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Il derby della Mole – Juventus e Torino a confronto 19 giornate dopo

Il derby della Mole – Juventus e Torino a confronto 19 giornate dopo

scommesse nazionali

Rieccoci. Dopo 19 giornate Juventus e Torino si ritrovano una di fronte all’altra nel derby della Mole. Dall’ultima volta in campionato, dall’11^ giornata, sono cambiate molte cose.

93′ MINUTO

Un girone fa Juventus e Torino si giocavano un derby dalle premesse stranissime per la storia recente dei due club. Dopo 10 giornate di campionato i bianconeri 4 volte campioni d’Italia si presentavano allo Juventus Stadium con un misero bottino di 12 punti, in un inizio di stagione molto difficile e con tante pressioni addosso. Il Toro, per una volta, poteva permettersi di guardare dall’alto i rivali cittadini, se pur con soli 3 punti di vantaggio: un evento più unico che raro negli ultimi anni. I granata, dopo un avvio più che incoraggiante (10 punti in 4 partite), avevano iniziato a frenare, quasi per aspettare al varco la Juventus, che nelle prime 10 Domeniche faticava anche quando faceva bottino pieno e suscitava critiche delle più varie da ogni dove. La sfiducia nei confronti dell’inesperienza dei giovani a disposizione di Allegri, le perplessità per le scommesse effettuate nel mercato estivo, il timore che i senatori fossero appagati dalle vittorie e ormai senza motivazioni: tutto questo contribuiva a scaldare l’atmosfera in casa bianconera, a creare aspettative che venivano puntualmente deluse. Rivisto oggi, un girone dopo, ci fa sorridere. La Juventus si è reimpossessata della vetta con una rimonta straordinaria, fatta di 19 vittorie (di cui 15 consecutive) e un solo pareggio, perché tutto è cambiato dopo la stracittadina del 31 Ottobre. E forse tutto è cambiato proprio al 93′ minuto, con quel gol di Cuadrado (vedi foto) che sigillava la partita e al contempo le poneva fine sul risultato di 2-1; un gol che evidentemente ha liberato gli animi, ha scaricato ogni tensione e ha dato vigore alla Juve per iniziare la sua scalata.

CI RISIAMO

E rieccoci qua, per l’appunto, alla vigilia di un derby che ancora una volta ha premesse infuocate. Il Toro, ad un bilancio attuale, sta vivendo una delle stagioni più difficili degli ultimi anni. Delle 8 vittorie conseguite in campionato, 4 sono arrivate nelle prime 6 partite, mentre la restante metà è stata distribuita in un mare di pareggi e sconfitte. Il ritorno di Immobile sembra aver ridato qualcosa al gioco, oltre che aver risvegliato il Gallo Belotti, ma ancora i risultati stentano ad arrivare. Che sia anche una questione psicologica lo si può osservare dall’ultima gara in casa contro il Genoa: sopra – e meritatamente – di due gol, i granata hanno regalato due rigori ai rossoblù e hanno subito la definitiva rimonta per 2-3, con tanto di disperazione per il povero Ventura.
La capolista, invece, arriva al derby dopo essere passata dalla settimana della scottante eliminazione in Champions. Mercoledì è stata la Juventus a subire il colpo dell’ultimo minuto: quello che non ti aspetti, che è questione di un dettaglio, ma un dettaglio che cambia tutto.
E allora ci chiediamo se per chiudere il cerchio, per pareggiare i conti, questa volta non possa verificarsi un’inezia, una piccolezza da niente, che faccia risalire Ventura in sella al suo Toro per questo finale di stagione, che metta fine all’incredibile striscia positiva della Juve proprio là dove aveva trovato il suo inizio. Senza badare alle logiche che imporrebbe la classifica o alla condizione mentale che direbbe tutt’altro. Perché poi alla fine si sa: il derby è una partita a sé.

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Riccardo Congiu

21 anni, studente di Lettere moderne alla Statale di Milano.