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DNIPRO-SIVIGLIA: Valanga di gol, la Coppa va al Siviglia

DNIPRO-SIVIGLIA: Valanga di gol, la Coppa va al Siviglia

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Nella serata del 27 maggio, lo stadio Narodowy di Varsavia ospita la finale di Europa League: a scontrarsi sul terreno polacco, il Siviglia di Emery ed il Dnipro di Markevych. I giocatori spagnoli cercano la segunda copa, mentre i loro avversari – reduci dalla vittoria casalinga contro il Napoli di Benitez – auspicano di portare la gloria della vittoria decisiva in Ucraina. Nella formazione del Dnipro, la sorpresa maggiore riguarda l’attacco: Kalinic viene schierato come prima punta, a discapito di Seleznyov, mattatore dei partenopei. Dall’altra parte, Emery schiera alle spalle di Bacca il temibile tridente Reyes-Banega-Vitolo; a proteggere la difesa ed impostare il gioco offensivo, la coppia Krychowiak-Mbia. Ad arbitrare la gara, l’inglese Martin Atkinson.

Nei primi 45′ succede pressapoco di tutto. I giocatori di Emery sono favoritissimi per la vittoria al titolo e lo dimostrano dopo appena due minuti, con una conclusione alta di Bacca. Ma al settimo del primo tempo, la prima sorpresa della gara: Matheus sfugge alla difesa spagnola e, vicino al lato destro dell’area, pennella un cross sulla testa di Kalinic. La prima punta, costretta a non fa rimpiangere Seleznyov, non sbaglia: colpo preciso, a fil di palo, e la rete si gonfia. Punto sul vivo, il Siviglia di Emery reagisce rabbiosamente, unendo alla grinta della sua diga di centrocampo la fantasia di Banega e Reyes: proprio il numero 10 si porta vicino al pareggio, con due conclusioni velenosissime. In seguito alla seconda, deviata da Boyko in corner, il Siviglia trova la rete del pareggio: sul calcio d’angolo susseguente alla parata del portiere degli ucraini, il polacco Krychowiak insacca con un tiro velenoso da 10 metri. Proprio il numero 4, precedentemente, si era portato vicinissimo alla rete, con una zuccata sapientemente toccata in angolo dal puntuale Boyko. Passano tre minuti e l’estremo difensore del Dnipro smentisce le impressioni positive destate negli spettatori: su un lancio millimetrico del veterano Reyes, il numero 71 si fa dribblare facilmente da Carlos Bacca, lesto a scattare in mezzo ai due (colpevolissimi) difensori centrali e a depositare la sfera tra i pali. 2 a 1: il vantaggio spagnolo, avvenuto in un lasso di tempo così breve, sembrerebbe preludere alla debacle immediata degli ucraini. Ma – seconda sorpresa della serata – così non è: la squadra di Markevych, assolutamente passiva nei minuti centrali del primo tempo, si riscuote nel finale. Prima Konoplyanka sfodera un destro a giro da cineteca, salvato miracolosamente in corner da un colpo di reni notevolissimo di Rico; poi, a un minuto dall’intervallo, Rotan dipinge la rete del pareggio, con una traiettoria morbidissima su punizione dal limite.

Nella ripresa, la squadra di Emery prende totalmente il controllo del gioco. Malgrado le giocate sontuose espresse, Reyes viene relegato quasi subito in panchina, complice l’età non più verde: entrato Coke, Vidal va a posizionarsi al posto del numero 10. Le occasioni non fioccano come nei primi 45′, ma la freddezza di Bacca rimane immutata: alla mezz’ora, dopo un’azione confusa, il numero 9 si ritrova davanti a Boyko e, con un sinistro potente e piazzato, non tradisce. Nel finale c’è tempo per una zuccata dell’onnipresente attaccante colombiano, deviata in corner da un Boyko improvvisatosi portiere di pallamano. Gli ucraini tentano un forcing nei minuti di recupero, ma gli spagnoli coprono con pochi affanni. 3 a 2 al fischio finale: gli uomini di Emery sono meritatamente campioni d’Europa League.

 

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Yannick Aiani