F1, moriva oggi Enzo Ferrari, l’ex manager e fondatore della Scuderia Ferrari tanto innamorato delle automobili

F1 MORIVA OGGI ENZO FERRARI/ Enzo Ferrari, l’uomo fondatore del marchio automobilistico più amato e conosciuto in tutto il mondo. Moriva il 14 agosto di 31 anni fa l’ex presidente della Scuderia Ferrari appunto, lasciando un’eterna eredità sportiva e morale a qualunque vero appassionato di automobilismo. Ma riviviamo insieme la carriera del manager modenese, dai primi lavori fino alla fondazione del cavallino rampante.

Enzo Ferrari: luogo e data di nascita

Enzo Ferrari, nato a Modena il 20 febbraio 1898 e morto nella stessa il 14 agosto 1988, è stato un imprenditore, manager e pilota automobilistico italiano, fondatore tra le altre cose della Scuderia Ferrari. Sotto la sua guida, il cavallino rampante ha conquistato in F1 ben 17 mondiali fra campionato piloti e costruttori.

Enzo Ferrari: l’infanzia

La famiglia Ferrari sperava in una figlia, visto che l’erede designato era il primogenito Alfredo Junior, detto Dino, anche se il destino e la natura fecero andare le cose diversamente. Il padre, Alfredo Ferrari, era originario di Carpi, mentre la madre, Adalgisa Bisbini, era nata a Marano sul Panaro. La famiglia viveva vicino all’officina di carpenteria meccanica fondata da Alfredo, che lavorava per le ferrovie vicine. A differenza del fratello maggiore Dino, Enzo aveva un rendimento scolastico piuttosto scarso e allo studio preferiva di gran lunga lavorare nell’officina del padre (ne fu un esempio la partecipazione alla realizzazione della pensilina della stazione di Giulianova nel 1914), padre che avrebbe voluto che il “piccolo” Enzo divenisse un ingegnere. Il giovane modenese, però, aveva altri sogni nel cassetto, tra i quali divenire un pilota di automobilismo. In attesa di essere chiamato alle armi, grazie alla sua conoscenza delle macchine utensili, l’allora diciottenne Drake trovò impiego in qualità di istruttore presso l’Officina Pompieri di Modena, dove si tenevano corsi per la preparazione di operai da utilizzare nelle industrie ausiliarie. Nel 1917 venne arruolato nell’esercito e assegnato al 3º Reggimento d’artiglieria alpina, ma nello stesso anno fu congedato a causa di una pleurite.

Gli inizi

Dopo un breve pellegrinaggio tra le molte aziende metalmeccaniche torinesi, Enzo Ferrari trovò occupazione nella Carrozzeria Giovannoni, specializzata nel recupero di autocarri leggeri. Demolite le carrozzerie, gli autotelai venivano ricondizionati e consegnati alla Carrozzeria Italo-Argentina di Milano, che provvedeva a trasformarli in torpedo o coupé de ville di lusso. Compito del giovane Ferrari, oltre al lavoro d’officina, era quello di collaudare gli autotelai ricondizionati e consegnarli alla committente nel capoluogo lombardo. La domanda di autotelai recuperati, però, si affievolì in pochi mesi, man mano che le case automobilistiche venivano progressivamente riconvertite alla produzione civile, lasciando intravedere a Ferrari una vicina disoccupazione. Fu proprio durante una delle sue trasferte a Milano che, alla fine del 1919, trovò occupazione in una piccola impresa meccanica milanese, la CMN, della quale era socio l’amico Ugo Sivocci, conosciuto casualmente da Enzo nel Bar Vittorio Emanuele di via Orefici. Sivocci prese a cuore la situazione di quel ragazzo squattrinato, ingaggiandolo come assistente al collaudo. La prima competizione importante a cui Ferrari partecipò fu la Targa Florio, ma con scarso successo. La sua vettura, infatti, fu accerchiata da dimostranti durante una manifestazione politica e il modenese riuscì a raggiungere Palermo solo quando i cronometristi avevano ormai abbandonate le loro postazioni.

L’attività in pista

Nel 1919, all’età di 21 anni, Enzo Ferrari intraprende una carriera agonistica a tutti gli effetti come pilota automobilistico ufficiale della neonata casa automobilistica CMN-Costruzioni Meccaniche Nazionaliche, anche se il futuro lo vedrà in seguito legato all’Alfa Romeo, per un totale di 41 gare. Nel 1924 vince la Coppa Acerbo di cui dirà in seguito:

“Tra tutte le gare alle quali ho partecipato, ricordo con particolare soddisfazione la mia vittoria a Pescara nel 1924 con una Alfa Romeo RL. Con questa vettura avevo già vinto a Ravenna sulla pista di Savio e a Rovigo sulla pista del Polesine, ma è stato alla Coppa Acerbo che è iniziata la mia fama come pilota. Fui infatti in grado di battere le Mercedes che arrivavano dal successo alla Targa Florio.

Resterà per sempre un mistero, in quanto Ferrari negli anni seguenti non volle mai sollevare il velo su tale episodio, la sua rinuncia al Gp d’Europa del 1924 a Lione, ufficialmente per motivi di salute, in cui avrebbe dovuto confrontarsi con Antonio Ascari, Giuseppe Campari e Louis Wagner, gli altri tre piloti che portavano in gara vetture Alfa Romeo ufficiali, in una competizione di rilievo internazionale che gli offriva la possibilità di affermarsi definitivamente come pilota automobilistico e certamente la più importante tra quelle a cui ebbe modo di partecipare. Al suo rientro alle competizioni, nel 1927, prese parte solo a gare di rilievo locale. La sua carriera in pista si concluse nel 1931 con la nascita del suo primo figlio, Dino. Ma il futuro gli avrebbe comunque riservato non poche sorprese…

La nascita di un sogno

La crisi economica nel 1933 portò l’Alfa Romeo a ritirarsi dalle corse fino al 1937; poco tempo dopo, Enzo Ferrari terminò la sua carriera da pilota e creò l’Auto Avio Costruzioni (AAC) con sede a Modena. A causa della guerra, per paura dei bombardamenti, nel 1943 il Drake trasferì l’AAC nel suo nuovo stabilimento di Maranello. Dopo la seconda guerra mondiale l’imprenditore creò la “Scuderia Ferrari”, la sezione sportiva della casa costruttrice automobilistica Ferrari, che era esistente fin dal 1929. La prima gara disputata nel mondiale di F1 fu il Gp di Monaco, il 21 maggio del 1950, mentre la prima vittoria risale allo storico Gp d’Inghilterra del 1951 con alla guida del mezzo José Froilán González, che riuscì a sbaragliare clamorosamente lo squadrone dell’Alfa Romeo. Fu la vittoria che segnò l’ascesa sportiva della Ferrari, causando al manager modenese un conflitto di sentimenti verso la vecchia casa milanese alla quale doveva ogni sua fama e conoscenza in campo automobilistico. Il primo titolo mondiale di F1 arrivò nel 1952 grazie ai successi di Alberto Ascari. La “creatura” di Enzo Ferrari è attiva nel mondiale di F1 fin dalla sua istituzione e tuttora prende parte all’importantissima categoria automobilistica. Come una favola divenuta realtà, un sogno speciale realizzato grazie alla passione di un uomo sempliemente eterno, per questo speciale.