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SERIE A – La flop 11 dell’8^ giornata

SERIE A – La flop 11 dell’8^ giornata

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Flop11 serie A giornata 8

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Flop11 serie A giornata 8

Chi sono stati i peggiori dell’ottava giornata di campionato?

A difendere i pali della nostra flop11 è il turno di Gillet: dopo il ciclo di grandi prestazioni, con cui ha spodestato Padelli dalla porta granata, il portiere belga si rende protagonista di una goffa respinta su cui si avventa Klose che segna dopo 7 mesi di astinenza in campionato.

Weekend da dimenticare, e in fretta, per la coppia centrale del Parma: Lucarelli e Felipe non prendono una palla, sono svagati sui calci piazzati e rendono il derby emiliano una passerella trionfale per il Sassuolo di Eusebio di Francesco.
A Milano, sponda rossonera, per un Abate in forma smagliante c’è un De Sciglio in fase calante irrimediabile: finché si tratta di difendere si arriva alla sufficienza stiracchiata, ma quando c’è da attaccare i tifosi si mettono le mani nei capelli. Timido, mancano i tempi d’inserimento, non riesce più ad arrivare sul fondo a mettere un cross.
L’ultimo difensore della flop11 è Davide Brivio del Verona: non è bello infierire su un difensore che ha incassato sei gol, ma il terzino ex Lecce è stato l’anello debole della retroguardia scaligera anche nel primo tempo. Il moto perpetuo di Callejon lo mette costantemente in imbarazzo, è impreciso e impacciato nei disimpegni: ecco perchè Mandorlini gli preferisce sempre “il signor 6” Agostini…

A centrocampo bisognerà indagare su cosa sia successo a Borja Valero: che fine ha fatto il meraviglioso regista che per due anni ha tessuto il gioco della Fiorentina? Montella lo ripropone sul palcoscenico di San Siro, ma lo spagnolo si nasconde dietro passaggi orizzontali e anonimi, senza mai prendere in mano la squadra.
Anche Tachtsidis è reduce dall’imbarcata del San Paolo: si posiziona a fare da frangiflutti di fronte alla difesa, ma non riesce a far filtro né a impostare uno straccio di manovra, fatica anche solo a tenere il pallone. Nel finale è anche lui a far saltare gli equilibri della squadra, concedendo il fianco alle incursioni degli attaccanti napoletani: da rivedere assolutamente.
Sarri aveva designato Verdi come elemento di disturbo per la non imperforabile difesa del Cagliari: gli inserimenti del giovane trequartista avrebbero dovuto essere l’arma in più, ma il giocatore scuola Milan non è assolutamente sceso in campo. Sarri lo sostituisce all’intervallo, sullo 0-4, e tendiamo a pensare che sia più una bocciatura che non un tentativo di preservarlo per l’infrasettimanale.

Preziosi ha passato tutto settembre a vantare l’acquisto del belga Lestienne: giovane, bravo, di prospettiva… Sarà sicuramente un talento dotatissimo, ma (anche) domenica contro il Chievo non ha assolutamente concluso niente, limitandosi a pascolare malinconico sulla fascia. Gasperini lo sostituisce e il nuovo ingresso Matri fa gol e assist: non serve dire altro.
Discorso simile per Felipe Anderson: la favola del talento brasiliano che il primo anno soffre la lontananza da casa ma grazie alla fede e all’applicazione si riscatta alla seconda stagione… No, è un’altra favola. Anche lui girovaga senza meta ed è l’unica stonatura nel bel giocattolo assemblato da Pioli: anche lui viene sostituito e anche il giocatore che entra al suo posto segna il gol decisivo.
L’ultima maglia in attacco se la guadagna German Denis: ancora a secco da inizio stagione, gli viene preferito Rolando Bianchi (un altro che non ha proprio segnato valanghe di gol negli ultimi campionati). Entra nel secondo tempo ed è tutto un “vorrei ma non posso”: imbrigliato nella morsa della difesa friulana non riesce a costruirsi mezza occasione, ad anche l’Atalanta adesso trema.

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Feliciano Galderisi