Hamilton ha dominato in qualifica e in gara. Mezzo secondo rifilato a Rosberg durante il sabato e fuga rapida sullo stesso Rosberg e sul trenino dietro, durante la domenica.Il pilota della Mercedes è il candidato numero uno alla vittoria del Mondiale 2015, ha amministrato a dovere una gara senza alcuna difficoltà, ma nell’Università della Formula 1 ne abbiamo viste delle belle: ecco il pagellone del Gran Premio del Belgio.
Voto 10 a Lewis Hamilton, che di imprese ne ha fatte, e anche tante ma che durante l’intero week-end ha mostrato una forma perfetta. Ha distrutto Nico in qualifica rifilandogli quasi mezzo secondo ed in gara è stato magistrale ancora una volta. Ora più che mai stramerita il Mondiale 2015.
9 a Romain Grosjean, che a Spa ha fatto un’impresa non da poco. C’è da dire che la Lotus andava forte, ma il terzo posto nel Gran Premio del Belgio è pur sempre un fatto straordinario. Ha sì avuto la fortuna della vicenda Vettel, ma è stato sempre vicinissimo al podio, che riteniamo sia stato meritato.
8 a Nico Rosberg, che riesce a tenere i nervi saldi e un distacco non enorme nonostante il compagno di scuderia lo schiacci quasi ogni week-end in qualifica e in gara. Nico ha avuto il suo miglior periodo ma ora come non mai sta subendo la supremazia dell’amico ormai rivale Hamilton.
7 alle rimonte di Vettel e Raikkonen, dato che entrambi i piloti della Ferrari hanno fatto l’impresa, nonostante quella di Seb sia stata cancellata per un problema del pneumatico. Partiva nono e stava per concludere terzo dopo una gara affrontata con una strategia diversa dalle altre che prevedeva solo una sosta. Avrebbe fatto la storia a Spa.
Kimi, invece, partiva dal 16esimo posto ed è finito al settimo, il massimo che poteva raccogliere.
6 al sorriso di Daniel Ricciardo, che nonostante gli infiniti problemi sulla sua monoposto, ai microfoni mostra sempre un viso felice e fiducioso. Ed è proprio la fiducia che “tiene ancora in vita” il pilota australiano, il quale, per il potenziale da lui mostrato in questi anni, e per l’esperienza accumulata meriterebbe di sicuro una macchina migliore.
5 a Sergio Perez, che ha buttato via un’occasione più che ghiotta di portare a casa almeno il podio. Parte quarto in griglia di partenza, ma sul rettilineo dopo l’Eau Rouge ha già l’occasione di superare il cannibale Hamilton. L’inglese gli chiude la strada ma Perez si perde. Finirà solo quinto.
4 alla Marussia, che non riesce per niente al mondo a fare punti. La scuderia inglese è agli occhi di tutti più di un gradino sotto le altre, ma non riusciamo a capire il motivo per cui debba rimanere in Formula 1. L’ultimo punti (due per l’esattezza) li conquistò Jules Bianchi a Monaco 2014. E’ proprio vero che lassù chiamano i migliori.
3 a Valteri Bottas, e non perchè 3 è il numero che occupava sulla griglia di partenza, ma perchè è il voto che si merita dopo una gara del tutto anonima, durante la quale il pilota finlandese ha perso 6 posizioni, finendo addirittura nono. E’ un periodo no per la Williams, ma in particolare per il suo pilota, forse troppo al centro di voci di mercato che lo portavano vicino alla Ferrari. Sarà stata la delusione dopo il rinnovo di Kimi ma proprio non ci siamo, serve una sveglia.
2 alla sicurezza che la Pirelli pare non aver garantito durante l’intero week-end. Prima Rosberg, il venerdì, durante le prove libere, quando la sua gomma è letteralmente scoppiata lasciando il pilota all’incredulità. Per fortuna Nico non ha subito conseguenze. E, come se non bastasse, in gara, durante il penultimo giro, Vettel è stato costretto a cancellare un podio incredibile proprio perchè la sua posteriore destra ha ceduto, senza però dare segni di usura. Polemiche a parte, serve più sicurezza, e di questo ne siamo certi.
1 alla McLaren, che nonostante il decimo posto di Alonso a Silverstone, e il quinto nel GP d’Ungheria, a Spa si è confermata il disastro che abbiamo potuto notare sin da inizio stagione. Il feeling con la Honda è stato letteralmente un fallimento e Alonso e Button, entrambi ex campioni del mondo, si ritrovano a guidare una ‘macchinina’. Nel Gran Premio del Belgio sono finiti rispettivamente 13esimo e 14esimo: un’altra delusione.
Voto 0 a Niki Lauda, presidente non esecutivo della scuderia Mercedes, che continua imperterrito nella sua ricerca al conflitto con la Ferrari. Dopo l’accusa di ‘saper fare solo spaghetti’ (e non macchine) alla scuderia di Maranello, il pluricampione del mondo è intervenuto sulla questione Vettel-Pirelli, riguardo la gomma scoppiata a un giro dal termine, in questo modo: “La Ferrari non si lamenti se una strategia rischiosa non ha pagato“.









