Home » – – »
SAMPDORIA – Ferrero: “Basta con il calcio noioso. Con Thohir ho sbagliato. Adesso è tutto risolto”

SAMPDORIA – Ferrero: “Basta con il calcio noioso. Con Thohir ho sbagliato. Adesso è tutto risolto”

Ferrero irresistibile: “Basta calcio noioso. Io vi faccio divertire!”

Ferrero irresistibile

La suoneria del telefonino di Ferrero è “Nessun Dorma” di Puccini. Mai suoneria fu più adatta alla figura del presidente doriano sempre vigile e attento.
Massimo Ferrero, 63 anni di carica ed energia, pronto ad affrontare in campionato la squadra prima in classifica: la Juventus.
Pronto ed ottimista anche perchè la sua Samp è l’ultima squadra ad essere riuscita a portare a casa tre punti dallo Juventus Stadium il 6 gennaio 2013.

Quando gli viene chiesto un pronostico su questa sfida lui risponde sicuro: “Io non ho paura, mai, né dell’Inter in Coppa Italia, non importa se ce la giocheremo a Milano, sarà più eccitante provare a battere Thohir a casa sua, né della Juve in campionato. Ciò che mi giuda sono la passione e grande intuito. Ogni mattina, quando mi sveglio, penso la vita è bella: incontrerò 10 persone, cinque vogliono fregarti e cinque restano fregati. Io cerco di stare nel mezzo e di barcamenarmi al meglio”.

Ma il calcio non è materia facile: “Dipende come lo prendi. Io lo vedo come un divertimento e lo vorrei liberare dalla noia che lo pervade. Per questo do sfogo al mio istinto e mi comporto come mi vedete. Tutto spontaneo, niente creato ad arte. Questa è la parte scherzosa, poi c’è il lavoro, una cosa seria, che ha bisogno di testa, cuore e gambe. Per me una società di calcio è un’azienda, che non deve fare finanza, ma impresa, se possibile creare posti di lavoro. Costi, ricavi, investimenti, idee. Io rispetto i calciatori, se sono uomini ci parlo volentieri, cerco di trattarli al meglio, ma l’amore è per la mia società“.

Il presidente è molto legato alla figura del suo allenatore, al quale deve molto per gli ottimi risultati che sta portando a casa: “Serve a dare coraggio e voglia d’impresa. Se i giocatori si esprimono come vuole Mihajlovic e con le capacità che hanno, possono dare un dispiacere a tutti, non solo alla Juve. Le spiego l’alchimia: il nostro è un gruppo di talenti, Sinisa ha tirato fuori le loro doti e ciò che mancava, il coraggio. Ora non hanno paura di nessuno. In più sono stati contagiati dal presidente, non un uomo facile, perché vuole vincere sempre. A leggere i giornali lo vogliono tutti, se la ricorda Mina? “Parole, Parole, Parole”. Io sto ai fatti: è un uomo passionale, leale, un grande allenatore che si diverte lavorando molto. A volte si arrabbia, quando le cose non funzionano e fa bene. Finché starà con noi, penserà solo alla Samp. Mi fido della persona, che viene prima di ogni cosa“.

Ciò che lo dovrebbe preoccupare è che sembra che i suoi gioielli abbiano già la valigia pronta: “Il calcio è come quel mare: tanta acqua, poco pesce. Se devo parlare con un procuratore, lo incontro. E se è un uomo vero, il feeling non manca. Non posso svelare nomi o trattative. Però le dico una cosa: se a gennaio ne va via uno, magari ne arrivano tre“.
Molto ottimismo dunque: “Con poco se campa, con niente se more. Se lei parte da questo ragionamento, tutto è possibile. Ora devo imparare, sono appena arrivato. Uno spettatore che guarda il film di 20 squadre e che in questa fase crede che la miglior parola sia quello non detta. Quando sarò entrato appieno nel ruolo e saprò fare il presidente, lo andrò ad insegnare agli altri. Gridando: basta noia, evviva il calcio e il divertimento. Ai miei tifosi lo dico sempre: sono uno di voi. Cresciuto con la gente comune. E con le idee del popolo, che spesso sono le vincenti“.

Quando gli viene chiesto di Thohir lui risponde: “Ho sbagliato, gli ho scritto una lettera di scuse, è tutto chiarito, non vede l’ora di conoscermi. Non era razzismo, non ho niente contro i filippini. Se avessi detto manda via quel tedesco ci sarebbe stato tutto questo rumore?“

E per quanto riguarda la sua idea di calcio: “Sogno un calcio libero, via non solo le barriere, ma anche i tornelli. Ho già scritto ad Alfano. Stadio di proprietà o in gestione, con domenica ideale: al mattino prosa per le nonnine, cinema o teatro dal vivo per gli adulti, concerti per i giovani, spazio giochi per i bambini. Pranzo a ristorante per ogni tasca. Poi i mariti restano per la partita, il resto della famiglia se vuole va a fare shopping nei negozi. Con due spicci, una domenica tutta allo stadio. Che tristezza gli spalti vuoti per la Coppa Italia. E quel nostro quartiere, Marassi, blindato a ogni partita, dove gli abitanti non possono uscire di casa, a meno di scavalcare transenne e recinzioni“.

Ferrero irresistibile

LEGGI ANCHE: SCOMMESSE – Anticipi di Liga, Bundesliga e Ligue 1. In campo anche il Real Madrid!

LEGGI ANCHE: SERIE A – Le liguri vogliono frenare la corsa scudetto di Juventus e Roma

Picture of Elisa Peccianti

Elisa Peccianti

Sono nata nel 1989 e abito in provincia di Firenze. Mi sono diplomata al Liceo Classico e sono laureata in Scienze Politiche, indirizzo "Comunicazione, media e giornalismo", della facoltà “Cesare Alfieri”. Fin da piccola il mio sogno è stato quello di poter scrivere di sport, di calcio in particolare.