C’è un nuovo capitolo nella saga che riguarda il GP Italiano di Formula 1 che si svolge a Monza. E purtroppo non sono buone notizie per noi italiani, tifosi ed appassionati oltre che affezionati a questo tracciato. Il contratto è in scadenza nel 2016 (quest’anno), e se non si raggiungerà un accordo economico il GP non sarà presente nel calendario della prossima stagione. E a quanto pare l’accordo non si sta trovando. Il rinnovo era dato per imminente, ma la rottura di Bernie Ecclestone con la Sias, l’ente che gestisce l’autodromo, pesa molto sul futuro dello storico circuito italiano.
Per salvare il GP, a settembre, si erano impegnati sia Roberto Maroni (il quale aveva affermato “Al 99% è tutto fatto“), che anche il premier Matteo Renzi, il quale aveva garantito il suo appoggio, e in più il presidente dell’Aci Angelo Sticchi Damiani che aveva dato la spinta decisiva sbloccando dei fondi dell’ente grazie alla legge di stabilità. La firma pareva una formalità. Appunto, pareva! perchè un incontro a Londra con il capo supremo della F1 Bernie non ha fatto saltare completamente tutto, ma ha fatto registrare un primo inceppo. “Questione all’italiana, si mettano d’accordo loro” disse Ecclestone. Conoscendoci, potremmo anche crederci.
I PROBLEMI DI ECCLESTONE – Un punto critico, come scrive la Gazzetta dello Sport, riguarda la copertura finale di quanto chiesto da Ecclestone – visto che il 70% della somma è stato coperto dall’Aci -. A questo si aggiungono anche le modifiche al circuito studiate dalla Sias per poter ospitare in futuro anche Superbike e MotoGP e che non sono di troppo gradimento al patron della F1, ma soprattutto l’interlocutore. Ecclestone ha deciso che non vuole trattare con gli attuali vertici della Sias, su cui incombe la messa in liquidazione: perciò anche gli sforzi di Sticchi Damiani nel reperire i fondi potrebbero rivelarsi inutili.
ALTERNATIVE IMOLA E … MUGELLO! – Non sarebbe la prima volta che Monza lascia il posto ad Imola. Il Gran Premio d’Italia si è sempre disputato a Monza dal 1922 salvo 4 eccezioni: Livorno nel 1937, Milano nel 1947, Torino nel 1948 e, appunto, Imola, nel 1980. L’ipotesi di una sostituzione è possibile. E in più potrebbe esserci anche un altro candidato: il Mugello.
Infatti il circuito toscano ha ottenuto il rinnovo dell’omologazione internazionale e la conseguente attribuzione della licenza di grado 1 da parte della Fia. Sulla pista toscana è dunque consentito lo svolgimento di qualsiasi tipo di gara automobilistica sotto l’egida della Fia, ed eventualmente anche di un GP di F.1, appunto.
La struttura è stata approvata anche per quanto fatto in termini di sicurezza attiva e passiva in pista. In più al Mugello ci fu una serie di test di F1 a stagione in corso, nel maggio 2012, in cui il pilota Webber dopo aver finito i test twittò: “Meglio 10 giri sull’asciutto al Mugello che 1.000 intorno alla pista di Abu Dhabi“. Quindi la pista piace anche…









