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FOCUS – Benvenuti al Fight Club, dove a regnare è la dura legge !

FOCUS – Benvenuti al Fight Club, dove a regnare è la dura legge !

Cari amici de Lo Sport 24, tempo fa abbiamo parlato di un delicatissimo tasto “inglese”, ovvero degli Hooligans, oggi vogliamo tornare su questo tipo di discorso e vogliamo intraprendere un viaggio all’interno delle squadre, ebbene si, nel corso degli anni ci sono state tantissime risse in campo, sia durante le partite e sia durante gli allenamenti ed oggi siate i benvenuti al fight club, l’unico posto dove regna la dura legge.

CARO COMPAGNO DI SQUADRA – Andare d’accordo con tutta la squadra non è cosa per tutti, ci sono stati moltissimi casi in cui qualche giocatore ha perso le staffe proprio con un suo compagno, c’è chi le ha perse durante una partita ufficiale e chi le ha perse durante gli allenamenti. Partiamo con uno dei casi più “duri” ovvero quello di Joey Barton (attualmente al QPR), centrocampista molto manesco sia con gli avversari ma soprattutto con i propri compagni di squadra; ai tempi del Manchester City ne combinò davvero di tutti i colori. Durante una cena di squadra spense una sigaretta in un occhio a Jamie Tandy (giovane della primavera), aggredì un tifoso dell’Everton durante un ritiro in Thailandia, aggredì un tassista e mostrò varie volte il suo “lato B” ai tifosi avversari, pensate che abbiamo finito con lui? Vi sbagliate, durante un allenamento aggredì Ousmane Dabo con vari pugni al volto (provocò al francese un distaccamento della retina) e si prese 4 anni di carcere (successivamente sospesi); come ultima sua avventura vogliamo ricordare che dopo esser stato espulso (prese 12 giornate) “picchiò” nell’ordine Tevez, Aguero e Kompany e discusse violentemente con Mario Balotelli, un vero grattacapo per qualunque squadra.

Nel corso della storia della Premier League anche in casa Newcastle nel 2005 ci furono dei “grattacapi” tra due compagni di squadra, stiamo parlando di Lee Bowyer e Kieron Dyer, con il primo che durante il match contro l’Aston Villa alzò le mani al secondo, sicuramente tra i due non correva certamente buon sangue; Bowyer dovette poi pagare una somma di mille sterline a Dyer come risarcimento danni.

In casa Blackburn è invece famosa la scazzottata di Gary Le Saux ai danni di David Batty, il tutto successe addirittura in una cornice internazionale, infatti i Rovers stavano giocando un match di Champions League contro lo Spartak Mosca. Arrivando ai giorni nostri parliamo invece del “solito” Super Mario Balotelli, che ai tempi del Manchester City arrivò alla mani con Jerome Boateng, il tutto successe davanti agli occhi dell’allora mister Roberto Mancini; rissa sfiorata anche con Micah Richards, durante un duro faccia a faccia furono Yaya Tourè e Milner a placcare gli animi.

LO STRANO RAPPORTO CON I TIFOSI – Vi è mai capitato di dover “litigare” con i tifosi per via della loro lingua lunga? Molti calciatori però non si sono riusciti a trattenere ed hanno addirittura rissato con essi, basta pensare al mitico Cantona che il 25 gennaio del 1995 con un colpo di kung fu aggredì un tifoso del Crystal Palace, un gesto “folle” che fece il giro del mondo in breve tempo e che ancor oggi, 20 anni dopo, è ricordato da tutti.

Certamente molte volte sono proprio i tifosi a cercar le risse e non i giocatori, basta pensare alla partita di Championship di questo mese tra Derby e Nottingham Forrest, un tifoso di casa è riuscito ad entrare sul campo di gioco ed a scagliarsi contro i giocatori ospiti (sopratutto su Wilson), le guardie ci hanno messo un bel po’ a bloccarlo ma alla fine tutto si è risolto per il verso giusto.

O LA PALLA O LA VITA – Alla fine molti giocatori hanno il loro personale pensiero, perché se nella vita reale si dice “o la borsa o la vita” c’è chi in campo predicava il suo vangelo personale, quello che recitava “o la palla o la vita” e poi uscivano dal campo come se niente fosse, come se fosse una cosa normale, o si esce con il “sangue” avversario o si esce con il proprio sangue a testimoniare di avercela messa tutta, di aver dato veramente anima e corpo per la propria maglia.

L’esempio più illustre per noi è quello di un certo Terry Butcher (Ipswich, Rangers, Sunderland), un difensore certamente non cattivo ma che ha fatto parlare di se per via di un episodio risalente al 1989, durante Inghilterra-Svezia (qualificazioni per i mondiali Italia’90) ricevette un colpo alla testa ma rimase in campo sebbene avesse un enorme taglio, ad ogni colpo di testa questo taglio si riapriva ed il difensore zampillava sangue ogni volta, una scena da film horror; il buon Butcher è anche ricordato durante il suo periodo in Scozia quando fu multato varie volte per aver incitato i propri tifosi alla “dura legge” e per aver preso a calci la porta dello spogliatoio dell’arbitro al termine di una gara casalinga.

