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ESCLUSIVA- Loretto Petrucci:”I ciclisti di oggi hanno il fisico dei pulcini”

ESCLUSIVA- Loretto Petrucci:”I ciclisti di oggi hanno il fisico dei pulcini”

Dal traguardo della Milano- Sanremo 2016, il vincitore delle edizioni del ’52 e del ’53 Loretto Petrucci ha parlato del ciclismo di ieri, di oggi, e della Classicissima che sarà.

Loretto un ricordo delle sue Milano-Sanremo.

“Sono tutti ricordi di corse bellissime, che oggi rivivo dal traguardo, guardando questi giovani. Alla mia età bisogna anche vivere di passato. I miei erano altri tempi: si lottava per vincere mentre oggi si lotta di meno. Cercavamo lo scontro diretto mentre ora vediamo tanti gruppetti”.

Lei correva per vincere e in questo modo ha battuto anche Coppi che era suo compagno alla Bianchi.

“Ho vinto perché me lo sentivo e ne ho vinte diverse: la Parigi- Bruxelles e nel 1953 la classifica della Desgrange- Colombo, che sarebbe la Coppa del Mondo odierna”.

Ad oggi servirebbe una classifica bellissima com’era la Desgrange- Colombo?

“Sì, questo dava la possibilità di partecipare a tutte le corse nel Mondo. Mentre oggi manca proprio lo scontro diretto ma speriamo che lo sia oggi”.

Ai suoi tempi la corsa era più selettiva?

“Già allora c’erano i gruppetti, una volta eravamo in sei e poi ho vinto con un minuto e mezzo di vantaggio sul gruppo. Un’altra volta eravamo in undici e anche lì distanziammo il gruppo di quasi due minuti. La distanza per me era tutto, era la mia fortuna, perché era alla distanza che andavo bene. Era una battaglia continua, così lo scontro diretto diventava fondamentale per i punti in classifica della Desgrange”.

Una curiosità: lei come si nutriva durante le gare?

“La mattina mangiavo mezzo chilo di spaghetti al pomodoro e poi 800 grammi di bistecca. Due ore dopo si partiva e mi portavo dietro dieci panini da un etto e mezzo, ripieni di macinato di vitello e poi li distribuivo; poi una mela e un’arancia tagliata. Io al rifornimento non perdevo, anzi attaccavo”.

Le differenze con oggi?

“Sostanzialmente non molte. Oggi le strade sono peggio perché sono tutte rotte, noi gareggiavamo su strade polverose e la bicicletta scorreva meglio”.

Ha seguito le vicende della Tirreno- Adriatico?

“É una vergogna, noi corridori correvamo con tutte le intemperie, perché oggi si fermano? Dove siamo finiti? Che sport è diventato? Uno sport per signorine, bisogna lottare sotto le intemperie. Una volta arrivai al Giro dell’Emilia con ghiaccio sulle braccia. Non riesco a capirli. Allora fisicamente eravamo più forti di adesso, questi hanno il fisico di un allevamento di pulcini”.

La redazione de LoSport 24 ringrazia Loretto Petrucci per la grande disponibilità e simpatia con la quale si è prestato all’intervista. La riproduzione, anche parziale, dovrà avvenire previa citazione della fonte.

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FrancoAceto