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F1 – GP d’Italia, il pagellone di Monza

F1 – GP d’Italia, il pagellone di Monza

Hamilton non ha solo vinto il Gran Premio d’Italia, l’ha anche dominato. Il pilota inglese ha demolito i suoi avversari e si è piazzato sul gradino più alto del podio, non per questo, però, non venendo fischiato dai tifosi.
Tifosi che, invece, si auguravano di poter vedere una Rossa su quel gradino. Niente da fare; Lewis è un marziano e, se vogliamo, Vettel, arrivato secondo, ha vinto il Gran Premio degli umani. Enorme la sua emozione, meno quella di Raikkonen, che ha fatto sì il massimo in gara, ma per il problema alla partenza non ha mai potuto lottare per il podio.
Hamilton, Vettel, Raikkonen e tanto altro ancora nel nostro… pagellone!

Da 0 a 10: il pagellone di Monza

Voto 0 alla partenza di Kimi Raikkonen, sicuramente uno degli eventi clou del Gran Premio e sicuramente un momento che lo stesso pilota della Ferrari difficilmente dimenticherà. Arrivabene e Marchionne si son tolti ogni responsabilità sull’accaduto, ma anche Kimi, rispondendo ai giornalisti, ha ribadito di aver seguito le procedure standard per la partenza. Un’enigma su come sia potuto accadere tutto ciò, sta di fatto che Kimi partendo secondo, dopo essersi piantato, si è ritrovato ultimo ancor prima della prima curva. Un disastro.

Voto 1 alla FIA che ci ha regalato momenti imperdibili. Ovviamente usiamo un eufemismo per dire che l’investigazione sulla pressione delle gomme dei due piloti Mercedes svolta a fine gara sembra davvero un’idiozia.
Perché non intervenire durante la gara e semmai penalizzare il pilota mentre gira con la sua monoposto? Garantirebbe lo spettacolo, ne siamo certi.
E perché a sapere, durante la gara, del rischio penalità era solo la Mercedes? Anche Vettel avrebbe potuto spingere di più cercando di fare giri più veloci e ridurre il gap con Hamilton.
E perché una questione così importante manca nel regolamento della Formula 1? E’ vero, ora si è creato il precedente, ma la questione, ieri, si sarebbe analizzata meglio, decisamente.

Voto 2 ai fischi dei tifosi verso Lewis Hamilton. Eh già, perché Monza, i tifosi della Rossa, e lo spettacolo sotto il podio meriterebbero 10, ma quei fischi proprio no.
Furono fischiati anche Senna e Vettel, prima del passaggio in Rosso, e ieri è toccato a Hamilton da ottimo rivale delle Ferrari. Non abbiamo ancora capito a pieno cos’è lo sport, e non sappiamo ammettere la superiorità di un campione. E’ troppo l’amore per i nostri, di idoli, e questo ci oscura la realtà dei fatti. C’è qualcosa da migliorare.

Voto 3 alla Lotus che è arrivata a Monza così come arrivò a Spa, ovvero con il sogno di un podio. Lì Grosjean arrivò terzo, qui entrambi i piloti non figurano tra quelli che hanno tagliato il traguardo.
Anzi, a ben vedere, sia il francese che Maldonado si son ritirati dopo un solo giro dal via. Problemi di affidabilità che rendono la vita difficile alle due monoposto. Lotus in crisi, di soldi e di motore.

Voto 4 ad Alonso che prima di Monza aveva detto così: “La Ferrari sta facendo bene relativamente, ma rispetto a chi? Rispetto a noi stanno facendo davvero bene, ma rispetto a quello che abbiamo fatto nei cinque anni che stavamo insieme non stanno facendo niente di meglio, perché siamo stati in testa al campionato un paio di anni qui a Monza. Non credo che la Ferrari sia felice di essere terza e con 100 punti dietro alla Mercedes“, poi a fine gara, come ogni volta, cerca di essere ottimista su una macchina su cui c’è poco da esser ottimisti. Che sia nato un pizzico di odio verso il primo amore?! A Maranello non lo rimpiangono in molti.

Voto 5 al motore di Rosberg che non lo segue più. Al di là dello scoppio durante il penultimo giro, che lo ha costretto al ritiro, sembra che sfortuna giri tutta dalla sua parte. Era sì il vecchio motore, ma con un po’ più di fortuna lo avrebbe accompagnato fino alla bandiera a scacchi regalandogli il terzo posto e un gap da Hamilton inferiore in classifica.
Da Singapore avrà il motore nuovo. Ci auguriamo possa garantire le stesse prestazioni di Hamilton, per lo spettacolo.

Voto 6 alla dinamicità di Verstappen che ci regala sempre prestazioni incredibili. Il pilota diciassettenne sfida il rischio come fosse un trentenne con un’enorme esperienza sulle spalle. Sorpassi in ogni gara, a volte finiti male, ma il più delle volte ottenendo ciò che cercava. Con lui c’è poco da annoiarsi.
Indiscrezioni ritengono che la Ferrari potrebbe bloccarlo in ottica 2017. Un affare.

Voto 7 alla Force India che questa volta ha dimostrato tutto il suo potenziale su una pista veloce come Monza. 6° Perez e 7° Hulkemberg, ci si poteva aspettare qualcosa in più, ma, Mercedes a Parte, le Ferrari e le Williams ieri erano davvero veloci e superiori.
Un voto anche a fiducia, sperando che le due monoposto indiane siano lì per regalarci spettacolo anche nei prossimi Gran Premi.

Voto 8 a Vettel, questa volta non perfetto ma che comunque ha raggiunto l’obiettivo realisticamente possibile: il secondo posto. Mercedes di Hamilton imprendibile e grande rischio quando, a pochi giri dal termine il gap con Rosberg si riduceva in continuazione. Poi la monoposto del tedesco della Mercedes è andata in fiamme e per Vettel è stato un gioco da ragazzi percorrere gli ultimi metri del tracciato senza pressione alle spalle andandosi a prendere gli applausi, comunque meritati, dai suoi tifosi.

Voto 9 a Massa, l’eterno ragazzino che sale ancora una volta sul podio di Monza. Il figlioletto gliel’aveva chiesto, e come dirgli no?! Felipe compie una gara magistrale, stando davanti al suo compagno di scuderia Bottas, che si sveglia solo a tre giri dal termine.
Sul podio, dopo Vettel, è lui il più acclamato. Resta per sempre nel cuore dei tifosi, e Monza nel suo cuore.

Voto 10 a Hamilton, e scusate se ogni lunedì ci ripetiamo, ma Lewis non ha solo vinto il Gran Premio, ha anche demolito tutti gli avversari. Dal primo all’ultimo. 25 secondi da Vettel sono la prova della sua forza (e del nuovo motore Mercedes) con la quale sale sul gradino più alto del podio.
Una gara, questa sì, perfetta dopo le imprecisioni del sabato in qualifica. Ora più che mai, dopo il ritiro di Rosberg, è vicinissimo al suo terzo mondiale. Fenomeno.

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Redazione LoSport24