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FOCUS 2016: una stagione all’insegna delle sorprese

FOCUS 2016: una stagione all’insegna delle sorprese

La stagione 2016 va in archivio. È stata un’annata all’insegna dei colpi di scena. Certamente, si era già capito dalla primavera che gli scossoni ci sarebbero stati ed in gran quantità. Milano-Sanremo, Parigi-Roubaix e Liegi-Bastogne-Liegi hanno incoronato tre sovrani assolutamente inaspettati alla vigilia. Arnaud Demare si è imposto con qualche coda velenosa sul lungomare ligure; Matthew Hayman si è tolto la soddisfazione di battere Boonen a 38 anni in Francia, mentre in Belgio ha sorriso Wout Poels, olandese del team Sky.

I Grandi Giri hanno raccontato storie sorprendenti ed inaspettate, a tratti drammatiche. La corsa rosa ha offerto maggiori emozioni e colpi scena, fino all’ultima palpitante tappa. Ha vinto Vincenzo Nibali con una rimonta da antologia, zittendo gli scettici a modo suo e ribadendo di aver superato il 2015. Tuttavia, ha incantato anche la favola di Esteban Chaves: il colombiano della Orica Bike Exchange si è piazzato al secondo posto nella corsa a tappe italiana, vincendo una tappa e dimostrando di essere uno dei migliori scalatori al mondo. Il terzo posto alla Vuelta ed i successi prestigiosi a fine stagione al Giro dell’Emilia ed al Lombardia impreziosiscono ulteriormente un 2016 da incorniciare. Forse lui può essere considerato la vera sorpresa dell’anno. Stupisce anche la longevità agonistica di Alejandro Valverde, un fuoriclasse capace di imporsi su tutti i terreni e di portare a casa un podio in un Grande Giro ed una Freccia Vallone. Niente male per un trentaseienne. Chi aveva spiazzato tutti nella gara organizzata dalla Gazzetta dello Sport è l’olandese Steven Kruijswijk. Solido, inesauribile, tremendamente efficace e continuo; il corridore della Lotto NL-Jumbo ha impressionato per la regolarità espressa in ogni condizione. Ovviamente, tutti si chiedono cosa sarebbe successo senza quella scivolata nella discesa del Colle dell’Agnello. La sua costanza aveva messo in crisi anche Nibali, ma quell’errore, unito ad una buona dose di sfortuna, ha negato la gloria a questo olandese semisconosciuto su alti livelli.

Al Tour de France ha dominato Chris Froome, per la terza volta re di Francia. Il capitano del team Sky ha ribadito la propria superiorità, aiutato da una formazione straordinaria. Proprio la corsa transalpina ha permesso a Mikel Landa di riscattare parzialmente la sua stagione, deludente al Giro e positiva alla Grande Boucle, in aiuto al campione inglese. Le sorprese non sono mancate nemmeno qui. Sul podio è salito un ragazzo classe 1990 troppe volte sottostimato dagli altri e forse anche da sé stesso: Romain Bardet. Il discesista della Ag2R ha vinto una tappa ed ha corso con intelligenza, evitando la sfida diretta a Froome e compagni. Ha concentrato gli sforzi sulla sua posizione in classifica, cercando di migliorarsi giorno dopo giorno. Il secondo posto è un premio per la dedizione e l’impegno. Ha stupito anche Bauke Mollema, del Trek Segafredo, crollando nel finale, ma vincendo la Clasica di San Sebastian. Sorpresa in negativo, purtroppo, è stato Fabio Aru. Designato capitano dell’Astana, ha corso per tutto il Tour con la magnifica idea di raggiungere almeno la top 5. Tuttavia, gli alti e bassi durante le tre settimane e la crisi di fame nell’ultima tappa hanno affondato i suoi propositi. Questa esperienza è stata fallimentare, ma il sardo può e deve imparare dagli errori. Il 2017 deve essere un altro anno di mietitura.

Sulle strade del Tour, è stato una sorpresa in negativo anche Nairo Quintana. Il colombiano della Movistar ha raggiunto a stento un terzo posto alla Grande Boucle. Un obiettivo minimo rispetto al sogno di arrivare a Parigi in giallo. Nairo è stato sbranato dalle critiche: attendista, un maldestro calcolatore, un pessimo stratega. Non è stata un’estate semplice per l’atleta sudamericano. Eppure, si può sempre risalire. L’occasione del riscatto è arrivata sulle strade di Spagna. La Vuelta ha incoronato il colombiano, decisamente trasformato rispetto a due mesi prima. E la vittoria è stata resa più bella per aver battuto la propria nemesi, quel Froome così indigesto nelle ultime stagioni. Tra le corse di Francia e Spagna, ci sono altri due punti di incontro. Il primo riguarda i fratelli gemelli Adam e Simon Yates, britannici del team Orica, autori di prestazioni straordinarie nelle due gare. Il secondo le cadute di Alberto Contador. Il Pistolero è rimasto a bocca asciutta e non ha raggiunto nessun podio al Tour ed alla Vuelta. Gli infortuni hanno determinato la sua resa anticipata alla Grande Boucle e lo hanno condannato nella corsa casalinga. Non gli è mancato, comunque, il solito coraggio, con i suoi attacchi da lontano. Il 2017 sarà in bianconero Trek Segafredo. Forse, è l’occasione per sparare l’ultima cartuccia.

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Federico Mariani

Nato a Cremona il 31 maggio 1992, sono laureato in Lettere Moderne e studio Storia d'Europa presso l'Università di Pavia. Sono appassionato di sport, con una preferenza per il ciclismo. Sogno di far diventare questa passione il mio lavoro.