visita fu diagnosticato un tumore ad un testicolo.

IL RITORNO IN CAMPO – La voglia di battere la malattia è infinita, Dylan non è solo, è circondato dai parenti e dagli amici, una carica in più per lui; vuole tornare in campo, vuole coronare il sogno di vestire la maglia della prima squadra ma soprattutto vuole sconfiggere questa tremenda malattia. A 17 anni dovette “sopportare” la chemioterapia e la rimozione di un testicolo, il padre racconta che ogni giorno Dylan si guardava allo specchio per controllare quella cicatrice lunga 10 cm che che partiva dal petto ed arrivava al suo ombelico. Dopo neanche un anno Dylan era già nuovamente in campo, pronto ad allenarsi, la sua forza di volontà è incredibile ed ora è pronto ad una nuova sfida sul campo.

IL GRANDE SOGNO – 25 settembre 2012, una data che per Dylan significa molto, si sta giocando West Ham-Wigan, match valido per la League Cup ed al minuto 84° finalmente si corona il suo sogno; Tombides subentra ad O’Neil e veste la maglia della prima squadra per la prima volta nella sua vita. Dylan era il ragazzo più felice di questa terra, aveva ottenuto ciò che voleva ed aveva dimostrato al mondo che se lo si vuole realmente un sogno è raggiungibile.

GLI ULTIMI ATTIMI – Nel frattempo la malattia tornò nel 2012 ma Dylan continuò a giocare sia con la primavera Hammers e sia con la nazionale under 23. Nel 2014 la sua salute però si aggravò moltissimo, siamo giunti al 18 aprile, Dylan si trova all’ospedale circondato dalla sua famiglia e dopo 3 anni di battaglie si è dovuto arrendere alla malattia.

“Coloro che ci hanno lasciati non sono degli assenti, sono solo degli invisibili: tengono i loro occhi pieni di gloria puntati nei nostri pieni di lacrime.” (Sant’Agostino)

IL GRAN RICORDO – Il mondo del calcio era in lutto, il suo West Ham ha fatto osservare un minuto di silenzio alla prima partita “utile”, si giocava contro il Crystal Palace al Boleyn Ground ed il fratello di Dylan, insieme al padre, hanno portato in giro per il campo la maglia numero 38, numero di maglia successivamente ritirata dal club londinese.

Dylan Tombides ha lasciato questo mondo troppo presto, nella sua breve vita ha però dimostrato tantissimo a tutti noi; nonostante sapesse che prima o poi la malattia avrebbe potuto vincere, esso ha continuato a lottare ogni giorno cercando di svolgere la sua vita normalmente e facendo ciò che sempre aveva desiderato, ovvero giocare a calcio. Il suo è stato forse un grande insegnamento, quando una persona è colpita da una malattia non deve buttarsi nella depressione, ma insieme alle persone di cui è circondata, deve lottare e non perdere mai il sorriso, proprio come fece il grande Dylan. Una giovane vita andata via troppo presto, ora Dylan guarda la sua famiglia, i suoi amici e la sua squadra da un posto molto più bello della terra, ovvero dal paradiso; un giovane ragazzo che per tutti avrà vent’anni per sempre ed ha lasciato un vuoto enorme in quel di Londra, e non solo. Il cielo ha quindi una stella in più ed il grande Dylan “girovaga” tra le persone che lo hanno amato proteggendole sotto forma di angelo custode; la sua vita era una luce che poteva brillare ancora per moltissimi anni ma purtroppo si è spenta troppo presto, resterai per sempre nei nostri cuori, col il tuo sorriso e la tua gioia di vivere nonostante quel terribile male che aveva sconvolto la tua giovane vita.

“… puoi prendere per la coda una cometa e girando per l’universo te ne vai, puoi raggiungere adesso forse la tua meta, quel mondo diverso che non trovavi mai. Solo che non doveva andar cosi, solo che tutti ora siamo un po’ più soli qui..”

Ciao Dylan…

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Antonio Cinus

Nato a Cagliari il 21/02/1992, giornalista pubblicista e laureato in Economia e Gestione Aziendale presso la facoltà di Cagliari. Il calcio fa parte della mia vita sin da bambino, ho iniziato a giocare nel lontano 1997. La mia filosofia di vita? Crederci, sempre e comunque, perché se lo si vuole qualsiasi sogno potrà diventare realtà