Tornando indietro con gli anni possiamo pensare a Vinnie Jones, difensore del Wimbledon degli anni ’80, famoso per il suo “stuzzicare” gli avversari in campo in modo tale da “marcare” il proprio territorio; Jones vanta l’espulsione più veloce della storia (dopo appena 3 secondi) e viene ricordato anche per una strizzata alle parti intime di Gascoigne e per aver determinato la fine della carriera di Gary Stevens. Fu squalificato dalla FA per 6 mesi per aver girato un video tutorial su come picchiare in campo senza esser puniti.

In teoria potremmo allungare questa lista con tantissimi esempi ma ci limitiamo soltanto a far qualche accenno veloce, Cantona, Gascoigne, Di Canio, alcuni di essi tenevano in campo un andamento duro per far capire chi comandava all’interno del rettangolo di gioco, famosi alcuni loro gesti che fanno pensare appunto ad un mix tra talento e follia.

E FUORI DAL CAMPO ? – Ovviamente c’è chi fuori dal campo mantiene la vita da “duro” e chi invece torna “normale”. Partiamo con l’analizzare il caso di Stig Tofting, danese che militò nel Bolton nel 2009, Stig non ebbe un infanzia facile (perse i genitori per via di un omicidio-suicidio quando aveva solo 13 anni) e la sua rabbia si vide sia dentro che fuori dal campo. In carriera vanta tantissimi arresti per rissa, diventò sindaco della sua città per protesta e dopo aver vinto rifiutò, un caratterino tutto pepe che nel 2002 durante i mondiali tirò fuori il meglio di se, rissa con Gronjkaer per via di uno scherzo (una secchiata d’acqua fredda) non tanto gradito; se la vita non ti sorride falle il solletico ma forse non era il caso del caro Stig.

Abbiamo già accennato del nostro Mario Balotelli, anch’esso fuori dal campo continua a portare il suo caratterino da Bad Boy, scagliandosi contro giornalisti e chiunque si scagli contro di esso. E’ famosa la sua rissa in un locale, dopo aver infastidito Jenny Thompson (escort di Wayne Rooney) tentò di lanciarle un lampone ma per sbaglio prese uno degli amici della ragazza, come si può immaginare litigata dentro il locale, poi un “esci fuori che risolviamo la questione” ma il tutto fu bloccato per fortuna dai camerieri del locale.

UNO SGUARDO EXTRA ENGLAND – Non è solo l’Inghilterra ad aver dato spettacolo nel corso degli ultimi anni, in quanto a “brutte figure” anche la nostra Italia ed altre nazioni sono portati a nome per queste scene; i casi più eclatanti che ricordiamo sono Ibrahimovic-Strasser, con il primo che diede un calcio stile arti marziali al secondo, la lita Felipe Melo-Sissoko ai tempi della Juventus oppure il pugno dato da Robben a Muller al Bayern Monaco. Ma se pensiamo agli ultimi tempo ci vengono in mente tantissimi esempi da risse, basta pensare all’Inter in Europa che scatenò una mega rissa in campo con gli spagnoli del Valencia, oppure a Mexes che ha cercato la rissa con Mauri in uno degli ultimi turni di campionato. Ma anche il rapporto tifosi-calciatori in Italia ha i suoi problemi, qualche anno fa i tifosi del Genoa fecero spogliare in campo i propri giocatori, reputati indegni di vestire quei colori, l’altro giorni invece i tifosi dell’Inter hanno avuto un battibecco e chiarimento con la squadra per via degli ultimi scarsi risultati. Concludiamo accennando alla rissa in campo con ingresso dei tifosi in Serbia-Albania, un’altra pagina che il calcio dovrà cercare di dimenticare il prima possibile.

Come ultimo diamo uno sguardo alla classifica speciale fatta da France Football sui 50 giocatori più cattivi di sempre, al primo posto troviamo Robin Friday, calciatore inglese considerato l’erede di Best ma che nonostante un enorme talento non è mai arrivato in Premier League per via di una vita fatta di eccessi: droga, alcool, donne e galera; una vita che però si è spenta a soli 38 anni a causa di un overdose.

Insomma, possiamo dire che nel corso della storia del calcio ci sono stati tantissimi episodi di calciatori appartenenti al nostro “Fight Club”, giocatori che entravano appunto in campo con una grinta “speciale” e che se non ottenevano ciò che volevano se lo prendevano con le proprie armi a disposizione. Fare i duri in campo è una scelta di vita, non passare come il “mollo” della situazione o come una “prima donna” in campo per essere ricordati nella storia come i migliori taglialegna; molte volte per batter l’avversario basta appunto il proprio bigliettino da visita, insomma farlo entrare in campo con la paura nell’affrontar il proprio “incontro”.

Benvenuti al Fight Club e sperate di uscirne interi perché chi entra a farne parte dovrà combattere fino all’ultimo respiro.

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Antonio Cinus

Nato a Cagliari il 21/02/1992, giornalista pubblicista e laureato in Economia e Gestione Aziendale presso la facoltà di Cagliari. Il calcio fa parte della mia vita sin da bambino, ho iniziato a giocare nel lontano 1997. La mia filosofia di vita? Crederci, sempre e comunque, perché se lo si vuole qualsiasi sogno potrà diventare realtà